“4° Festival degli Aquiloni. Multicultura, in gioco!”
250 beneficiari della Rete SAI, 3000 aquiloni, 8 città, oltre 7000 bambini e ragazzi, più di 800 tra operatori sociali, scolastici e volontari. Dopo il riscontro e il successo delle tre edizioni precedenti, in termini di partecipazione, impatto sulle comunità e risonanza mediatica, sono questi alcuni numeri del “4° Festival degli Aquiloni. Multicultura, in gioco!” che si svolgerà – in due tranche – dall’8 al 29 maggio e dal 24 al 30 settembre 2026. Si tratta di un evento di sensibilizzazione itinerante organizzato dalla Iblea Servizi Territoriali Soc. Coop. Sociale, nell’ambito dei progetti territoriali della Rete S.A.I. (il Sistema di accoglienza e integrazione del Ministero dell’Interno) che da ente attuatore gestisce, insieme ai Comuni di Calascibetta, Carlentini, Catenanuova, Centuripe, Enna, Leonforte, San Gregorio di Catania e Troina, enti questi titolari e/o partner dei progetti di accoglienza integrata. Le 8 tappe toccheranno così ben tre province.
Per questa quarta edizione, oltre a decine e decine tra partner territoriali ed Istituti scolastici, il Festival riconferma e vanta: il riconoscimento dell’UNAR – l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri; il patrocinio dell’ANCI Sicilia – Associazione Nazionale Comuni Italiani, di Legacoop e del Rocca di Cerere Geopark – Unesco; la Compagnia Joculares – Artisti di strada come animation partner; Radio Studio2 e Bedda Radio, come media partner.
Anche quest’anno, il mondo dell’accoglienza – insieme ai sindaci e alle amministrazioni comunali – si unirà al mondo dell’associazionismo e, soprattutto, della scuola per condividere i valori “in gioco”: quelli della multiculturalità, della pace tra i popoli e le culture e della libertà. Gli stessi promossi dalle Campagne nazionali “IO ACCOLGO”, “#WithRefugees” dell’UNHCR – Agenzia ONU per i Rifugiati e dalla Campagna di sensibilizzazione della Iblea Servizi Territoriali “We Have a Dream”. Quest’ultima, leitmotiv dell’evento insieme all’hashtag “forpeace”.
Sono, infatti, coinvolti – oltre che la Rete dei partner e degli “Amici” del SAI – gli alunni e gli studenti degli Istituti scolastici locali: a Calascibetta, l’Istituto Comprensivo “S. Chiara”; a Carlentini, l’Istituto Comprensivo “Carlo V”, il 1° Istituto Comprensivo “L. Pirandello” e l’Istituto Superiore “P.L. Nervi – Alaimo” – Liceo Artistico e Istituto Tecnico Industriale; a Catenanuova e a Centuripe, l’Istituto Comprensivo “Fermi-Leopardi”; a Leonforte, l’Istituto Comprensivo “D. Alighieri”; a San Gregorio di Catania, l’Istituto Scolastico “M. Purrello”, l’Istituto Comprensivo “San D. Savio”, l’Istituto Paritario “Casa dei Bambini – M. Montessori” e il Liceo Artistico “E. Greco”; a Troina, l’Istituto Omnicomprensivo “Don Bosco – E. Majorana”; a Enna, l’Istituto Comprensivo “S. Chiara” a cui si uniranno altri e diversi istituti comprensivi e d’istruzione superiore del capoluogo che stanno confermando e formalizzando le adesioni.
A fare da location per le tappe del Festival saranno: piazza Sant’Anna, l’8 maggio a Carlentini; piazza Immacolata, il 22 maggio a San Gregorio di Catania; piazza Marconi, il 28 maggio a Catenanuova; piazza Duomo, il 29 maggio a Centuripe; lo stadio comunale “S. Proto”, il 24 settembre a Troina; lo stadio comunale, il 25 settembre a Leonforte; piazza Umberto I, il 29 settembre a Calascibetta; il campo di atletica “T. Pregadio”, il 30 settembre a Enna.
Ciascun luogo, nelle giornate in calendario, si trasformerà in uno spazio multicolore dove risalteranno: le bandiere della pace, cucite direttamente dai beneficiari in accoglienza SAI; le centinaia di aquiloni che spiccheranno il volo, tra cui anche quelli realizzati dalle scuole con messaggi da “lanciare” in alto e le opere create dagli studenti. In più, in occasione della tappa di apertura a Carlentini, sarà anche “svelato” un murale realizzato appositamente per l’evento dall’artista e creative designer Harry Greb, attivista romano le cui opere visive e grafiche uniscono arte urbana e impegno sociale.
L’iniziativa da parte degli organizzatori – prendendo spunto dal libro “Il Cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini – trova così negli aquiloni, e quindi nel “gioco”, un espediente per abbattere simbolicamente qualunque barriera, stimolare una riflessione sui temi delle migrazioni e dell’accoglienza, contrastare ogni forma di discriminazione e promuovere concretamente l’inclusione e la multiculturalità.


