CASA: UPPI, PIANO CASA ITALIA OPPORTUNITÀ IMPORTANTE MA SERVONO
STRUMENTI PER UTILIZZARE IL PATRIMONIO ESISTENTE
Il “Piano Casa Italia”, finalizzato al rilancio delle politiche abitative attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale e il recupero del patrimonio immobiliare esistente, vede la piccola proprietà
immobiliare in prima linea.
Il provvedimento prevede l’adozione, tramite DPCM, di un piano nazionale per l’edilizia residenziale
pubblica e sociale e autorizza uno stanziamento complessivo pari a 560 milioni di euro nel periodo 2028-
2030, con l’obiettivo di coordinare interventi statali, territoriali e risorse europee destinati alla risposta ai
nuovi fabbisogni abitativi.
Per l’UPPI l’impostazione appare condivisibile nella parte in cui individua tra le priorità il recupero e la
riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, riducendo il consumo di suolo e valorizzando gli immobili
già presenti nei contesti urbani e appartenenti alla piccola proprietà.
Il vero banco di prova del Piano Casa sarà tuttavia rappresentato dal decreto attuativo, che dovrà
trasformare un impianto programmatico in strumenti operativi concreti.
Una politica abitativa efficace non può basarsi esclusivamente sulla realizzazione di nuovi interventi
pubblici, ma deve affrontare anche il tema degli immobili oggi non utilizzati o non immessi sul mercato a
causa di incertezze normative, costi di adeguamento e difficoltà nella gestione delle locazioni.
Per UPPI il Piano Casa potrà produrre effetti reali solo se il decreto attuativo introdurrà strumenti di
collaborazione tra amministrazioni pubbliche e proprietari privati, favorendo il recupero degli immobili
esistenti attraverso procedure amministrative semplificate, incentivi mirati e adeguate garanzie nei
rapporti locativi.
“Il disagio abitativo non si risolve soltanto con nuovi programmi edilizi”, “La vera politica della casa oggi non è costruire di più, ma utilizzare meglio il patrimonio abitativo già esistente. Nel nostro territorio in città e nella provincia, abbiamo ormai i centri storici quasi privi di abitanti e di esercizi commerciali. Senza strumenti che rendano sostenibile per i proprietari immettere gli immobili nel mercato della locazione, ogni piano rischia di restare solo un programma sulla carta”.
A livello nazionale l’UPPI seguirà l’elaborazione del DPCM attuativo affinché il Piano Casa Italia possa tradursi in una politica abitativa realmente efficace, capace di ampliare l’offerta di alloggi e di valorizzare il patrimonio edilizio già presente nei territori.


