Settecentomila euro di avanzo di amministrazione che potevano essere utilizzati per migliorare alcuni servizi per la città ma che invece dovranno essere utilizzati per tappare dei buchi su capitoli di spese obbligatorie come trasporto disabili e mense scolastiche che incredibilmente l’amministrazione comunale non ha previsto. E per questo motivo tutto ciò necessita un intervento della corte dei conti. Lo denunciano i consiglieri comunali di opposizione del gruppo del Pd che giovedì scorso con la capogruppo consiliare Stefania Marino e il consigliere Marco Greco, insieme ai segretari comunali dei circoli Pd di Enna alta e Enna bassa Paolo Spampinato e Giuseppe Seminara hanno indetto una conferenza stampa per denunciare un fatto che a loro dire è di una gravità inaudita. Dal gruppo Pd tra l’altro precisano che sulla stessa lunghezza d’onda ci sono anche i consiglieri del Gruppo di Nuova Cittadinanza. “Una situazione che ha dell’incredibile – commenta Marco Greco – vorrei capire come l’amministrazione comunale avesse fatto se non ci fossero stati questi 700 mila euro di avanzo di amministrazione per coprire eventualmente le spese che sono definite obbligatorie”. “Da un punto di vista politico – rimarca Stefania Marino – si evidenzia come questa amministrazione non sappia organizzare la vita di un ente. Non si può non prevedere in bilancio le spese obbligatorie e poi coprirle con un avanzo di amministrazione. Noi come gruppo Pd vogliamo chiarezza su quanto accaduto a tutela della cittadinanza”. “Non accettiamo lezioni da nessuno – replica l’assessore al Bilancio Dante Ferrari – soprattutto da chi nelle amministrazioni precedenti alla nostra ci faceva approvare bilanci di previsione a novembre mentre noi lo portiamo in aula ad aprile. E quindi può capitare che alcune voci di spesa in particolare quelle legate ad interventi sul sociale e scuola non siano certe in quel periodo come lo possano essere poi adesso. Ad ogni modo non abbiamo nessuna difficoltà ad ammettere che possano esserci discrasie tra quanto previsto e poi quanto diviene poi certo”.


