Caporalato nell’Ennese, Flai Cgil Sicilia: “L’inchiesta conferma ciò che denunciamo da anni. Più tutele per i lavoratori e più controlli contro lo sfruttamento”
“L’inchiesta condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Enna conferma, ancora una volta, ciò che la Flai Cgil Sicilia denuncia da anni: nelle campagne siciliane continuano a esistere gravi forme di sfruttamento, sottosalario e mancato rispetto dei contratti di lavoro”.
Lo dichiara il segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo, commentando l’operazione che ha portato all’arresto di alcuni soggetti accusati di caporalato e sfruttamento della manodopera agricola.
“Le indagini descrivono lavoratori costretti a turni fino a 70 ore settimanali, quasi il doppio di quanto previsto dai contratti nazionali e regionali dell’agricoltura, e pagati addirittura un euro a cassetta, secondo una logica di cottimo che non ha nulla a che vedere con il lavoro regolare e con i diritti garantiti dalla contrattazione collettiva. A tutto questo si aggiungono minacce, intimidazioni e condizioni di vita disumane”.
Russo sottolinea come sia fondamentale il coraggio dei lavoratori che hanno denunciato gli abusi e ringrazia l’associazione Penelope per il lavoro svolto a tutela delle vittime di sfruttamento. “Con Penelope – afferma – collaboriamo da tempo attraverso il Polo sociale del progetto Su.Pr.Eme. e stiamo portando avanti la campagna “Sicilia Sfrutta Zero”, nata per assistere i lavoratori sfruttati e quelli in condizione di irregolarità. Chi denuncia non deve avere paura di essere ricattato o rimpatriato, ma deve essere protetto e accompagnato verso un percorso di legalità e di emancipazione dallo sfruttamento”.
Il segretario della Flai evidenzia inoltre che dall’inchiesta emergono condizioni abitative indegne: “Lavoratori costretti a vivere in alloggi fatiscenti, privi dei servizi essenziali, pagando persino affitti trattenuti dai loro già miseri compensi. Lo sfruttamento non si fermava quindi ai campi, ma continuava anche attraverso il costo dell’alloggio, del trasporto e perfino del cibo. È un sistema che calpesta la dignità delle persone”.
“Continuiamo a confidare nell’azione della magistratura, delle forze dell’ordine e dell’Ispettorato del lavoro – conclude Russo – e auspichiamo che operazioni come questa rappresentino un forte deterrente. Chi sfrutta i lavoratori, viola le norme sulla sicurezza e non applica i contratti non danneggia soltanto le vittime dello sfruttamento, ma realizza una concorrenza sleale nei confronti delle tantissime imprese agricole siciliane che operano nella legalità, rispettano i contratti e garantiscono condizioni di lavoro dignitose. Difendere i diritti dei lavoratori significa difendere anche il futuro dell’agricoltura sana e di qualità della nostra regione.”


