A 15 anni dai vittoriosi Referendum del 2011 per l’Acqua Pubblica la Regione continua a remare per la privatizzazione. Appello del Forum a tutte le forze civili e sociali in difesa dell’Acqua Bene Comune e non merce. Stop alle privatizzazioni! Da 15 anni i siciliani attendono il rispetto della volontà Popolare!
15 anni fa, il 12 e 13 giugno la maggioranza assoluta degli Italiani 27.000.000, e dei Siciliani 2.079.819, col 97,9% di SI hanno dato alla politica una indicazione inequivocabile: la gestione del servizio idrico deve essere Pubblica e senza finalità di lucro.
La Proposta di legge di Iniziativa Popolare e dei Consigli comunali promossa dal Forum siciliano Acqua e Beni Comuni nel 2010, sostenuta dalle firme dei siciliani, dalla deliberazione di 135 Consigli comunali e di due Consigli provinciali in rappresentanza della maggioranza assoluta dei siciliani ha dato vita alla legge regionale n. 19 del 2015 che all’art.1 sancisce che sull’Acqua non si può fare profitto e che la gestione del servizio idrico integrato deve essere Pubblica. Ma quanto conta la volontà popolare e democratica per i nostri politici e a chi spetta far rispettare la legge se per primo non la rispetta il legislatore?
Dopo 15 anni l’attuazione dei Referendum e della legge 19/15 vigente è rimasta disattesa dai Governi regionali, che al contrario hanno operato per mantenere in vita il gestore di sovrambito privatizzato per il 75% Siciliacque (che raddoppia le tariffe che i siciliani pagano malgrado due sentenze TAR e CGA ne avessero indicato la tariffa illegittima e sproporzionata rispetto alla media nazionale), hanno inviato Commissari per ribaltare la scelta della gestione interamente pubblica nelle provincie di Catania, Messina, Siracusa, hanno ignorato la richiesta di risoluzione del contratto del gestore privato di Caltanissetta, hanno avallato il costante ricatto economico di Siciliacque nei confronti di AICA, l’unico gestore interamente pubblico in applicazione dell’esito dei Referendum del 2011 ad Agrigento (che a norma di legge avrebbe dovuto vedersi consegnare fonti idriche ed impianti fin dalla sua costituzione anziché accumulare debiti per pagare la sua stessa acqua).
15 anni contrassegnati per il resto dall’immobilismo e dalla quasi totale mancanza di interventi da parte della Regione per le competenze riguardanti la verifica degli adempimenti contrattuali dei gestori locali, d’Ambito e di Sovrambito, per la gestione di dighe, infrastrutture di interconessione, condotte colabrodo. Un fiume di denaro pubblico andato perduto senza che si sia risolta, neanche quest’anno di piovosità eccezionale, l’atavica assenza d’acqua nelle case dei siciliani.
Oggi il Governo Schifani vorrebbe imprimere una ulteriore accelerazione ai processi di privatizzazione con la presentazione del ddl di Istituzione dell’Autorità Idrica Siciliana, con l’obiettivo dichiarato di pervenire ad una gestione unica regionale attraverso l’accentramento verticistico dei poteri posti sotto il controllo del Governo, comprimendo le competenze degli enti locali garantite dalla Costituzione, riversando sui cittadini ulteriori esorbitanti costi di gestione.
Il Forum siciliano si opporrà in ogni sede a questo ennesimo tentativo di boicottare la volontà Popolare e ignorare la Democrazia e fa appello alle cittadinanze, a tutte le forze sociali e sindacali, ai Sindaci ed ai Consigli comunali, alle realtà laiche e religiose, ed anche alla politica che avesse a cuore il bene collettivo a schierarsi nuovamente insieme a tutela del Bene Comune per eccellenza.
Si scrive Acqua, si legge Democrazia e con essa la possibilità di restare cittadini portatori di diritti e legittimi proprietari dei nostri beni primari per assicurarli alle generazioni future!


