Tramonto alla Necropoli di Valle Coniglio, una delle sei indagate nel territorio di Calascibetta tra gli anni ’40 e ’50 da Luigi Bernabò Brea assieme all’assistente Vincenzo Colletta, i cui diari di scavo furono poi trascritti negli anni ’80 da Rosa Maria Albanese Procelli.
Un luogo caratterizzato da tombe greco-arcaiche a camera, alcune con tetto a spiovente, altre con tetto piano o curvilineo, tra le quali, di particolare interesse, una a tripla camera. Ventuno furono quelle indagate dall’illustre archeologo ligure, altrettante, probabilmente, quelle scavate in seguito dai tombaroli, oggi non tutte visibili poiché alcune si trovano all’interno di proprietà private recintate.
Luogo fertile, ricco di terrazzamenti abbandonati legati forse alla produzione e consumo di vino, testimoniata anche dai tanti crateri rinvenuti durante gli scavi, che assieme a una parte dei corredi funerari, si trovano oggi esposti al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa e al Museo Interdisciplinare di Palazzo Varisano a Enna.
Luogo oggi funestato dal passaggio di un tratto della fognatura di Calascibetta, quello che un tempo doveva essere un fiume che agli occhi dei greci che vi si insediarono rendeva questo paesaggio una sorta di eden.


