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ACCREDIA: L’accreditamento è uno dei pilastri del mercato unico europeo e la sua importanza, per la protezione di interessi pubblici, è stata riconosciuta da istituzioni europee e nazionali e dalle sentenze dei tribunali.

ACCREDIA: L’accreditamento è uno dei pilastri del mercato unico europeo e la sua importanza, per la protezione di interessi pubblici, è stata riconosciuta da istituzioni europee e nazionali e dalle sentenze dei tribunali.
È il commento di Accredia alla decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia di rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea sull’esercizio dell’attività di accreditamento.
Rossi (Presidente di Accredia): “L’accreditamento, che non è un’attività di impresa e non configura quindi un monopolio, è fondamentale per avere beni e servizi sicuri e di qualità”.
Roma, 20 aprile 2020 – L’accreditamento, garantendo la circolazione sul mercato di beni e servizi sicuri, tutela interessi pubblici ed è uno dei pilastri sui quali si basa il mercato unico europeo.
Dal 2008, anno in cui è stato disciplinato dal Regolamento comunitario n.765, ad oggi, la sua importanza è stata più volte riconosciuta, sia dalle sentenze dei tribunali, sia dai numerosissimi atti delle istituzioni europee, dei Governi nazionali, dei Ministeri e degli Enti locali, che hanno anche deciso di fare sempre più affidamento alle garanzie fornite dell’accreditamento, per la protezione di interessi pubblici.
È quanto afferma Accredia, commentando la decisione del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana che, sulla base del ricorso in appello formulato dal Laboratorio siciliano “Analisi G.Caracciolo S.r.l.”, non ha accolto tale ricorso, decidendo di rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea in merito all’esercizio dell’attività di accreditamento.
Accredia è l’Ente unico nazionale di accreditamento, designato dal Governo italiano per attestare la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza di Organismi di Certificazione e ispezione, Laboratori di prova e di taratura, che verificano la conformità di prodotti, servizi e professionisti agli standard di riferimento.
Il Regolamento n.765/2008 fissa le regole sull’esercizio dell’accreditamento in tutti i Paesi UE, stabilendo la presenza di un Ente Unico di accreditamento per ogni Paese
“L’accreditamento è stato individuato, sia dal legislatore europeo che nazionale, come strumento di supporto per la protezione di interessi pubblici generali, come la tutela della salute e dell’ambiente, la sicurezza delle persone, dei prodotti e delle informazioni e la qualità agroalimentare”, ha commentato Giuseppe Rossi, Presidente di Accredia. “Si tratta di un’attività sempre più centrale, a tutela di cittadini, istituzioni e imprese stesse”.
Il Laboratorio aveva deciso di ricorrere al CGA, per impugnare la decisione del TAR Sicilia, n.951/2017, che confermava la legittimità del Decreto Regionale 9 marzo 2017, con il quale era stato escluso dall’elenco dei laboratori autorizzati all’attività, poiché privo della precondizione necessaria, ossia l’accreditamento da parte di Accredia.
Il Laboratorio, accreditato invece dall’Ente di accreditamento statunistense Perry Jonhson Laboratory Accreditation Inc., al fine di sostenere l’illegittimità dell’esclusione e della conseguente decisione del TAR, decideva quindi di appellarsi al CGA, che ha ora deciso di interpellare la Corte di Giustizia su due questioni.
Con la prima si chiede alla Corte UE se il Regolamento n.765 possa essere interpretato in modo da consentire che l’attività di accreditamento possa esser svolta nel territorio dell’Unione anche da un Ente non avente sede in uno dei Paesi UE, qualora questo dimostri, anche attraverso accordi di mutuo riconoscimento, di possedere una qualifica assimilabile a tali Enti di accreditamento.
Una questione che, qualora riconosciuta fondata dalla Corte UE, consentirebbe agli Enti di accreditamento extra-europei di operare liberamente all’interno degli Stati dell’Unione; possibilità che il Regolamento non consente agli Enti di accreditamento nazionali, i quali, proprio per la delicata natura della loro attività, non possono farsi concorrenza tra loro. Gli articoli 6 e 7 del Regolamento, al fine di evitare un mercato dell’accreditamento, obbligano i soggetti interessati a rivolgersi “all’organismo nazionale di accreditamento dello Stato membro in cui sono stabiliti”.
La seconda questione rigurda l’esame della legittimità del Regolamento laddove istituisce un Ente unico di accreditamento in ogni Paese UE, in presunta violazione dei principi europei di concorrenza, libera prestazione dei servizi, non discriminazione e divieto di disparità di trattamento. Un’interpretazione che, fosse confermata, minerabbe alla radice l’attività di accreditamento, per la tutela di interessi pubblici.
“Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia – ha spiegato Rossi – non ha accolto il ricorso presentato dal Laboratorio, che rimane pertanto escluso dall’elenco dei laboratori siciliani autorizzati a compiere prove per il controllo sugli alimenti, decidendo di rimettere ‘per scrupolo’ la questione alla Corte di Giustizia Europea. A quanto ci risulta è la prima volta che la Corte sarà chiamata a pronunciarsi, una volta per tutte, sull’attività di accreditamento”.
“L’accreditamento è una funzione pubblicistica e non un’attività di impresa e, per questo, tale funzione è stata attribuita ad un Ente per ogni Paese europeo. Per questo, lo stesso Consiglio di Giustizia Amministrativa, nell’Ordinanza di rimessione, nell’esprimere il proprio avviso sulle questioni sollevate, ha espressamente riconosciuto la legittimità di tale sistema, conforme ai principi dell’Unione”, ha concluso il Presidente di Accredia.
Accredia è l’Ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano. Il suo compito è attestare la competenza dei laboratori e degli organismi che verificano la conformità di prodotti, servizi e professionisti agli standard di riferimento, facilitandone la circolazione a livello internazionale.
Accredia è un’associazione privata senza scopo di lucro che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico e svolge un’attività di interesse pubblico, a garanzia delle istituzioni, delle imprese e dei consumatori.
Accredia ha 67 soci che rappresentano tutte le parti interessate alle attività di accreditamento e certificazione, tra cui 9 Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente, Difesa, Infrastrutture e Trasporti, Interno, Istruzione, Lavoro, Politiche Agricole, Salute), 7 Enti pubblici di rilievo nazionale, i 2 Enti di normazione nazionali, UNI e CEI, 13 organizzazioni imprenditoriali e del lavoro, le associazioni degli organismi di certificazione e ispezione e dei laboratori di prova e taratura accreditati, le associazioni dei consulenti e dei consumatori e le imprese fornitrici di servizi di pubblica utilità come Ferrovie dello Stato ed Enel.
L’Ente è membro dei network comunitari e internazionali di accreditamento ed è firmatario dei relativi Accordi di mutuo riconoscimento, in virtù dei quali le prove di laboratorio e le certificazioni degli organismi accreditati da ACCREDIA sono riconosciute e accettate in Europa e nel mondo.

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