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Attivo Cna Enna; i temi che saranno affrontati

Si prevede un attivo molto dibattuto quello della Cna che si terrà nei prossimi giorni convocato dal presidente provinciale Filippo Scivoli. Tanti i temi che saranno trattati e che intessano il mondo dell’impresa in particolare quello artigiano. Numerose le rivendicazioni affrontate in questi anni dall’associazione e che saranno nuovamente riproposte e dibattute nel corso dei lavori. Tra le più importanti quelle riportate di seguito
Territorio 4.0
E’ necessario puntare su settori strategici ad alto valore aggiunto e che compensino anche i limiti dimensionali e di un territorio prevalentemente montano, aprendo il mercato. La digitalizzazione delle imprese e i settori che promuovono e vendono il territorio producono ricchezza e danno valore alle comunità. Serve una strategia chiara su innovazione e digitale, così come serve una strategia che dia valore al turismo, all’agroalimentare e all’artigianato artistico.
Turismo Esperienziale e agroalimentare
Da alcuni anni, la cosiddetta “Economia dell’Esperienza” sta condizionando in modo sempre più influente il mercato. In questo scenario il prodotto turistico è quello che più di tutti si presta alle nuove regole dettate dall’economia. Il viaggio è in se una esperienza, ma sono i servizi del turismo esperienziale che la rendono unica, autentica e irripetibile e quindi ad alto valore aggiunto.
Pacchetti piccoli, customizzati e calati in territori nuovi, percorsi non battuti e costantemente integrati con la vita dei locals saranno l’offerta del territorio nel prossimo futuro in linea con le nuove tendenze del mercato.
Ovviamente queste caratteristiche non sono sufficienti a garantire la presenza di turisti. E’ necessario compiere un importante sforzo organizzativo degli operatori insieme agli enti locali che devono integrare la strategia senza fomentare micro strategie e improvvisazioni.
Bottega artigiana
Tutelare le botteghe artigiane storiche e tradizionali. L’Artigianato artistico ha infatti un modello di produzione diverso, non replicabile e lontano dallo standard di impresa che il modello europeo e la legislazione ha come riferimento. L’impresa è destrutturata e questo crea delle difficoltà come nel caso dell’accesso al credito.
I dipendenti ci mettono decenni per raggiungere la tecnica e la manualità necessaria. Per questo chiediamo provvedimenti di favore nella fiscalità e nella promozione di queste forme di impresa.
Agenda urbana e altre forme di programmazione integrata
Nell’ambito della programmazione integrata, stanno finalmente giungendo alla fase esecutiva le iniziative di gestione territoriale delle risorse. Queste misure, fortemente orientate dalla Regione lasciano poco spazio ai territori in materia di programmazione e di gestione.
Sui rischi di questo modello di gestione ci siamo spesi in tempo prevedendo una certa sordità nell’accoglimento delle istanze dal basso.
Adesso è necessario che gli enti a cui è affidata la gestione delle misure, sensibilizzino il territorio e promuovano le agevolazioni in tempo in modo da consentire la presentazione delle migliori proposte.
Digitalizzazione e impresa 4.0
Il processo di digitalizzazione delle imprese sta sempre più determinando il livello di competitività delle imprese. Il processo riguarda fasi fondamentali quali: la gestione dei dati, il processo di produzione, le fasi di vendita, la gestione amministrativa e il controllo di gestione.
Spesso nonostante il numero di imprese potenzialmente interessate da processi di innovazione e digitalizzazione manca un adeguato livello dei servizi e di relazioni in grado di supportare le imprese.
Per questo il rapporto tra enti, Università e associazioni è fondamentale all’interno di un Business Innovation Center.
Università
L’università e in grado di assicurare un elevato livello di conoscenza e servizi, compensando così il progressivo indebolimento dei servizi a supporto di cui è stato vittima il territorio a seguito delle politiche di accorpamento e riduzione dei costi.
Sempre disponibile a supportare il territorio, è necessario rivendicare una collaborazione sinergica e strutturata che coinvolga in pieno gli enti che si occupano di attività produttive e gli enti locali.
Zone di insediamento
Le politiche di sviluppo legate alle zone di insediamento sono fondamentali per favorire investimenti e competitività. Bandi troppo lunghi e criteri sbagliati hanno fin troppo spesso, lasciato fuori imprese competitive e nelle possibilità di investire in favore di altre che non hanno mai completato gli iter previsti.Per noi occorre innanzitutto ammettere le imprese che dimostrano la sostenibilità degli investimenti, fare più bandi e fare durare meno le graduatorie, infine usare procedure di autovalutazione che riducano i tempi di istruttoria.
Ma soprattutto é fondamentale individuare criteri che favoriscano assi strategici di sviluppo.
Infrastrutture
Le infrastrutture sono strumenti di collegamento e sulla base di questa accezione non possiamo non ricomprendere anche l’infrastrutturazione telematica e digitale. Purtroppo il ritardo del territorio è enorme in entrambe le reti. Se l’iniziativa del Prefetto ha finalmente dato impulsi e un coordinamento agli aspetti viari, che reclamano maggiori finanziamenti, il ritardo in termini di connessione del territorio sembra sottovalutato. Così imprese digitali e produttori di software hanno ancora problemi di banda.
Inaccettabile per chi si candida a sviluppare il tema della digitalizzazione.
Sottolineiamo anche la condizione delle strade secondarie in cui in assenza di spazi adeguati si sono sviluppati diversi insediamenti produttivi.
Imposte locali
Le aliquote locali sugli immobili sedi di impresa sono al massimo in quasi tutti i comuni. Tale condizione contribuisce al carico fiscale delle imprese divenuto inaccettabile. Ad Enna il carico fiscale è pari al 60%del fatturato stimato, con un enorme impatto delle imposte locali in caso di imprese con stabilimenti produttivi. Occorre che si riduca di almeno 1 punto percentuale l’IMU sui capannoni e sugli stabilimenti produttivi.
Burocrazia
Ottantasei (86!) adempimenti per aprire un’attività di autoriparazione. Settantotto (78!) per una falegnameria. Settantatré (73!)per una gelateria. Interfacciandosi con decine di enti. E spendendo fino a 20mila euro di spese solo per le pratiche burocratiche.
Spesso il distacco tra il mondo produttivo e tra gli enti di controllo e autorizzativi trova il suo apice proprio nel momento in cui le imprese necessitano del massimo sostegno, ovvero quello iniziale. Per questo proponiamo di costituire in tutti i comuni degli osservatori che coinvolgano ordini e Associazioni di categoria.

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