PALERMO, I SOCIALISTI DEMOCRATICI PROPONGONO UN TAVOLO REGIONALE DEL TERZO POLO.
In vista delle prossime elezioni regionali siciliane e «di fronte alla possibilità che le due coalizioni del “bipopulismo” si presentino disarticolate, incapaci di offrire alla Sicilia una prospettiva stabile, riformatrice ed europeista», Antonio Matasso, segretario regionale siciliano dei Socialdemocratici di SD, lancia un appello alle forze riformiste, liberaldemocratiche, laiche, repubblicane e cattoliche democratiche dell’Isola, interessate a costituire un Terzo polo.
«La Sicilia — dichiara Matasso — non può restare prigioniera di due populismi speculari, diversi nelle insegne ma spesso simili nella rinuncia alla cultura di governo. Se le coalizioni tradizionali dovessero frantumarsi in una molteplicità di candidature alla Presidenza della Regione, sarebbe irresponsabile lasciare il campo riformista e liberale ad assistere da spettatore. Occorre invece costruire, con serietà e senza improvvisazioni, un’alternativa fondata su programmi, competenze, correttezza amministrativa, sviluppo produttivo, infrastrutture, sanità territoriale, scuola, università, innovazione e centralità europea del Mediterraneo».
Matasso rivolge pertanto un appello a Spazio Pubblico di Pina Picierno, Azione, Più Europa e Radicali Italiani, Partito Liberaldemocratico, Ora!, Base Popolare, Partito Liberale Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Repubblicani Europei, nonché a tutte le diverse formazioni laiche di tradizione repubblicana, liberale e riformista, insieme alle espressioni del centro cattolico riformatore interessate ad un percorso comune.
«Non proponiamo – prosegue il segretario regionale dei Socialdemocratici – una sommatoria di sigle, né l’ennesimo cartello elettorale senz’anima. Lanciamo l’idea di un tavolo siciliano vero, aperto e paritario, nel quale discutere anzitutto di contenuti: autonomia responsabile, buon governo, riforma della macchina regionale, valorizzazione dei piccoli comuni, lotta agli sprechi, sostegno alle imprese, politiche sociali moderne, lavoro, diritti civili, infrastrutture materiali e digitali, vera transizione ecologica e pieno utilizzo delle risorse europee. Solo dopo, e non prima, dovrà venire il tema delle candidature». Il partito del Sole nascente si dichiara disponibile a farsi carico dell’organizzazione del primo incontro, «ospitando questo tavolo comune e mettendo a disposizione una sede politica ed un metodo basato su rispetto reciproco, chiarezza programmatica, radicamento territoriale e rifiuto di ogni subalternità, tanto alla destra sovranista, quanto al massimalismo grillino o post-grillino. La Sicilia ha bisogno di una visione riformista, europeista e autonomista nel senso più alto del termine: a difesa di un’autonomia da usare non come rendita di posizione, ma come responsabilità di governo». Secondo Matasso, la stagione politica che si apre impone coraggio e generosità: «chi crede nella democrazia liberale e nel riformismo europeista non può limitarsi a commentare la crisi degli altri. Serve un programma comune ed una candidatura alla Presidenza della Regione che non sia né testimoniale né ancillare, ma autorevole e competitiva, in grado di divenire la vera novità politica delle prossime elezioni regionali siciliane».


