Casa: Milazzo (Sunia), 50 mila famiglie hanno bisogno in Sicilia di un sostegno. Ma anche l’ultima finanziaria regionale è stata un’occasione perduta. Incuria e sottovalutazione da parte di governo e maggioranza. Si vada a una legge sul diritto all’abitare
Palermo, 29 gen- Sono almeno 50 mila in Sicilia le famiglie che hanno bisogno di un sostegno in relazione all’abitare. Tra queste 25 mila sono quelle in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica sociale e più di 17mila quelle che hanno chiesto il contributo per il sostegno all’ affitto nell’ultima assegnazione , effettuata nel 2024 con riferimento all’anno 2022. “Il disagio abitativo è evidente- dice Giusi Milazzo, segretaria del Sunia Sicilia così come il fatto che né il governo né l’Ars ne tengono conto. Nell’ultima finanziaria regionale le previsioni sul tema dell’abitare sono residuali, fatta eccezione per lo stanziamento minimo per un contributo affitto del tutto insufficiente per far fronte alle reali esigenze nella regione”. Milazzo rileva che “l’attuale stanziamento è di appena di 5milioni di euro a fronte dei 21 milioni di euro a disposizione della regione Sicilia dei fondi nazionali utilizzati nel 2024. Manca poi qualsiasi disegno organico sia per l’incremento del patrimonio abitativo pubblico sociale – aggiunge- sia per la riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico dei Comuni e degli Iacp il cui degrado è stato ancora una volta messo a nudo dalle recenti calamità naturali e reso indifferibile”. Continua la segretaria del Sunia, “manca poi qualsiasi riferimento a nuove forme abitative quali l’edilizia sociale che consentirebbero una risposta efficace ad una domanda differenziata. Ancora piu grave il tiepido interesse del Governo della Regione se consideriamo- sottolinea Milazzo- che il tema della crisi abitativa è ormai al centro anche dell’interesse della Commissione europea e che le misure previste richiedono un forte coinvolgimento degli stati nazionali e del sistema delle autonomie locali a partire da una norma sul diritto all’abitare. Non vorremmo che la Sicilia per incuria e sottovalutazione – conclude- possa perdere opportunità e finanziamenti.


