Cantieristica navale: mercoledì e giovedì assemblee Fiom Cgil nei cantieri navali di Messina e Milazzo. Al centro i problemi del settore e la vertenza per il rinnovo del ccnl
Foti e David: cantieristica tra precarietà, lavoro sottopagato, pratica diffusa del subappalto
Messina, 17 dic- Le criticità della cantieristica navale nel messinese saranno al centro di tre assemblee dei lavoratori organizzate dalla Fiom Cgil in preparazione dello sciopero nazionale che a Messina si terrà il 13 gennaio insieme a Fim e Uilm per il rinnovo del contratto nazionale di categoria. “Lavoro precario, pratica diffusa del subappalto, inquadramenti non corretti con perdita salariale, sicurezza”: sono questi, dicono il segretario generale della Fiom Cgil Sicilia, Francesco Foti e Daniele David, segretario della Fiom di Messina “i problemi del settore, che quotidianamente ci troviamo ad affrontare”. Problemi comuni nella cantieristica siciliana, tantochè la Fiom Sicilia costituirà un coordinamento regionale di settore, “per dare omogeneità e incisività- afferma Foti- all’azione rivendicativa.
La prima assemblea si terrà domani alle 14 dicembre presso il cantiere navale Liberty, a Milazzo. Giovedì un primo appuntamento è alle 8 al cantiere navale Palumbo di Messina e la seconda assemblea della giornata sarà alle 13, sempre a Messina, presso i cantieri navali dello Stretto.
Tra gli interventi previsti quelli di Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom e coordinatore della cantieristica navale, del segretario regionale Francesco Foti,del segretario della Fiom di Messina Daniele David, di Serafino Biondo, del coordinamento Rsu/Rls Fiom Fincantieri Palermo, di Giancarlo Macchiarella, Rsu Fiom Fincantieri Palermo.
Nella cantieristica navale della provincia di Messina lavorano 900 operai metalmeccanici, spesso con contratti a termine in decine di ditte subappaltatrici, che sono il 70% del processo produttivo. “I grandi marchi- dicono Foti e David svolgono spesso il ruolo di collettori di commesse, in gran parte affidate poi in appalto ad aziende che sottopagano i lavoratori costretti spesso anche a lavorare in condizioni intollerabili”. La pratica diffusa del subappalto e la paralisi della contrattazione integrativa – aggiungono- indeboliscono i lavoratori alle dirette dipendenze delle committenti che hanno visto precipitare gli inquadramenti e i salari”. I due esponenti della Fiom parlano poi di “gestione autoritaria del personale da parte delle aziende che alimenta un clima di paura con l’obiettivo di reprimere la diffusione della cultura e delle pratiche sindacali”


