Versalis. Mannino ( Cgil Sicilia) “Governo nazionale e regionale non si oppongono al piamo Eni, ma la Regione siciliana pone il tema delle garanzie occupazionali per il diretto e per l’indotto”.
Le trattative sono ancora in corso
Davanti al Mimit oggi presidio dei lavoratori
Roma, 10 marzo- “L’Eni conferma il suo piano, il governo nazionale e quello regionale non si oppongono, la Regione, tuttavia pone il problema della mancanza nel piano di garanzie occupazionali sia per il diretto che per l’indotto e le chiede”. Lo riferisce il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che ha partecipato oggi al Mimit all’incontro sul futuro della chimica di base. Le trattative sono ancora in corso sull’ipotesi di protocollo di intesa. “Da parte nostra_ aggiunge Mannino- c’è stata la piena conferma delle critiche già avanzate insieme alla richiesta di revisione del piano.Un piano improponibile per il Paese e per la Sicilia, per l’industria tutta”. “Abbiamo sottolineato- dice ancora Mannino- che non ci sono i chiari i contenuti del protocollo che ci chiedono di siglare, chiedendo di conoscerli e di potere trattare per soluzioni migliorative che non mettano all’angolo la chimica, cosa che avrebbe un impatto devastante su tutta l’industria siciliana”. Inoltre , “che c’ è contraddizione rispetto al libro Verde del governo stesso: lì la chimica viene considerata strategica, non può essere avallato dunque un progetto di chiusura, appiattendosi che come sta accadendo sui piani Eni”. Mannino aggiunge che “sulle riconversioni in due tempi prima le chiusure e poi si vede L’Eni deve recuperare la credibilità persa con le migliaia di posti di lavoro andati in fumo in questi anni a seguito di riconversioni. Così è stato ad esempio a Gela, dove si sono persi posti di lavoro sia nel diretto che nell’indotto. Di fatto Eni non investe nella chimica da 25 anni e abbiamo chiesto al governo di tenere conto di tutto ciò e di opporsi al progetto, considerato l’impatto devastante che avrebbe sull’occupazione e sul territorio”. Mannino rileva che “l’unica certezza ad oggi sono le chiusure, già avviata quella di Ragusa, a metà dell’anno quella dello stabilimento di Priolo, mentre nebulose restano le prospettive future. Non sono basi positive- sottolinea- per un accordo, quindi bisogna reimpostare la discussione per come la Cgil chiede, dando garanzie vere a tutti i lavoratori e proponendo una riconversione credibile in tempi certi”.


