Al via il Durc di congruità.
Dopo una battaglia sindacale durata anni, dall’1 di novembre, è entrato in vigore il Durc di congruità previsto dalla legge 120/20 e dal codice degli appalti. “Questo è uno strumento obbligatorio per tutte le imprese Edili che partecipano sia a gare pubbliche che private, facendo così emerge lavori in nero e illegalità – dichiarano Antonio Malaguarnera segretario generale della CGIL Ennese e Epifanio Riccobene segretario provinciale della Fillea di Enna – secondo le nostre stime, avrà incidenza per un volume di affari che tra salari e contributi previdenziali, sia nel settore pubblico che privato per oltre due miliardi di euro e che a regime coinvolgerà più di 75 mila lavoratori l’anno, rendendo il settore più trasparente e sicuro. Un settore questo strategico per la economia nazionale. Ma cos’è il Durc di congruità? Questo è la certificazione con cui una Azienda dichiara per uno specifico lavoro e per uno specifico importo, il numero minimo di lavoratori impegnati, tenendo conto delle percentuali previste dal decreto ministeriale recepito con l’accordo sindacale di settembre del 2020 tra le organizzazioni sindacali e quelli datoriali del settore. “Ora la vera sfida – continuano Malaguarnera e Riccobene – è fare in modo che tutte le stazioni appaltanti pubbliche e private, si attivino sui nuovi lavori per la verifica così come previsto dall’art.105 del codice degli appalti e che l’agenzia dell’entrate faccia le dovute verifiche. Per quanto ci riguarda, noi come sindacato vigileremo e accompagneremo questa fase di avvio dando tutte le informazioni e i chiarimenti necessari promuovendo intese sulla falsariga dell’accordo del 25 ottobre sottoscritto con il ministro Giovannini, in relazione alle opere pubbliche, affinché tutti siano informati e preparati a gestire i nuovi strumenti e le nuove norme. Siamo fortemente convinti che da oggi, ci siano tutte le condizioni per aumentare tutele e diritti dei lavoratori, ma anche per far crescere la qualità e l’innovazione in un settore strategico come l’edilizia, sia per la ripresa ché per una riconversione ecologica”.


