Ogni giorno ogni cittadino italiano getta in media 75 grammi di cibo, poco più di 27 chilogrammi l’anno a persona. Un dato che si accentua a sud (+ 8% di spreco rispetto alla media nazionale). Vale 6,5 miliardi di euro lo spreco del cibo nelle case degli italiani e oltre 9 miliardi di euro lo spreco di filiera, dai campi alle case. Eppure, sempre in Italia, oltre 2,6 milioni di persone faticano a nutrirsi regolarmente a causa dell’aumento dei prezzi e dei rincari delle bollette e il 9,4% della popolazione versa in condizione di povertà.
In Sicilia si stima uno spreco ogni anno di circa 400 mila tonnellate di alimenti. Più di un terzo degli sprechi (35%) sono prodotti dal settore agricolo, mentre distribuzione e ristorazione concorrono rispettivamente per il 10% e il 15%. Purtroppo solo una piccolissima parte dei prodotti (5%) viene attualmente messa a disposizione e donata a chi ne ha di bisogno; il resto diventa spreco alimentare e quindi rifiuto che determina rilevanti costi di gestione con un impatto negativo sia sotto il profilo economico che ambientale.
Al fine di ridurre lo spreco di cibo abbiamo presentato un apposito disegno di legge che riconosce, valorizza e promuove l’attività di solidarietà e beneficienza finalizzata al recupero e alla redistribuzione delle eccedenze di prodotti alimentari in favore delle persone in stato di povertà o grave disagio sociale. Ci auguriamo che venga condiviso da tutte le forze parlamentari e possa essere presto approvato dall’ARS.


