Comunicato Stampa Terremoti in Appennino: alla scoperta del “motore nascosto” della crosta terrestre – nuovi e importanti studi!
Fabio Trippetta Dipartimento di Scienze della Terra – Sapienza Università di Roma: « Illustreremo l’attività di ricerca con la quale stiamo cercando di capire il motore nascosto della crosta terrestre. Dati sismologici, linee sismiche di sottosuolo ed esperimenti di laboratorio su rocce prelevate a circa 5 km di profondità rivelano come le Evaporiti Triassiche controllino la dinamica dei terremoti e l’intrappolamento dei gas in pressione. È proprio all’interno delle Evaporiti Triassiche che nucleano infatti i terremoti principali (mainshocks) dell’Appennino, come osservato nelle sequenze di Colfiorito e Norcia».
Ter(r)ra: Risorse, Rischi, Rispetto
Insieme le due più importanti Società delle Geoscienze!
A PADOVA IL CONGRESSO NAZIONALE CONGIUNTO DELLA SOCIETA’ GEOLOGICA ITALIANA E DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI MINERALOGIA E PETROLOGIA!
Più di 1000 scienziati-
E Giovedì 17 Settembre ore 9 – Sala Donatello – Presentazione del Programma Nazionale della Ricerca Mineraria in Italia.
GIOVEDI’ 17 SETTEMBRE – Massimo Lombardini dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, ore 14 e 45 e presso l’ISPI si occupa di Energia e Sostenibilità e Geoeconomia. E’ una delle figure professionali più autorevoli in Italia per comprendere le dinamiche dei mercati energetici e globali e la transizione ecologica.
I numeri di un grande evento con 40 sessioni e più di 700 ricerche!
“Al Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, in corso a Padova illustreremo l’attività di ricerca con la quale stiamo cercando di capire il motore nascosto della crosta terrestre. Terremoti in Appennino: alla scoperta del “motore nascosto” della crosta terrestre. Dati sismologici, linee sismiche di sottosuolo ed esperimenti di laboratorio su rocce prelevate a circa 5 km di profondità rivelano come le Evaporiti Triassiche controllino la dinamica dei terremoti e l’intrappolamento dei gas in pressione.
Per decenni le Evaporiti Triassiche, la sequenza di anidriti e dolomie presente nel sottosuolo dell’Appennino, sono state considerate unicamente un livello geologico duttile e asismico. Oltre vent’anni di ricerche integrate hanno tuttavia dimostrato un vero e proprio cambio di paradigma: le evaporiti rappresentano il “motore attivo” della sismicità appenninica. Questo quadro nasce dalla combinazione di tre fonti: la sismologia ad alta risoluzione per la localizzazione dei terremoti, le linee sismiche e i dati di pozzo per ricostruire le strutture profonde, e gli esperimenti di deformazione su campioni reali (prelevati da pozzi profondi come San Donato, a circa 5 km di profondità) per riprodurre in laboratorio le condizioni della crosta profonda.
Queste rocce possiedono infatti proprietà fisiche uniche: la loro struttura impermeabile funziona come un sigillo naturale capace di intrappolare nel sottosuolo CO₂ naturale di origine profonda (mantellica) ad altissima pressione, fino all’85% del peso delle rocce sovrastanti. Questo accumulo di fluido in pressione gioca un ruolo meccanico fondamentale portando la roccia più facilmente al punto di rottura. È proprio all’interno delle Evaporiti Triassiche che nucleano infatti i terremoti principali (mainshocks) dell’Appennino, come osservato nelle sequenze di Colfiorito e Norcia.
Inoltre, quando si innesca un evento principale, l’improvviso aumento della velocità di deformazione cambia la risposta dell’anidrite: un materiale che in condizioni stazionarie si deforma in modo lento e asismico subisce un infragilimento transitorio. È proprio questa rottura fragile diffusa a generare la fitta rete di eventi sismici secondari (aftershocks) e microterremoti che si osservano non solo in prossimità della faglia che si è attivata, ma anche in maniera distribuita all’interno della crosta.
Questa scoperta rappresenta un avanzamento fondamentale per la fisica dei terremoti nel nostro Paese, dimostrando come l’integrazione tra esperimenti di laboratorio e osservazioni sismologiche sia la chiave per interpretare la complessità delle sequenze sismiche e la dinamica del nostro territorio)”. Lo ha affermato Fabio Trippetta del Dipartimento di Scienze della Terra – Sapienza Università di Roma.
Ben 40 sessioni, quattro conferenze plenarie, più di 700 ricerche, 1000 ricercatori, il Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, in programma a Padova dal 14 al 17 Settembre, sarà l’evento più importante nel campo delle Geoscienze!
Per interviste –
Rodolfo Carosi – Presidente della Società Geologica Italiana Tel. – 347 3151107.
Paolo Mazzoleni – Presidente della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia Tel. 366 6088173.
Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa del Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia – Tel 392 – 5967459.


