LE REGOLE DEVONO VALERE PER TUTTI
La ASD Don Bosco 2000 riparte dalla Prima Categoria. Con rammarico, ma con la stessa idea di calcio di sempre.
Abbiamo preso atto delle decisioni assunte dal Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionale Dilettanti in merito al completamento degli organici per la stagione sportiva 2026/2027.
La nostra richiesta di ripescaggio in Promozione non è stata accolta a causa delle dimensioni del campo sportivo di Aidone.
Una decisione che rispettiamo, perché le decisioni degli organi sportivi vanno rispettate, ma che ci lascia profondamente amareggiati.
Soprattutto perché vorremmo che, nel calcio dilettantistico siciliano, le norme, i criteri e la stessa attenzione ai dettagli venissero applicati sempre nello stesso modo e nei confronti di tutte le società.
Il campo di Aidone non è certamente un impianto inadeguato. Anzi. È una struttura nella quale si può giocare a calcio in condizioni assolutamente dignitose e che, sotto molti aspetti, non ha nulla da invidiare ad altri impianti della nostra regione.
Esiste un problema oggettivo relativo alle dimensioni del terreno di gioco. Non lo abbiamo mai nascosto.
Ma proprio sullo stesso impianto, negli anni passati, quando la Don Bosco 2000 ha disputato il Campionato di Promozione, era stata concessa una specifica deroga dagli organi federali competenti.
Per questo ci saremmo aspettati, prima di una esclusione definitiva dalla graduatoria, almeno la possibilità di verificare nuovamente se esistessero le condizioni per richiedere e ottenere una nuova autorizzazione.
Non chiediamo privilegi.
Chiediamo semplicemente che le opportunità, le interpretazioni e le regole siano uguali per tutti.
Perché alle società sportive vengono chiesti sacrifici enormi.
Si chiede loro di mantenere strutture, pagare iscrizioni, trasferte, assicurazioni, tesseramenti, tecnici, settore giovanile e decine di altre spese. E tutto questo, molto spesso, viene fatto esclusivamente grazie alla passione di dirigenti, volontari, allenatori e famiglie.
La Don Bosco 2000 ha scelto da anni una strada precisa.
Noi non vogliamo costruire una squadra comprando un campionato.
Non vogliamo entrare nella corsa a chi offre di più a un calciatore per convincerlo a giocare in Prima Categoria o in Promozione.
I nostri ragazzi giocano innanzitutto per passione, per appartenenza e per la maglia. Quando necessario vengono riconosciuti rimborsi spese, nel rispetto delle regole, ma la filosofia della società rimane un’altra: investire sulle persone, sui giovani e sul territorio.
E vorremmo che il calcio dilettantistico tornasse sempre di più ad essere questo.
Perché quando anche nelle categorie dilettantistiche si innesca una rincorsa esasperata ai compensi, agli ingaggi e alla costruzione di squadre economicamente fuori scala, il rischio è quello di trasformare il calcio dei nostri paesi in una brutta imitazione del professionismo.
Non entriamo nelle scelte delle altre società e non intendiamo formulare accuse nei confronti di nessuno.
Chiediamo però alla Federazione e alla Lega di vigilare con grande attenzione sulla trasparenza, sulla regolarità dei rapporti economici e sul rispetto delle norme da parte di tutti, perché proprio nelle categorie dilettantistiche servono regole semplici, controlli seri e condizioni realmente uguali.
Noi preferiamo utilizzare le nostre risorse diversamente.
Le utilizziamo per costruire un settore giovanile importante, per dare spazio ai ragazzi del territorio, per formare e valorizzare i nostri allenatori e per creare un percorso che consenta a un bambino di entrare nella Don Bosco e, un giorno, arrivare fino alla prima squadra.
Questa è la nostra idea di calcio.
E probabilmente è anche per questo che, negli ultimi anni, siamo arrivati costantemente ai playoff, pur senza costruire squadre attraverso campagne acquisti economicamente insostenibili.
Oggi, dunque, con grande rammarico, prendiamo atto della partecipazione della Don Bosco 2000 al Campionato di Prima Categoria.
Lo faremo con la stessa passione di sempre.
Lo faremo cercando ancora una volta di divertirci, di valorizzare i nostri ragazzi e di rappresentare nel migliore dei modi Aidone e il nostro territorio.
Auguriamo un buon campionato a tutte le società che incontreremo.
Ma continueremo anche a chiedere una cosa molto semplice:
che nel calcio dilettantistico le regole valgano davvero per tutti.
Perché la Prima Categoria e la Promozione non possono diventare il calcio professionistico in miniatura.
Il calcio dilettantistico deve rimanere prima di tutto passione, territorio, giovani e appartenenza.
E noi continueremo a giocarlo così.
ASD DON BOSCO 2000
Il Presidente
Pietro Cacciatore
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