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Agroalimentare: parte il Progetto HGC per implementare in Sicilia una filiera cerealicola attenta alla salute e all’ambiente

Riccardo Marzo 1, 2024 4 minuti letti

Catania, 1 marzo 2024 – Guardare agli obiettivi dell’agenda europea 2030 e ai temi della food security e della green economy per implementare in Sicilia una filiera cerealicola attenta alla salute e all’ambiente. Con questo obiettivo parte il progetto “HGC” Healthy & Green Cereal, finanziato dalla sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2022, con un partenariato composto dal Consorzio “Gian Pietro Ballatore” (Capofila), l’Università Politecnica delle Marche e sei aziende della filiera cerealicola siciliana, che punta a realizzare una gestione innovativa delle produzioni cerealicole e leguminose in Sicilia. Le innovazioni previste nel progetto HGC sono 4 e riguardano gli aspetti agronomici e i processi di trasformazione dei cereali e delle leguminose; ma anche la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’introduzione nella filiera cerealicola regionale di strumenti per valutare la sostenibilità ambientale delle pratiche agronomiche e dei processi di trasformazione.

“Il cibo del futuro passa dalla dimensione “locale” per la tutela degli ecosistemi, la riduzione dello spreco alimentare e la produzione di alimenti genuini – dichiara Bernardo Messina del Consorzio Ballatore – e le filiere dei cereali e quella dei legumi possono giocare un ruolo determinante sia per la presenza dominante nei regimi alimentari tradizionali dell’area mediterranea, sia per l’ampiezza delle superfici destinate complessivamente a queste colture”.

Partendo dai numeri, recenti dati ISTAT indicano che le aziende cerealicole siciliane coltivano ogni anno circa 270 mila ettari di grano duro e dedicano solamente 20 mila ettari agli altri cereali, quali orzo, avena, grano tenero. Ancora meno, circa 6 mila ettari di superficie, la coltivazione di leguminose da granella.

Il progetto si propone innanzitutto di definire protocolli operativi (del Sistema HGS) anche per quelle colture che si adattano molto bene agli ambienti pedoclimatici siciliani, ma sono poco presenti negli ordinamenti colturali regionali come grano monococco, avena nuda, farro e lenticchie. Nelle aziende agricole partner sono stati già realizzati quattro campi dimostrativi, seminati lo scorso dicembre.

Dalle produzioni cerealicole e dai legumi verranno prodotti 4 tipi di sfarinati innovativi da indirizzare poi nei processi di trasformazione: uno sfarinato a minore indice glicemico, uno per la produzione di prodotti High Protein, (quest’ultimo ottenuto con estratti proteici di riso e pisello, quindi proteine vegetali che hanno un minore impatto sull’ambiente), uno per la produzione di prodotti “mix cereali” ad alto contenuto in fibra alimentare ed uno sfarinato ad alto contenuto di malto per ottimizzare i processi di lievitazione. “Il consumatore del terzo millennio è sempre più consapevole che le proprie scelte di acquisto possono avere un impatto sia sull’ambiente sia sulla salute – commenta Giuseppe Russo del Consorzio Ballatore – ed è questo il motivo per il quale il progetto HGC punta a individuare i protocolli di produzione utili per l’ottenimento di specifici claims nutrizionali”.

I prodotti residuali della coltivazione dei cereali e delle leguminose nei campi dimostrativi saranno utilizzati per realizzare anche dei test per la produzione di biogas. Questa azione potrà creare l’opportunità di sviluppo e produzione di energia rinnovabile e digestato ammendante partendo da materia prima residuale (spesso non collocata adeguatamente sul mercato), generando un forte impatto positivo in termini di sostenibilità ambientale della filiera e promuovendo raffinati percorsi di economica circolare nei diversi settori coinvolti.

Infine, il progetto prevede la realizzazione di un sistema informatico che aiuterà i cerealicoltori a determinare la loro impronta ecologica (carbon footprint), valutare il livello di sostenibilità e indirizzare le scelte verso pratiche agronomiche e di processo con minore impatto sull’incremento di anidride carbonica sull’ambiente.

“Avere contezza di quanto siano eco-sostenibili i propri sistemi di produzione darà alle aziende elementi interessanti per poter mettere in moto processi virtuosi” afferma Giuseppe Toscano dell’Università Politecnica delle Marche. Il sistema sarà proposto attraverso un portale online così da diffondere l’applicazione alla più ampia platea di operatori agricoli e tecnici regionali e renderlo consultabile ai consumatori facendone conoscere il valore per il territorio e la sua economia. Il portale rappresenta uno strumento di “eco-design” essenziale tanto per la filiera cerealicola quanto per stimolare la cultura ambientale e contaminare altri comparti produttivi.

L’elemento innovativo è in sintesi l’applicazione del concetto di sostenibilità applicata: esso coniuga in un unico strumento digitale, procedure standardizzate di alto valore scientifico e compilazione e comprensione dei contenuti e risultati dell’analisi.

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