Razionamenti acqua provincia di Enna
Spett.le Direttore,
il Movimento per la Difesa dei Territori (MDT) è un’associazione di cittadini che per statuto pone
al centro dell’attenzione la tutela del territorio e di coloro che ci vivono.
La città di Nicosia è uno dei Comuni dipendente quasi esclusivamente dall’invaso Ancipa per l’ap-
provvigionamento idrico, pertanto l’ulteriore riduzione di portata, implementata a partire dal 14
settembre, ha avuto l’effetto di dilatare ulteriormente la turnazione del servizio idrico nel nostro
Comune da 4 a 7 giorni, così come per i Comuni di Troina e Gagliano. Anche i Comuni di Enna e
Valguarnera dal 14 settembre sono sottoposti a turnazioni di 6 giorni.
Oggi si è concluso il primo ciclo di turnazioni e abbiamo contezza della reale situazione.
La provincia di Enna non è storicamente organizzata per sopportare questi interminabili turnazioni,
tanti, troppi, nuclei familiari, rappresentano in questi giorni situazioni drammatiche perché non
equipaggiati da un numero sufficiente di serbatoi d’acqua. Un gran numero di famiglie di quattro o
più componenti, oppure famiglie con disabili o malati (che per forza di cose necessitano di un
quantitativo maggiore d’acqua), hanno a disposizione al più un serbatoio di 1000 litri, che non è
assolutamente sufficiente per una turnazione di 6 o 7 giorni. Il Comune di Nicosia (così come sicu-
ramente gli altri Comuni coinvolti) sta facendo il possibile per sopperire alla carenza d’acqua per
chi ne ha estremo bisogno, ma non è possibile ottemperare a tutte le disperate richieste d’aiuto.
Stesso discorso va fatto per molte delle attività commerciali dei nostri Comuni, già ampiamente
penalizzate dalle carenze infrastrutturali, che non possono operare per più di qualche giorno, che
stanno subendo ingenti danni e non ricevendo alcun ristoro rischiano di chiudere.
La nostra associazione già da 3 mesi prova a dare indicazioni per ottimizzare il consumo d’acqua,
e inizialmente, con una turnazione a 4 giorni, la maggior parte dei nostri concittadini sono riusciti,
con qualche disagio, ad arrivare al successivo turno d’erogazione, ma ora per molti è praticamente
impossibile.
Un team di esperti si è riunito per cercare una soluzione, ci siamo decisi a interpellarla oggi, solo
dopo aver tentato inutilmente di trovare la quadra con le indicazioni che vogliamo condividere con
lei.
Abbiamo analizzato il profilo di consumi domestici e il consumo medio d’acqua per singolo indi-
viduo e per nuclei familiari di 3 o 4 persone.
Come lei sicuramente saprà, in Italia normalmente consumiamo 240 litri d’acqua a persona, tantis-
simo rispetto ad altri Paesi in cui si è più consapevoli di questa preziosa risorsa, ma da qualche
tempo abbiamo imparato a nostre spese ad utilizzarne molto meno.
Le fonti di consumo sono comunque distribuite secondo il grafico in figura:
Fatto salvo il consumo alimentare, tra acqua da bere e per cucinare, i ¾ dei consumi sono imputabili
all’igiene personale, al WC e al bucato in lavatrice (o ancora peggio a mano).
Basandoci su questa distribuzione, abbiamo riassunto nella tabella in figura i consumi per le varie
attività domestiche, in modo da poter identificare quelle dove è possibile ottimizzare al massimo il
consumo d’acqua:
Attività consumo
Lavatrice 50-60 litri
Lavastoviglie 13 litri
bagno in vasca 100-160 litri
doccia 16 litri al minuto
bidet/lavaggio a pezzi 4 litri
sciacquone WC tradizionale 9-12 litri alla volta
sciacquone WC 2 pulsanti 3 o 6 litri alla volta
bere e cucinare 6 litri a persona
rubinetto aperto 6 litri al minuto
altri usi: pulizie, annaffio 10 – 30 litri
Da questa analisi abbiamo estratto alcune indicazioni per i nostri concittadini1; per completezza
vogliamo indicare le principali nella presente:
• Bagno e igiene personale, 32% del consumo: La doccia è preferibile al bagno in vasca. Chiu-
dendo il rubinetto tra una insaponatura e l’altra è sufficiente poco più di un minuto (e quindi 16
litri) per una doccia. Non è necessario aspettare che l’acqua si scaldi, anzi la doccia fredda fa
molto bene, perché cardiotonica. Ricordiamoci anche del bidet, i francesi hanno fatto una cosa
buona, valorizziamolo!
Per quanto riguarda lavaggio di denti e mani e per la barba e simili, la differenza la fa nuova-
mente il tempo in cui il rubinetto è aperto (e anche il flusso utilizzato): per un lavaggio denti da
1 minuto ad esempio si passa da mezzo litro, quando lo attiviamo solo per il risciacquo, a 6 litri,
se lo teniamo aperto (a volume moderato) per un intero minuto.
• WC, 30% del consumo: Se abbiamo lo sciacquone tradizionale, a singolo pulsante o catenella,
avremo un consumo di 9-12 litri ad ogni risciacquo, circa 40 litri a persona per una media di 4
risciacqui al giorno, in questo caso un metodo per ridurre il consumo è riposizionare il galleg-
giante al suo interno in modo che la cassetta si riempia a metà, oppure, se ciò non è possibile,
inserire al suo interno un oggetto che occupa una parte del volume (ad esempio una bottiglia da
2 litri piena d’acqua).
1 Queste ed altre indicazioni sono reperibili nella pagina Facebook della nostra associazione:
https://www.facebook.com/movimentodifesaterritori/
Il consumo è ridotto per gli sciacquoni moderni a due pulsanti, in questo caso un metodo per
risparmiare è usare sempre lo scarico da 3 litri (raddoppiando se il primo tentativo non è suffi-
ciente), oppure sincronizzare le pipì (due pipì prima dello sciacquone).
• Lavatrice, 12% del consumo: consuma meno acqua del lavaggio a mano, ma è un elettrodome-
stico che consuma parecchia acqua (50-60 litri per lavaggio) ed elettricità quindi per risparmiare
si devono ridurre i lavaggi, mettendola in funzione solo a pieno carico.
• Lavastoviglie, 3% del consumo: la lavastoviglie è un elettrodomestico che consuma poca acqua
(solo 13 litri, rispetto al lavaggio a mano che per un intero carico da 8kg di lavatrice può arrivare
a 100 litri), ma anche in questo caso per economizzare acqua ed elettricità conviene sempre
attivarla a pieno carico.
Ma queste indicazioni sono state utili solo fintantoché avevamo turnazioni a 4 giorni.
Ora abbiamo tentato di elaborare ulteriori indicazioni, per consumi ancora più contenuti, da fornire
ai nostri concittadini, nell’ottica di mettere una famiglia di 4 persone nelle condizioni di poter resi-
stere 7 giorni con un serbatoio di 1000 litri.
Partendo dalla stessa distribuzione di consumi abbiamo generato la seguente tabella:
Attività Consumo tipico Consumo ridotto Consumo minimo
consumo minimo
4 persone
Lavatrice 50 15 8 25
Lavastoviglie 13 7 3 7
doccia 50 30 8 24
bidet/lavaggio a pezzi 0 0 4 16
sciacquone WC 2 pulsanti 18 18 12 48
bere e cucinare 6 6 6 18
rubinetto aperto 30 10 10 30
altri usi: pulizie, annaffio 30 10 5 10
Totale 197 96 56 178
In questa tabella il consumo tipico è già allineato ai consumi europei: nessun utilizzo di vasca da
bagno, né tantomeno WC con sciacquone a singolo pulsante tradizionale, docce giornaliere di 3
minuti, una lavatrice e una lavastoviglie a persona al giorno.
Poi abbiamo aggiunto una colonna con il consumo ridotto in cui è previsto: una doccia giornaliera
di 2 minuti, lavastoviglie ogni 2 giorni, drastica riduzione di utilizzo di acqua corrente e pulizie
domestiche a giorni alterni.
La colonna consumo minimo riduce drasticamente i consumi, sicuramente al di sotto minimo in-
dispensabile, molto difficile da attuare: lavatrice e lavastoviglie ogni 4 giorni, doccia (fredda) di 1
minuto ogni 2 giorni, integrata dall’uso quotidiano di bidet e lavaggio a pezzi (con parsimonia), uso
sincronizzato del WC (almeno due pipì prima di tirare lo sciacquone).
L’ultima colonna moltiplica i consumi per un nucleo di 4 persone, riducendo ulteriormente i con-
sumi, ottimizzando l’uso di lavatrice e lavastoviglie (ogni 2 giorni), acqua per le pulizie e acqua
corrente.
Moltiplicando per 7 giorni questi miseri consumi (che sfidiamo chiunque a riuscire ad osservare),
si arriva ad un consumo di 1246 litri a settimana.
Insomma abbiamo ridotti all’osso tutti i consumi e comunque non siamo riusciti a mantenerci all’in-
terno dei nostri 1000 litri di serbatoi d’acqua!
Nel caso specifico del Comune di Nicosia, bisogna aggiungere che per l’orografia della nostra città,
disposta su 3 colli e con notevoli sbalzi altimetrici, è veramente difficile bilanciare la distribuzione
in modo che ad ogni erogazione l’acqua raggiunga tutti i serbatoi, quindi molto spesso alcuni ser-
batoi rimangono vuoti o comunque non vanno a pieno carico, rendendo, se fosse possibile, ancora
più impossibile resistere per ulteriori 7 giorni.
A questo punto è importante sottolineare che l’OMS stima che, per soddisfare i criteri minimi di
salute, sono necessari tra 50 e 100 litri di acqua al giorno per persona. Nella nostra tabella abbiamo
raggiunto il minimo assoluto indicato dall’OMS e comunque non siamo riusciti a garantire ad un
nucleo familiare di 4 persone di resistere ad un turno di 7 giorni!
Ci sembra quasi inopportuno aggiungere altro, se non la richiesta di garantire alle nostre popolazioni
acqua a sufficienza per turnazioni non superiori a 5 giorni, in modo da garantire a tutti i criteri
minimi stabiliti dall’OMS.
I 280 litri/secondo attualmente erogati dall’invaso Ancipa, devono essere allocati in modo da evitare
condizioni estreme come turnazioni di oltre 5 giorni, e se non fosse possibile vorrà dire che si dovrà
aumentare leggermente l’erogazione (15-20 l/s in più) a scapito di qualche giorno in meno di durata
dell’invaso.
Ciò che stiamo chiedendo è più che ragionevole, poiché si basa su dati scientifici, elaborati dalla
nostra associazione e mai smentiti da alcuno.
Vi invitiamo a mostrare sensibilità nei confronti delle popolazioni maggiormente colpite dalle tur-
nazioni: oppure potremmo suggerire ai nostri concittadini di eliminare quella che sembra essere la
maggior fonte di consumi, l’utilizzo del WC, disfacendosi dei loro bisogni così come si faceva nel
medioevo.
Con tutto il rispetto per l’impegno ad oggi profuso da lei, dal suo staff e da tutti i componenti della
cabina di regia dell’emergenza idrica, a nostro parere, cisterne e autobotti possono essere prese in
considerazione solo ed esclusivamente quando l’invaso Ancipa sarà completamente esaurito, ma
fino ad allora è necessario applicare un principio di equità nei confronti di tutti i cittadini e tra i
cittadini di tutte le città.


