C’è una sera all’anno in cui la mia città, Enna, vive un momento unico, che è insieme preghiera, arte e fede. Tutto unito nel nome della musica.
Un momento in cui gli stucchi barocchi, le volte, i capitelli, le tele, le vetrate del Duomo sembrano prendere vita al suono degli ottoni, dei clarini, dei flauti, “do tammuru allintatu”, e palpitano , fortemente.
È una tradizione che ogni anno arriva puntuale e riempie la Chiesa Madre della città in ogni ordine di posto: grandi, piccini, uomini, donne, confrati, autorità, tutti assiepati per assistere al Concerto di apertura dei Riti della Settimana Santa Enna . Una tappa fissa, un passaggio obbligato, un “via necessario”, solenne, sublime.
E sembra un controsenso, ma che così non è.
Quelle che risuonano sono marce funebri struggenti e dolenti, ma ciò che trasmettono è vita, fatta di storie, di legami, di volti. Dietro ogni nota ci sono storie, preghiere, lacrime, aneddoti personali e cittadini . Ci sono famiglie che si ritrovano, si lasciano, si perdono e si rincontrano. Ci sono persone che non ci sono più e che richiamiamo alla mente in quella foscoliana “corrispondenza di amorosi sensi ” sublimata dalla musica. Ci sono i passi, ci sono le vesti confraternali, c’è tutto il senso di appartenenza a un rito che si fa storia, che si incardina nel qui ed ora e si proietta al futuro .
Ecco la bellezza di quelle note, che scorrono nel sangue , sono il DNA di un ennese.
La Banda passa tra le navate al suono di “A Mio Padre” e “arrizzanu i carni”, gettando tutti nel silenzio, perché quella marcia è preghiera, è riflessione, è linguaggio forte, potente che parla all’anima. E così anche “Ai caduti di Cassino”, “Lacrimando”, “Pianto Eterno”, “Salita al Calvario”. E come non citare la struggente melodia di “A Mia Madre” che richiama subito alla mente di tutti il dondolío di quella vara e di quella Madre dal manto nero e il volto straziato che passa per le strade, o la carezza di una madre, di una nonna che non ci sono più !
Paolo Di Dio, Girolamo Assennato , maestri Ennesi hanno posto la loro firma su questi brani che sono patrimonio immateriale della nostra città. A questo si aggiungono ardite rielaborazioni, come quella della Marcia Funebre tratta dal Nabucco di Verdi, grazie all’estro del maestro di Banda Luigi Botte e ai bandisti da lui diretti .
La magia della Banda Enna sta tutta qui. Nel donare ogni anno qualcosa che è tesoro, è patrimonio, loro e di ciascuno di noi, che pur conoscendo a memoria, suscita sempre emozioni nuove, forti,diverse.
Non c’è solo questo: ci sono gli archi del conservatorio Vincenzo Bellini di Caltanissetta e gli studenti del Liceo Musicale Colajanno-Farinato, che rendono ancora più trascinato, struggente, dolce il suono di quelle marce.
E ci sono le voci, quelle del Coro Passio Hennensis che con i loro virtuosismi rendono plastico , vivo, presente il dolore del Cristo e della Madre, attraverso anche l’esecuzione di testi della tradizione, recupeati e riconsegnati , rielaborati e ricreati.
“O fieri flagelli” di Sant’Alfonso Maria de Liguori, “La via dolorosa” del musicista trapanese Salvatore Schembari e “Victime Pasquali laudes”, una composizione originale scritta per l’occasione dal musicista ennese Emanuele Primavera, così come l’omaggio alla tradizione spagnola , come “La Saeta” che si aggiungono a quelle che sono ormai parte integrante di quel patrimonio musicale ennese come “A Matri Santa si misi in caminu”.
Un lavoro immane, certosino, quello della maestra Giovanna Fussone e dei suoi coristi .
Le voci, i suoni della Passione sono andati in scena ancora una volta, ma anche il tanto studio, il lavoro di ricerca e archeologia musicale che ha riportato alla luce, all’arrangiamento di testi, di memorie, di suoni, di cui dobbiamo tutti essere fieri. Un lavoro di squadra che tutti possono assaporare.
Mentre in processione diventa corollario, accompagnamento, in questa unica sera all’anno diventa protagonista.
La musica…Una delle arti più sublimi che l’uomo abbia potuto mai creare, a cui affidare emozioni, messaggi, sentimenti che si rendono eterni attraverso note, armonie, suoni.
Che potere che ha la musica !
Grazie al Comune di Enna e al Collegio Dei Rettori per questo tradizionale appuntamento che apre, di fatto, la Settimana Santa Ennese, fiore all’occhiello della città.
Pagina Facebook Luca Ballarò


