L’anticiclone nord africano dominerà la scena per altri lunghi giorni: come anticipato, solo la
nuova settimana porterà un abbassamento della temperatura. Tra martedì e mercoledì il
primo parziale calo mentre da giovedì dovremmo avere una fase fresca, con qualche giorno
sotto media. Speriamo.
Fino a martedì, quindi, tutto sarà condizionato ancora da temperature elevatissime: 38 gradi
nelle zone più alte della nostra città di Enna, con valori sui 40 e oltre, in basso. (Dati delle
stazioni meteo ufficiali, diffidare dei termometri auto o da muro.)
A questo proposito tengo a fare una precisazione: sono stati pubblicati nella stampa
regionale dei dati inesatti, poiché si è presa a riferimento, per Enna, una stazione meteo che
è certamente in territorio ennese ma si trova in contrada Pasquasia, a molti chilometri di
distanza dall’abitato e a soli 350 metri sul livello del mare, 600 metri più in basso di Enna
alta. Di conseguenza, i 42.8 gradi riportati riguardano Pasquasia, non Enna.
Sono dettagli probabilmente, ma molto importanti.
Una delle caratteristiche dell’anticiclone nord africano, che rende le nostre nuove estati
particolarmente violente sul piano termico è la subsidenza: l’aria in quota, già calda e densa,
comprime quella sottostante determinando un ulteriore aumento delle temperature. In
definitiva, si crea una condizione simil continentale con la conseguenza che le aree interne
lontane dal mare risultano le più calde e, di notte, si registra un’inversione termica che rende
le zone in quota più calde di quelle a valle.
È una configurazione che ha riscritto il nostro clima e che ha determinato in buona parte un
riscaldamento dell’area mediterranea ben maggiore di quello di altre aree a pari latitudine.
In tutto questo, l’ennesimo rogo ha attentato alla vita e alla salute della cittadinanza,
dilaniando un polmone verde unico per la città bassa. L’uomo sembra cercare l’apocalisse.
Ne riparleremo.
Al prossimo aggiornamento.
Luca Alerci


