Addio ad Alessandro Scelfo, “re” delle autolinee in Sicilia: “È stato imprenditore visionario e rotariano d’altri tempi”
Aveva 93 anni ed era Cavaliere del lavoro. Dal dopoguerra ad oggi è riuscito a trasformare l’azienda paterna, la Sais, in un colosso dei trasporti. I funerali si terranno sabato, alle 10, al Duomo di Enna
Alessandro Scelfo
Èmorto all’età di 93 anni Alessandro Scelfo, storico “capitano” d’industria nel settore dei trasporti. Classe 1933, a soli sedici anni, dopo la morte del padre, inizia a lavorare nella società di autolinee della famiglia: la Sais (Servizi automobilistici ingegnere Scelfo). Dal dopoguerra a oggi è riuscito a trasformare l’azienda paterna, nata un secolo fa a Enna, nel maggiore gruppo privato di autolinee in Sicilia.
Quella degli Scelfo è diventata così una vera e propria dynasty dei trasporti, con un vero e proprio impero su gomma diviso in tre parti. In capo ad Alessandro Scelfo, insignito nel 1999 del titolo di cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica, c’erano Interbus, Etna Trasporti, Segesta, Sicilbus e Buscenter; la sorella Francesca Scelfo – madre di Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia – controlla invece Sais Autolinee; mentre Samuela Scelfo è l’amministratrice delegata di Sais Trasporti, che comprende tra le altre Tua, Gallo e Giamporcaro.
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Alessandro Scelfo è stato anche il decano dei past governor del Rotary International Distretto 2110 Sicilia e Malta. Così lo ricorda Antonio Fundarò, dirigente del club service: “Si spegne una delle figure più autorevoli e rappresentative dell’economia siciliana. Con la scomparsa di Alessandro Scelfo, imprenditore visionario, viene meno un uomo che ha saputo incarnare, con rara coerenza, il significato più alto della leadership: guidare attraverso l’esempio, costruire creando opportunità, servire mettendo gli altri al centro. Figura centrale nel panorama dei trasporti e della mobilità, Scelfo è stato tra i protagonisti della modernizzazione delle autolinee private in Italia”.
“Chiamato giovanissimo a guidare l’impresa familiare – continua Fundarò – Alessandro Scelfo ha trasformato l’azienda in una struttura moderna e dinamica. Ha creduto nella responsabilizzazione dei collaboratori, nella delega, nella fiducia nei professionisti. Non un imprenditore accentratore, ma un costruttore di squadra. ‘Il compito di chi guida è fissare gli obiettivi e lasciare agli altri lo spazio per realizzarli’, era la sua filosofia. Una visione che ha generato una classe dirigente diffusa, capace e autonoma”.
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E ancora: “Alessandro Scelfo è stato, al tempo stesso, uno dei più alti interpreti dello spirito rotariano nel territorio. Entrato giovanissimo nel Rotary, quando l’età media dei soci era ben più elevata, ha attraversato decenni di storia dell’associazione diventandone una figura simbolica. Per lui il Rotary è stato una vera scuola di vita: un luogo dove imparare a relazionarsi, a parlare, a crescere come uomini prima ancora che come professionisti. Nel suo percorso, culminato con l’incarico di governatore nel 1993-1994, ha promosso un Rotary più aperto, più accessibile, più aderente alla società. Fu tra coloro che contribuirono a superare una visione elitaria dell’associazione, favorendo l’ingresso di professionisti di alto livello anche non necessariamente appartenenti a contesti privilegiati. Un Rotary più inclusivo, più concreto, più vicino ai bisogni reali”.
“Alla Sicilia lascia un’eredità che va oltre l’impresa. Lascia un modello culturale: etica del lavoro, visione, apertura, responsabilità. Lascia generazioni di collaboratori, dirigenti e rotariani formati al merito e alla condivisione. Lascia, soprattutto, un esempio credibile di leadership: autorevole senza essere autoritaria, moderna senza perdere radici, forte senza rinunciare all’umanità. In un tempo spesso dominato dalla visibilità e dall’apparenza, Alessandro Scelfo ha rappresentato la forza silenziosa della sostanza. Ha costruito senza clamore, guidato senza imporsi, lasciato segni profondi senza cercare riconoscimenti. Alla famiglia, al Rotary International Distretto 2110 Sicilia e Malta, al mondo dell’impresa e a quanti hanno condiviso con lui percorsi e valori, va il cordoglio più sincero. Resta il suo insegnamento: la vera leadership non si misura dal potere esercitato, ma dal bene generato”, conclude Fundarò.
I funerali di Alessandro Scelfo si terranno sabato (11 aprile), alle 10, al Duomo di Enna, sua città d’origine. “Con Scelfo – ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla – se ne va non soltanto un protagonista indiscusso dell’imprenditoria nel settore dei trasporti, ma un uomo che ha saputo interpretare il proprio ruolo con visione, responsabilità e autentico spirito di servizio. Nel corso della sua lunga vita, Alessandro Scelfo ha rappresentato un esempio di dedizione e capacità, contribuendo in modo determinante allo sviluppo e alla modernizzazione della mobilità nella nostra regione. Il suo impegno, portato avanti con determinazione sin dalla giovane età, ha dato vita a una realtà solida e innovativa, capace di creare lavoro e opportunità per intere generazioni. Scelfo è stato anche un punto di riferimento umano e civile, animato da un profondo senso delle istituzioni e da un’attenzione concreta verso la comunità. A nome dell’amministrazione comunale, esprimo il più sentito cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia Scelfo, ai suoi cari e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale”.
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Addio ad Alessandro Scelfo, “re” delle autolinee in Sicilia: “È stato un imprenditore visionario e rotariano d’altri tempi”
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