SAN MICHELE ARCANGELO
NELL’ARTE E TRADIZIONE RELIGIOSA ENNESE
Cari amici
oggi, 29 settembre la chiesa festeggia i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. i cui nomi conosciamo attraverso la Sacra Scrittura, per le particolari missioni a loro affidati. Essi sono tra i sette Arcangeli che stanno davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.
Di questi arcangeli, San Michele ebbe ad Enna un culto particolarmente sentito e diffuso in passato, a giudicare dalle numerose e significative tracce che riscontriamo nell’arte e nella tradizione religiosa ennese.
San Michele Arcangelo, nella tradizione cristiana è colui che combatte e sconfigge Satana, e nell’iconografia sia orientale che occidentale viene rappresentato, come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di Satana, sconfitto in battaglia.
Tra i segni del culto micaelico ad Enna il più imponente e significativo è certamente la CHIESA DI SAN MICHELE sita in Piazza Giuseppe Mazzini, l’edificio sacro in stile coloniale spagnolo era un ex moschea araba.
Al suo interno troviamo nella cappella dedicata all’arcangelo, una pregevole pala di fine secolo XVI che rappresenta San Michele raffigurato mentre trionfa su Lucifero, cioè il diavolo, schiacciato ai suoi piedi, incarnando il simbolo della vittoria del Bene sul Male.
Con vivaci e vari toni di colore, è rappresentato alato, vestito con una armatura di colore ferrigno dotata di una specie di cintura da cui pendono svolazzanti fasce gialle e fornito di calzari rossi. Nella sinistra tiene sguainata una spada con cui ha sconfitto il demonio e nella destra sorregge una bilancia con cui pesa le anime, misurandone vizi e virtù.
UN PREZIOSO PARTICOLARE DA NOTARE
IN QUESTA TELA:
Sullo sfondo è visibile il romano Castel Sant’Angelo, l’edificio che fu il mausoleo dell’imperatore Marco Aurelio (121-180 d.C.) e che in epoca cristiana divenne un baluardo a difesa degli edifici vaticani nei cui spazi fu ricavato un ambiente dedicato a San Michele. Nel quadro è raffigurata una processione penitenziale, guidata dal papa Gregorio I, detto Magno ovvero il Grande (540 circa –604 d.C.) che, indossando la tiara pontificia, la effettuò nell’anno 590 per scongiurare il pericolo di una pestilenza. Cosa che avvenne, dopo l’apparizione di San Michele che rinfodera la spada a indicare che l’epidemia è allontanata, motivo per cui il grandioso monumento, sorto come sepolcro imperiale, fu da allora chiamato Castel Sant’Angelo.
Da secoli sulla sua cima era posta una statua dell’Arcangelo (ora di legno, ora di marmo, ora di bronzo…) ma quella che oggi noi vediamo fu realizzata in bronzo nel 1753 da Peter Anton von Verschaffelt, scultore fiammingo (1710-1793).
Nel pregevole pavimento in maiolica troviamo raffigurati i simboli micaelici: l’elmo, la spada e la bilancia.
Nella CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA, in una nicchia, è custodita una satua lignea di San Michele arcangelo di autore ignoto del sec. XVIII. L’arcangelo è raffigurato in un atteggiamento guerresco contro il male, il diavolo. La statua viene portata in processione durante la festa della Madonna della Visistazione il 2 luglio.
All’interno della CHIESA DELLE ANIME SANTE sormonta da una volta a botte, ornata da stucchi di gesso, possiamo ammirare tra le varie raffigurazioni realizzate dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans dipinte a fresco, quella di San Michele nella la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso, opere realizzate tra il 1720 ed il 1723.
Nella CHIESA DI MONTESALVO SANTA MARIA DEL GESÙ, troviamo una preziosa tela dell’Arcangelo del 1604 opera dell’artista Matteo da Caccamo.
Nel SANTUARIO DI VALVERDE troviamo una bellissima statua lignea dell’arcangelo Michele degli anni 50 che viene portata in processione nella festa della Madonna di Valverde.
Questi segni che troviamo nell’arte religiosa ennese ci richiamano ancora l’importanza che la tradizione cristiana ha attribuito all’arcangelo Michele, spero cari amici che anche voi impariate a conoscere e ad invocare l’aiuto di quest’arcangelo, per averlo a fianco nella lotta contro le insidie del male che combattiamo quotidianamente nella nostra mente, nel nostro cuore e nelle relazioni.
Il grido dell’arcangelo Michele “CHI E’ COME DIO? ” è quando mai attuale,
e continua a ripeterlo a ciascuno di noi,
specialmente quando soccombendo nella difficile lotta
contro le tentazioni e le lusinghe del male,
mettiamo in discussione il primato di Dio nella nostra vita,
e scivolando nell’idolatria facciamo sedere altri sul Suo trono.


