Con l’avvio degli Esami di Stato prende forma uno dei momenti più intensi e significativi del percorso scolastico di migliaia di studentesse e studenti. Si tratta di un appuntamento che conserva un forte valore simbolico perché segna il passaggio verso una nuova stagione della vita, nella quale il sapere acquisito è chiamato a trasformarsi progressivamente in responsabilità personale e partecipazione civile.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera rivolgere ai maturandi un augurio che vada oltre la consuetudine delle formule di circostanza. L’Esame di Stato non rappresenta semplicemente la conclusione di un ciclo di studi, ma costituisce un’occasione per riconoscere il cammino di crescita compiuto negli anni della scuola, durante i quali ciascuno ha costruito non soltanto competenze disciplinari, ma anche la propria identità culturale, etica e relazionale.
Viviamo in un tempo attraversato da trasformazioni profonde, nel quale l’accesso alle informazioni è immediato, mentre diventa sempre più difficile distinguere ciò che è fondato da ciò che è soltanto apparente, ciò che alimenta la conoscenza da ciò che genera disorientamento. In questo scenario la funzione della scuola assume un valore ancora più decisivo: educare persone capaci di interpretare criticamente la realtà, di esercitare il dubbio come metodo di ricerca, di dialogare con chi esprime idee diverse e di riconoscere nella dignità della persona il fondamento irrinunciabile della convivenza democratica.
La maturità, allora, non coincide con la semplice dimostrazione di quanto si ricorda, ma con la capacità di attribuire significato alle conoscenze, di collegare esperienze differenti, di formulare giudizi autonomi e di affrontare la complessità senza rinunciare alla ricerca della verità. Ogni autentico percorso educativo conduce infatti a una libertà più consapevole, nella quale diritti e doveri si rafforzano reciprocamente e il sapere diventa strumento di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.
In queste giornate è naturale che l’emozione accompagni l’attesa. Tuttavia, proprio l’emozione testimonia l’importanza del traguardo raggiunto. Nessun esame è in grado di racchiudere il valore di una persona, né di misurare integralmente il patrimonio di esperienze, sensibilità, intuizioni e capacità maturato nel tempo. Una prova può certificare un livello di preparazione; non può definire il potenziale umano di chi la sostiene.
Per questo il nostro invito è ad affrontare ogni prova con serenità e fiducia, senza lasciarsi condizionare dall’idea che un risultato possa determinare il proprio futuro. Le conoscenze acquisite costituiscono una base preziosa, ma ciò che accompagnerà realmente le nuove generazioni sarà la capacità di continuare ad apprendere, di interrogarsi con spirito critico, di accogliere il cambiamento senza smarrire i propri valori e di mettere le proprie competenze al servizio della collettività.
L’errore, quando viene riconosciuto e compreso, non rappresenta una sconfitta, ma una delle forme più autentiche dell’apprendimento. Allo stesso modo, il successo acquista significato solo se vissuto con umiltà, come stimolo a proseguire un cammino di ricerca e di crescita che non termina con il conseguimento di un diploma. La cultura non è un insieme di nozioni da conservare, ma un processo continuo che amplia lo sguardo, rende più liberi dai pregiudizi e rafforza la capacità di comprendere le ragioni degli altri.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera inoltre esprimere un sentito ringraziamento ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale amministrativo, tecnico e ausiliario e alle famiglie, che con dedizione e senso di responsabilità accompagnano quotidianamente il percorso educativo delle giovani generazioni. Educare significa costruire comunità, trasmettere fiducia, coltivare il rispetto reciproco e offrire ai giovani gli strumenti per diventare cittadini consapevoli, responsabili e solidali.
Alle studentesse e agli studenti rivolgiamo, infine, un augurio che nasce dalla nostra visione della scuola e dell’educazione ai diritti umani: possiate affrontare questi giorni con la tranquillità di chi conosce il valore dell’impegno profuso, con il coraggio di esprimere il meglio di sé e con la consapevolezza che la vostra storia non sarà definita dal voto che leggerete al termine dell’esame. La vera maturità comincia quando il sapere si trasforma in coscienza critica, quando la libertà diventa responsabilità e quando ciascuno sceglie di utilizzare le proprie competenze per contribuire alla costruzione di una società più giusta, inclusiva e rispettosa della dignità di ogni essere umano.
È questo l’augurio più autentico che il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge a tutti i maturandi: che il traguardo di oggi diventi il punto di partenza di un percorso nel quale la conoscenza continui a essere strumento di libertà, il dialogo fondamento della convivenza e il rispetto dei diritti umani il criterio con cui orientare le proprie scelte personali e professionali.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
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