TRIONFO ASSOLUTO A TAORMINA: UN NABUCCO IMMORTALE ACCENDE IL TEATRO ANTICO
Tra le colate laviche dell’Etna, l’emozione della LIS e il tutto esaurito: la grande produzione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra consacra una notte destinata alla storia.
Una notte destinata a rimanere scolpita negli annali dell’arte lirica. Ieri, 7 agosto, il Teatro Antico di Taormina ha celebrato una conquista straordinaria e travolgente con la rappresentazione del Nabucco di Giuseppe Verdi, imponente messinscena targata Festival Lirico dei Teatri di Pietra.
In un impianto monumentale che ha registrato il tutto esaurito in ogni ordine di gradinata, l’evento – nato dall’intesa tra il Coro Lirico Siciliano e la Fondazione Taormina – ha donato una rappresentazione di rara magnificenza. A rendere la scenografia ancora più prodigiosa è intervenuta la natura stessa: i bagliori incandescenti dell’Etna in attività, visibili alle spalle dell’antico colonnato, hanno acceso la notte siciliana regalando uno scenario di travolgente bellezza e viscerale intensità.
Sotto la guida del Maestro Salvador Vázquez sul podio, alla testa dell’Orchestra Sinfonica del Festival e della Filarmonica di Catania, la rappresentazione si è distinta per una visione artistica di assoluto prestigio. La regia senza tempo di Salvo Dolce ha instaurato un dialogo profondo con la pietra millenaria, esaltata dalle scenografie fluttuanti di Matteo Capobianco, dai solenni e raffinati abiti d’epoca ideati da Sonia Cammarata, dal disegno di luci curato da Gabriele Circo e dalle fluide coreografie delineate da Sarah Lanza ed eseguite dal Corpo di Ballo del Festival.
Autentico cuore pulsante della serata è stato il Coro Lirico Siciliano, magistralmente istruito da Francesco Costa, che ha regalato un’esecuzione monumentale e da brividi del celebre «Va, pensiero», anima autentica dell’intera opera verdiana.
Di altissimo valore il cast vocale guidato da interpreti d’eccezione: il baritono Badral Chuluumbaatar ha donato autorevolezza e profonda sensibilità a un tormentato Nabucco; il soprano Elena Mosuc ha incantato la cavea dominando l’impervio e ardito ruolo di Abigaille; Khurelbaatar Oyunchimeg ha conferito solennità al profeta Zaccaria, affiancato dal limpido ed energico slancio lirico di Matteo Mezzaro (Ismaele) e dalla delicata partecipazione emotiva di Anna Pennisi (Fenena), insieme alle pregevoli prove di Pietro Di Paola (Abdallo) e Xue Jia (Anna).
Il culmine del pathos e del valore sociale è stato raggiunto grazie alla storica interpretazione in simultanea nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). Commovente la risposta e la partecipazione della comunità sorda presente in anfiteatro: un mare di mani aperte che ondeggiavano nell’aria sotto il cielo stellato – simbolo d’affetto e di applauso – ha trasformato la fruizione dell’opera in una festa inclusiva, universale e senza barriere.
Il sipario è calato tra standing ovation (acclamazioni in piedi), ovazioni corali e interminabili battimani dedicati a tutti i protagonisti di una serata memorabile, nella quale l’arte verdiana, il fuoco del vulcano e il calore della Sicilia si sono fusi in un trionfo irripetibile.


