Ieri sono intervenuto in Assemblea Regionale Siciliana sul tema dei beni culturali e sulla necessità di programmare un piano straordinario di assunzioni di figure tecniche e specialistiche (archeologici, storici dell’arte, bibliotecari e archivisti).
Una terra come la nostra, che ha tantissimi siti culturali e un patrimonio storico, artistico e monumentale di rilevanza mondiale, non può continuare con una gestione approssimativa che non mette al centro le competenze.
Le Soprintendenze, i Musei e le Biblioteche regionali e i Parchi devono essere guidati e avere al proprio interno figure specialistiche ed esperti del settore.
Per fare un esempio: nessuno dei 14 Parchi archeologici siciliani è guidato da un archeologo, mentre la Soprintendenza di Siracusa è retta da un ingegnere che ha lavorato in precedenza nella Motorizzazione civile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a situazioni ai limiti dell’indecenza: musei chiusi di domenica e nei giorni festivi, feste private nel parco archeologico di Selinunte, mucche viste pascolare in mezzo all’area archeologica di Himera.
Appare chiaro che il rilancio del sistema culturale regionale non può che passare dalla valorizzazione del ruolo tecnico del personale dei beni culturali.


