Lisbona, luglio 2026. Visitiamo tutti i siti di interesse della capitale portoghese, ma il momento migliore deve ancora arrivare. Siamo partiti da Enna con l’obiettivo di scoprire i luoghi vissuti dal grande Maestro Pietro Antonio Coppola, un ennese dal talento rinomato che attraverso la musica divenne famoso nei teatri più importanti d’Italia, d’Europa e anche d’oltreoceano. La città di Enna lo ricorda con orgoglio attraverso dipinti, una panchina letteraria e un busto. Siamo nel quartiere del Chiado, sono le 15.30 del pomeriggio e nonostante il centro storico brulichi di visitatori, la città è avvolta nel silenzio. Seguiamo il percorso che ci conduce al Teatro São Carlos, tra mille gradini, dolci salite all’ombra dei palazzi e vicoli che profumano di spezie. Speriamo di visitare il tempio della musica che ospitò più volte l’ennese Coppola anche per lunghi periodi ed ebbe il pregio di averlo sia come direttore d’orchestra che come compositore. La delusione è imminente, perché l’intero stabile è avvolto dai materiali di un infinito cantiere: lavori di restauro. Riusci amo a scorgere a stento la facciata, bellissima, color panna e indaco. Dobbiamo sederci nella piazza antistante per riprendere fiato e accettare il fallimento della nostra impresa. Le panchine sono all’ombra, poste di fronte a una statua che raffigura un uomo in piedi, il cui volto è interamente coperto da un libro aperto su cui è inciso “ Fernando Pessoa”. Dietro, una targa – posta sulla facciata di una casa – ricorda ai passanti che in quel luogo nacque nel 1888 il grande poeta portoghese. Rimaniamo in silenzio ad immaginare il fascino di una Lisbona del diciannovesimo secolo. Coppola morì a Catania nel 1876. Sarà passato tutti i giorni da quella piazza: i suoi passi, la sua musica sono impressi comunque nella storia di questa città. Riusciamo a ritrovare l’idea della sua vita da musicista lontano da casa, in un luogo meraviglioso come Lisbona, le serate a Teatro, gli applausi, le amicizie. L’empatia ha esaudito la nostra sete di ricerca. Possiamo custodire questi momenti in un ricordo che si colora di suggestioni musicali.
Isabella Giaimo


