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Solo Sperlinga negò
Nel cuore della Sicilia, sui monti Erei, tra vallate verdeggianti e cime aguzze, sorge Sperlinga. Il nome deriva dal greco, significa grotta.
È un borgo quasi dimenticato dalla storia, stradine contorte, solitudine, isolamento, salite, discese e ripide scale che serpeggiando s’inerpicano su quel maestoso costone. Appena 890 abitanti.
Come se il tempo non fosse passato, si parla ancora un dialetto gallo italico vicino all’antico francese occitano, frutto della politica di ripopolamento compiuta dai Normanni tra l’XI e il XII secolo.
Il castello che si erge sul masso rupestre di Sperlinga ci racconta di quel borgo straordinariamente ricco di storia.
In realtà, più che un castello è, a tutti gli effetti, una fortezza, inespugnabile grazie la suo ponte levatoio e alle sue torri di avvistamento, ma soprattutto grazie alla sua ubicazione sulla cima di una roccia. E proprio per la sua altezza, il castello di Sperlinga risulta essere uno dei più affascinanti della Sicilia, terra ricca di fortezze medievali, grazie al panorama mozzafiato che regala ai più intraprendenti visitatori, capaci di salire fino alla cima del castello.
Il basamento rupestre del castello (dal greco “Spelaìon” poi latinizzato in “Spelunca” ovvero grotta) fu strutturato dalle popolazioni indigene sicule, in cui le grotte scavate nella roccia, venivano utilizzate come sepolcri.
Questo castello è divenuto famoso a seguito delle vicende legate ai Vespri Siciliani, una rivolta popolare scoppiata a Palermo nel 1282 contro la dinastia francese degli angioini, che dominava l’isola dal 1266.
Ma nel castello di Sperlinga vi trovarono rifugio diversi soldati francesi che, assieme ad un gruppo di siciliani, riuscìrono a resistere agli assalti per 13 mesi .
Il Castello, in quel periodo, era di proprietà ddi Petro de Lemanno che attese invano gli aiuti angioini,
Una leggenda racconta che gli abitanti di Sperlinga, chiusi nel castello insieme ai militari francesi, per far credere ai rivoltosi palermitani che assediavano il castello, di avere ricche provviste, suonavano le campane delle pecore per lasciar credere di avere ancora un branco di animali con loro, mentre mungevano il latte alle loro donne per produrre piccoli caci che gettavano fuori le mura. C’è ancora oggi visibile, sull’arco nell’androne, una scritta che per ricordare questa vicenda così recita: “QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT” (traduzione: Sola Sperlinga acconsentir non volle a quel che fece tutta Sicilia insieme).
Durante la seconda guerra mondiale tra le campagne di Sperlinga, il fotoreporter Robert Capa realizza alcuni dei suoi più famosi scatti di guerra. Oggi una targa è stata posta in quei luoghi, in memoria di quei terribili momenti..
Da rilevare ancora oggi che all’interno del castello, vi siano escavazioni progettate per funzioni astronomiche, tra cui la gestione della penetrazione del sole nel solstizio di inverno e d’estate e un silos dalle 12 nicchie con funzione di orologio solare.
Nel 1973 il castello venne venduto al comune dalla famiglia Li Destri per la somma simbolica di 1000 lire e viene restaurato e reso accessibile alle visite dei turisti solo da pochi anni , andateci non ve ne pentirete.
Fonti wikipedia. com ; ioamolasicilia. com/il-castello-di-sperlinga ; abcsicilia.com/castello-di-sperlinga.


