Come Associazione Funnurisi abbiamo riportato nel quartiere la tradizione della tavolata di s. Giuseppe.
Un rito che non rappresenta un semplice posare sui tavoli le pietanze, ma dimostra tutta la sapienza antica dei nostri antenati, i quali non facevano mai niente per caso, al contrario tutto aveva un suo significato.
E così è stato nel preparare la tavolata, dall’immagine di s. Giuseppe ai simboli di pane, dai dolci tipici della festa ai piatti salati, dalle ceste piene di verdura e frutta alla calia, dalla brocca con acqua e vino alla tavola dei santi.
Grazie all’aiuto di abili parrocchiane, noi giovani abbiamo potuto apprendere tutto ciò immortalandolo anche con video e foto affinché tutto ciò non vada perduto.
È stata un’esperienza intensa, non solo per quello che c’era da preparare ma anche perché abbiamo avuto modo di favorire il sentimento di comunità di quasi tutto il quartiere (in tanti, infatti, hanno donato offerte e piatti per riempire la tavolata, tanto da non esserci più spazio dove sistemarli) e soprattutto per aver visto il sorriso in persone che non possono permettersi tanto ogni giorno.
Infine, ma non per minore importanza, voglio ringraziare il parroco don Sebastiano Rossignolo per aver dato la disponibilità dei locali, la Venerabile Confraternita dello Spirito Santo – Enna per aver collaborato, Samuel Campisi per la grafica, Giuseppe Battiato per l’impalcatura, Fabio E Rita Greca e Gaetano Pastro per l’addobbo, tutte le attività di panificatori e di ristoratori che hanno partecipato alla realizzazione della tavolata donando qualche pietanza.
Non posso non menzionare la mia fidanzata Eleonora Campanile che ha coordinato in maniera encomiabile il “gruppo delle donne” della parrocchia.
È stata la prima volta che personalmente ho organizzato la tavolata e ha avuto un sapore particolare, perché nella tavola dei santi era presente il servizio (quello buono) di mia nonna Ciccina, alla quale avrà fatto sicuramente piacere da lassù contribuire alla preparazione di questa antica tradizione; lei che una volta, per promessa, la realizzò anche a casa sua.


