GuastaFest, da Zō nasce il festival che crea reti e mette in discussione le narrazioni dominanti
Il 9 e il 10 maggio, e poi il 16 ed il 17 maggio, da Zō Centro Culture Contemporanee di Catania si tiene la prima edizione del GuastaFest, festival multidisciplinare che – attivando relazioni con collettivi, spazi indipendenti e realtà culturali del territorio – vuole costruire percorsi di ricerca comuni. GuastaFest nasce all’interno del Cultural Transformation Movement Project, programma europeo che vede Zo capofila, che promuove una trasformazione strutturale del settore culturale europeo, mettendo al centro pratiche artistiche, modelli organizzativi e processi decisionali fondati sulla giustizia sociale
Catania, Zō Centro culture contemporanee, 9 e 10 maggio, 16 e 17 maggio. Ingresso libero
www.zoculture.it
Il 9 maggio prenderà il via a Catania la prima edizione del GuastaFest, festival ibrido e multidisciplinare che intreccia arti performative, arti visive e molto altro ancora. GuastaFest – iniziativa di Zo Centro culture contemporanee di Catania realizzata in sinergia con Officine Culturali, Transgressive Catania, Kinest Fest, Salmastra, Arcigay Catania, Arci Catania e Mettiamoci in Gioco, e in collaborazione con l’associazione culturale Culture Possibili e l’Ente nazionale sordi di Catania – nasce dal desiderio, o forse dalla necessità, di porre domande scomode, interrogare il presente e mettere in discussione narrazioni dominanti e strutture di potere. È la manifestazione pubblica di un progetto che, attivando relazioni con collettivi, spazi indipendenti e realtà culturali del territorio, si è posto l’obiettivo di costruire alleanze, pratiche condivise e percorsi di ricerca comuni. Un festival che attraversa diversi linguaggi artistici – danza, teatro, musica, performance, workshop – portando in scena l’inclusione attiva delle soggettività e comunità sottorappresentate e valorizzando la pluralità delle esperienze e dei punti di vista come strumento critico per leggere la complessità della contemporaneità.
Il programma si articola su quattro giornate – sabato 9 e domenica 10 e poi sabato 16 e domenica 17 maggio, quasi interamente negli spazi di Zo Centro culture contemporanee, e include anche i progetti selezionati tramite una open call. La partecipazione alle iniziative del festival è gratuita. Il programma è disponibile sul profilo Instagram @guastafest o negli eventi Facebook di Zo Centro culture contemporanee.
GuastaFest nasce all’interno del Cultural Transformation Movement Project, programma europeo sviluppato da Zo insieme con i centri culturali Viernulvier (Belgio), Brunnenpassage (Austria), Izolyatsia (Ucraina) e la svedese Trans Europe Halles, rete europea di centri culturali. Il Cultural Transformation Movement Project promuove una trasformazione strutturale del settore culturale europeo, mettendo al centro pratiche artistiche, modelli organizzativi e processi decisionali fondati sulla giustizia sociale. Obiettivi: migliorare la diversità delle produzioni artistiche e favorire lo scambio di buone pratiche tra partner e contesti culturali europei; trasformare i centri culturali sviluppando modelli equi, inclusivi e sostenibili; creare in Europa una nuova generazione di leader provenienti da comunità sotto-rappresentate (Urcs) – persone migranti, comunità LGBTQ+, persone con disabilità, minoranze etniche, rifugiati, persone a grave rischio sociale -; e far nascere un movimento per la giustizia sociale nel settore culturale europeo.
Il programma del primo weekend si apre sabato 9 maggio da Zō alle 18 (Sala Grigia) con “Entry Room – Titolo provvisorio” performance della compagnia Note di Colore, a cura di Pamela Toscano, Raffaella Bella e Andrea Balsamo. La performance prevede solo posti in piedi. Si prosegue alle 19.30, in Sala verde, con la proiezione del film “Without Air” di Katalin Moldovai (Ungheria/Romania, in versione originale con sottotitoli in italiano) a cura del Kinest Fest. Alle 21.30 la giornata si chiude con la stand-up comedy “Se questa è un uomo” di Celeste Siciliano (tradotto nel linguaggio italiano dei segni). Domenica 10 maggio, sempre da Zo, si inizia alle 18 in Sala Verde, con la performance-storytelling “3 canzoni da ricordare: un albero, un frutto, un seme” di e con Lina Issa e con la musica dal vivo di CurAmuní. La performance prevede 50 posti seduti a terra attorno all’artista, solo su prenotazione. Prevista la traduzione nella lingua dei segni. Il weekend si conclude, dalle 20 in poi in sala grigia, con due performance a cura dell’Ente nazionale sordi di Catania: “Cavallo”, performance in Visual Vernacular di Giovanni Menta e “Nessuna” di Luchè, nella performance nella lingua dei segni di Vanessa Oddo.
Info: gli spazi sono accessibili alle persone in carrozzina. Per ulteriori informazioni o esigenze specifiche, si può chiamare lo 095.8168912 (fino a venerdì 8 maggio, dalle 10 alle 13) o scrivere alla mail zo.ctmproject@gmail.com. Zō Centro culture contemporanee: piazzale Rocco Chinnici 6, Catania.
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