Il sabato santo è il giorno della Madre Addolorata, del silenzio e della speranza, della mestizia e del vuoto apparente. In questo giorno mi piace guardare a lei, Madre Addolorata, la donna del Sabato Santo. Anche in questo il Figlio è stato misericordioso, nel darci nell’atto supremo, la sua cosa più cara, sua Madre.
E in questo giorno, all’indomani di una giornata così importante per la nostra città, mi piace vedere nel suo sguardo, nel suo cuore trafitto la nostra terra, la nostra città, in questi tempi di incertezza soprattutto.
I giorni della Settimana Santa, il Venerdì Santo, la Pasqua sono i giorni in cui la città rivive, rifiorisce, si ripopola. Tornano i figli, i fratelli, le figlie, le sorelle, amici e amiche da lontano: si torna a stare insieme, a vivere della loro presenza, a gustare la bellezza di una città viva , ricca di giovani e di suoi figli. I giorni, però, passano veloci, arriva il momento in cui tutto questo si compie : e dopo i giorni dello stare insieme questi fratelli e sorelle, questi amici e amiche , questi figli della nostra città sono costretti a rimettere mano alla loro valigia , a riprendere voli e viaggi e lasciare la propria terra, le proprie famiglie. Ecco perché mi piace vedere nel volto di questa Madre Addolorata il volto di tante madri che vedono partire i loro figli, che soffrono la loro assenza, ma anche il volto di questa città, il volto di questa terra, una terra trafitta e un po’ piú sola, addolorata.
Nello sguardo dell’Addolorata non c’è solo il dolore, ma c ‘è anche la speranza, che diventa concreta in questo Sabato Santo di ogni esistenza: quando si ricompongono i pezzi, quando al tumultuoso fluire degli eventi si da un ordine e si rilegogno alla luce di quel “distruggete questo tempio e io in tre giorni lo ricostruirò “. Mi piace rivedere allora anche nella mia città, in quelle famiglie che la compongono, la speranza dell’Addolorata, anche se riletta qui in chiave laica: una città e una terra che attendono con speranza la rinascita, una ripresa, un futuro migliore, dove possano i propri figli non prendere più il volo e rimanere qui, a contribuire per la sua stabilità, il suo fiorire, la sua crescita. Una speranza che deve farsi certezza, che si deve vivere e rendere concreto, con politiche , scelte , azioni. Con la stessa praticità che animo certo Maria in quel Sabato Santo.
Il volto della Madre Addolorata accompagni ciascuno di noi a vivere questo giorno nella riflessione e nell’attesa, certi che ad ogni Venerdì Santo corrisponde sempre una Pasqua di Resurrezione . E che la vita non è altro che un lungo Sabato Santo, che si trasfigura sempre nella luce della Pasqua.


