Che differenza c’è tra bingo e tombola? Origini e regolamento
Può capitare che ci siano delle cose che si assomiglino molto tra loro, per quanto siano sensibilmente diverse. Questo succede, ad esempio, nell’ambito dello sport, dove in molti sentendo nominare Rugby e Football americano esclamano: “Ma è lo stesso gioco”. Invece no e la stessa cosa avviene per un gioco italiano molto gettonato durante il periodo natalizio e per uno made in USA. Parliamo, ovviamente, della Tombola, che di recente è finita al centro delle cronache nazionali per un caso di violenza su una donna, e del Bingo: se visti di sfuggita, senza andare nel dettaglio del loro funzionamento, sembrano davvero simili. Si estraggono dei numeri e con quelli bisogna ottenere su un’apposita cartella una determinata combinazione per vincere la mano. Ma tra i due giochi ci sono differenze profonde e notevoli, in realtà, a partire dalle loro origini.
La Tombola, infatti, sarebbe nata nella prima metà del Settecento in Italia. Per la precisione a Napoli, laddove essa fu il frutto di una discussione piuttosto accesa tra un sacerdote, padre Gregorio Maria Rocco, e il re Carlo di Borbone. Oggetto della contesa era il gioco del Lotto, che venne vietato nel corso delle feste natalizie. Da questo divieto, i cittadini di Napoli decisero di giocare clandestinamente nelle proprie case, attraverso l’estrazione dei 90 numeri del Lotto da un contenitore di vimini che prendeva il nome di panariello e simile alla forma del tombolo usato per realizzare pizzi e merletti. Si giocava usando anche delle cartelle con sopra scritti dei numeri per ottenere le stesse combinazioni del gioco del Lotto: dall’ambo alla cinquina. Unica novità era la Tombola, punto ottenibile coprendo tutti i numeri della cartella a propria disposizione. Il Bingo, invece, nacque solo nel ‘900, quando un proprietario di un negozio di giocattoli di New York provò a rivisitare in chiave moderna il gioco georgiano del Beano, noto come variante del Lotto in quelle zone. Il nome deriverebbe dal fatto che tale venditore, Edwin Love, abbia strillato “Bingo” per aver vinto una partita.
Ma oltre che nella storia, le differenze tra Tombola e Bingo risiedono soprattutto nel regolamento dei due giochi. La prima prevede l’utilizzo fisso di 90 numeri, scritti su cilindretti di legno o plastica, che vengono per tradizione estratti a rotazione da ognuno dei giocatori che partecipano alla mano, in modo che nessuno possa avere il vantaggio del tabellone. Le cartelle, selezionabili liberamente e senza limite di numero, vengono “comprate” dal giocatore ad un prezzo stabilito a monte della partita. Su ognuna di esse vi sono tre file orizzontali contenenti 5 numeri ognuna, per un totale di 15. Le combinazioni valide sono solamente quelle realizzate su ognuna di queste file e, in ordine crescente, sono: ambo (coppia di numeri), terno (tris di numeri), quaterna (quattro numeri), cinquina (cinque numeri) e tombola (tutti i numeri coperti). La mano finisce solo nel momento in cui uno dei partecipanti abbia realizzato la Tombola.
Il Bingo, invece, non utilizza per forza 90 numeri. Ci sono versioni che prevedono l’uso di 75 o 80 cifre, che vengono scritte su sfere di plastica bianche o colorate in base alla decina di appartenenza. Va precisato che possono esserci differenze tra versione del gioco tradizionale e versione disponibile online. Le cartelle più diffuse sono quelle del Bingo 75 e prevedono una disposizione dei numeri su 5 colonne, ognuna delle quali rappresenta una lettera della parola Bingo, con uno spazio al centro libero. Nella versione a 90 numeri, che è una delle caratteristiche del bingo giocabile online, i punti sono stati italianizzati, alla pari delle cartelle, che hanno una disposizione delle cifre molto simile a quella nostrana. I numeri, però, non vengono estratti da un giocatore o a turno, bensì da un addetto esterno, che non partecipa alla mano, o da un sistema automatizzato, nelle sale più moderne. Infine, la partita può anche concludersi senza un vincitore, in quanto spesso si stabilisce a monte il numero di estrazioni massime che si faranno durante la partita.


