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BANCO ALIMENTARE DELLA SICILIA NEL 2025 HA DISTRIBUITO OLTRE 11 MILIONI DI CHILI DI CIBO (+42% RISPETTO AL 2024)

Riccardo Luglio 2, 2026 6 minuti letti

BANCO ALIMENTARE DELLA SICILIA NEL 2025 HA DISTRIBUITO OLTRE 11 MILIONI DI CHILI DI CIBO (+42% RISPETTO AL 2024)

Presentato a Catania il Bilancio Sociale 2025. Al centro del confronto “Alleanze di valore” tra profit e non profit per generare impatto sul territorio e sostenibilità ambientale
CATANIA 2 LUGLIO 2026 – Oltre 11,2 milioni di chilogrammi di alimenti recuperati e distribuiti nel 2025, con una crescita del 42% rispetto al 2024. 178.265 persone sostenute attraverso una rete capillare di 465 Organizzazioni Partner Territoriali (Opt) con un beneficio ambientale stimato in 4.649,65 tonnellate di CO₂ equivalente non immesse nell’atmosfera. Sono i numeri chiave del Bilancio Sociale 2025 di Banco Alimentare della Sicilia, presentato ieri pomeriggio a Catania nel corso dell’evento “Alleanze di Valore – La sostenibilità come strumento per essere competitivi e generare impatto territoriale”. L’iniziativa, ospitata da Le Village by CA Sicilia, ha richiamato una fitta platea di imprese, professionisti, istituzioni e realtà del Terzo Settore.
«Il nostro Bilancio Sociale sintetizza la responsabilità che abbiamo di costruire reti e dare vita ad Alleanze di Valore – afferma Pietro Maugeri, presidente di Banco Alimentare della Sicilia –. I numeri restituiscono soltanto la dimensione misurabile del valore generato: dietro ogni alimento recuperato, distribuito e condiviso c’è una comunità che mette insieme la dedizione dei volontari, la responsabilità sociale delle imprese, l’impegno degli enti caritativi e delle istituzioni. Ognuno, con le proprie competenze e la propria specificità, può contribuire a migliorare la situazione attuale. In un momento in cui la povertà si fa sempre più complessa, costruire alleanze non è più soltanto una scelta: è una responsabilità condivisa. La ragione profonda del nostro impegno è far capire a chi attraversa un momento di difficoltà che non è solo. Un pasto caldo o un pacco di spesa non sono soltanto un aiuto materiale, ma un gesto di vicinanza, di cura e di attenzione. In un mondo sempre più individuale, fare rete significa trasformare la collaborazione in valore e non lasciare indietro nessuno».
«La collaborazione tra Banco Alimentare e Caritas è il segno concreto di una fraternità che si traduce in gesti quotidiani di vicinanza. Il pane che raggiunge la tavola di tante famiglie non rappresenta soltanto un aiuto materiale, ma diventa ascolto, consolazione e speranza. Ogni dono crea relazioni, restituisce fiducia e ricorda a chi è più fragile di non essere solo», dichiara don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas diocesana.
Nel corso dell’incontro, moderato da Francesco Messina, membro del direttivo di Banco Alimentare della Sicilia e co-founder di Centocinquanta, e patrocinato dall’Università di Catania, è emerso con forza come la sostenibilità rappresenti oggi una leva strategica imprescindibile, capace di tradursi in azioni concrete sul territorio grazie a una sinergia strutturata tra il tessuto produttivo e il mondo solidale.
L’uomo e le relazioni: il cuore della sostenibilità
Nel corso dell’incontro Alessio Biondo, professore associato di Politica Economica dell’Università di Catania, ha proposto una riflessione sul significato più profondo della sostenibilità, intesa non soltanto come tutela dell’ambiente, ma come criterio capace di orientare le scelte economiche, sociali e istituzionali. «La sostenibilità non è qualcosa di cui possiamo semplicemente continuare a parlare, ma un elemento imprescindibile del nostro futuro», sottolinea Biondo, spiegando come ogni politica sostenibile nasca dalla responsabilità di scegliere il modello di società che si intende costruire. «Qualunque sia il significato di sostenibilità che intendiamo perseguire, non possiamo prescindere dal dare valore all’individuo e alle relazioni che è capace di costruire, perché è questo che qualifica una società e le permette di guardare al futuro come a un posto migliore».
Sostenibilità e competitività: la prospettiva delle imprese
La sostenibilità rappresenta oggi una leva per innovazione e competitività per le imprese e un fattore sempre più richiesto dal mercato. Francesco Dubini, Senior Professional Sustainability di TEHA Group (The European House – Ambrosetti), evidenzia come, anche in presenza di un quadro normativo europeo in evoluzione, istituzioni, investitori e aziende capo filiera integrino ormai in modo strutturale criteri di sostenibilità e trasparenza nei loro tradizionali processi decisionali. «La sostenibilità non è un costo ma un vantaggio competitivo», continua Dubini, ricordando come integrare gli obiettivi ESG significhi rafforzare la capacità di innovare, attrarre investimenti e costruire relazioni di valore, trasformando la collaborazione tra profit e non profit in un’opportunità concreta di sviluppo per i territori
Bilancio sociale: un percorso di sviluppo per Banco Alimentare della Sicilia
Particolare attenzione è stata dedicata alla lettura integrata degli impatti, uno degli elementi distintivi del nuovo Bilancio Sociale. «Il punto non era inventare un racconto, ma rendere visibile un valore che esisteva già», hanno spiegato Antonio Coco, CEO, e Anna D’Urso, Executive Assistant di ZeroLAB, illustrando il percorso di accompagnamento svolto accanto a Banco Alimentare della Sicilia. L’approccio sviluppato supera la semplice rendicontazione delle attività e consente di leggere in modo unitario bisogni intercettati, risorse attivate, risultati raggiunti ed effetti prodotti sul territorio.
Il recupero delle eccedenze alimentari, infatti, genera contemporaneamente un impatto sociale, perché sostiene persone e famiglie in difficoltà; un impatto ambientale, perché riduce lo spreco alimentare e le emissioni di CO₂; un impatto economico, perché rappresenta un sostegno concreto ai bilanci familiari e agli enti del territorio; e un impatto organizzativo e relazionale, perché rende possibile una collaborazione stabile tra imprese, volontari, istituzioni e Terzo Settore, trasformando il Bilancio Sociale in uno strumento di dialogo e di sviluppo.
Dai numeri alla Rete: il valore della prossimità
Il Bilancio Sociale restituisce anche la fotografia di una macchina organizzativa sempre più articolata, alimentata da programmi europei e nazionali, recupero industriale, grande distribuzione organizzata tramite il programma Siticibo, donazioni territoriali e volontariato. «Tuttavia, le oltre undicimila tonnellate di alimenti recuperate acquistano il loro significato più autentico solo quando il cibo lascia i magazzini e raggiunge il territorio attraverso le Organizzazioni Partner Territoriali, veri presìdi di prossimità. Lo stesso vale per le oltre 23.500 ore donate dai nostri volontari: non raccontano soltanto una quantità di tempo, ma disponibilità, responsabilità e cura. Ecco perché il Bilancio Sociale che presentiamo oggi non chiude un percorso, ma offre una base concreta da cui ripartire insieme».
Le esperienze delle imprese partner hanno concluso l’incontro e dimostrato come sostenibilità e competitività possono davvero procedere insieme. Oscar Coci, Sustainability manager di Meic Services, Dario Strano, presidente di Strano SpA, Giuseppe Trusso, Chief Financial Officer di Misitano & Stracuzzi e Valeria Fassari, Corporate fundraising di Banco Alimentare della Sicilia, hanno raccontato come innovazione, investimenti e responsabilità sociale possano tradursi in benefici concreti per le aziende, per i lavoratori e le comunità. Un percorso che, come è stato ricordato nel corso del confronto, trova il suo significato più autentico solo se riesce a non lasciare indietro nessuno, perché gli invisibili sono l’insuccesso di una società.
L’evento è stato realizzato grazie al sostegno di Antichi Vinai Etna, Tomarchio Pasticceria, Pinzo, Cantine Sava, Futuro 21, Auteri Catering, D’Auguste Escoffier – Delegazione Sicilia, Ristoworld Italy Emergency

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Riccardo

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