Archeotrekking nella Riserva naturale o
rientata Rossomanno-Grottascura-Bellia
sabato 15 novembre
Il gruppo Escursionisti degli Erei in
un’interessante archeotrekking guidato lungo un
percorso (circa 9 km tra andata e ritorno che ci ha permesso di approfondire la conoscenza di importanti siti archeologici e paesaggi mozzafiato della Riserva di Rossomanno.Ci siamo soffermati a visitare la necropoli di Rocca Crovacchio.In questi siti, guidati da Liborio Bellone esperto e conoscitore dei luoghi, ci ha parlato della storia e della messa in luce di deposizioni funerarie risalenti al VII-IV secolo a.C. e assai interessanti per la singolarità dei riti (“campi di crani” o deposizioni ad enchitrìsmos o ad incinerazione).
Lungo il nostro percorso abbiamo avuto modo di vedere
tracce dell’abitato di età arcaica che si trovano soprattutto sulla collina contigua, detta “Serra Casazze”, ma sparse sulle cinque colline ci sono tracce di abitazioni di età ellenistica e medioevale.
La collina che da ovest ad est segue a Serra Casazza, è interessata da un imponente sistema di fortificazione, parzialmente delineato nella complessa articolazione di avancorpi e postierle che orlano anche l’antistante Cozzo Primavera.
Infine,ci siamo soffermati al “Conventazzo ”
un convento di monaci benedettini, nella estrema propaggine meridionale di Rossomanno, è ormai pressoché diruto come la basilichetta medievale di Serra Casazze
( Dal web)
Intorno al 1400, un gruppo di frati domenicani si stabilì in questi luoghi ameni edificandovi una chiesa e un romitorio , ai quali si accede tramite uno stretto e lungo viottolo che si diparte dall’antico centro abitato.
Nel 1928, il sacerdote G. Magno raccontava che “la chiesa è ad una nave ed è in uno stato pietosissimo, senza tegole, senza travi, senza pavimento, porte e finestre: è un ovile. Le ossa dei romiti, rimosse dal loro sepolcro, sparse qua e la, furono da mano pietosa raccolte nel vano dove prima c’era un altare. Era dedicata a San Giovanni Evangelista e se ne vede ancora la statua in gesso: ad altre due statue laterali fecero saltare le teste i cercatori di tesori”.Alla chiesa è attaccato il romitorio costituito da sei vani a pian terreno comunicanti per mezzo di un corridoio e altrettante stanzette a primo piano .
In un atto notarile del 1690, reperito dal Magno, si rinvengono preziose citazioni sulla comunità monastica di Rossomanno: “Frate Leone de Messina da Aidone eremita del venerabile romitorio o congregazione di S. Giovanni evangelista sotto il titolo di Rossomanno…., come superiore del detto venerabile romitorio, la cui elezione fu confermata dall’Ill. mo e Rev.mo Signore Vescovo di Catania con atto della Magna Curia in data 3 giugno 1689, col consenso di tutti i fratelli eremiti, cioè Sac. fra Andrea Scarlata da Castrogiovanni, fra Antonio Di Fede da Valguarnera, fra Domenico Giunta e fra Santo Scarlata…, nomina come procuratore fra Antonio Bruno eremita della stessa congregazione, per garentire i beni dei romiti”.
Il popolo della vicina Valguarnera continuò a recarsi in questa chiesa in devoto pellegrinaggio, almeno fino al 1850, per celebrare la festa di S. Giovanni Evangelista che ne era il titolare: l’ultimo custode laico del romitorio, fra’ Giovanni da Castrogiovanni, fu trucidato barbaramente perchè lo si voleva derubare d’immaginari tesori. Ancora oggi, ladri di tesori si aggirano impunemente in queste amene contrade, sottraendo alla nostra comunità beni di inestimabile valore che vanno spesso ad arricchire illegalmente i musei di paesi esteri o le abitazioni di collezionisti senza scrupoli, privando un popolo di ciò che ha di più prezioso: la propria identità e la propria memoria.
( foto Escursionisti degli Erei).
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