La gravissima emergenza idrica che stiamo attraversando impone una seria riflessione sulle cause e sulle possibili soluzioni.
La situazione è talmente seria da non meritare certamente speculazioni politiche, anche se i soliti noti ci provano, con la confusione che li caratterizza.
Ed infatti, l’Amministrazione comunale, per bocca della camaleontica assessora al bilancio, da un lato addebita le responsabilità al Governo regionale, e dall’altro elogia l’assessore Di Mauro che di quel governo fa parte.
Cose che capitano a chi è privo del senso della contraddizione.
Inoltre, si rivendicano “anni di battaglie sulle tariffe”, ma l’unica proposta di Dipietro di cui si ha traccia è quella di tagliare le tariffe del 5% (cinquepercento), peraltro da attuare mediante riduzione degli investimenti, ossia dei lavori tesi a diminuire le perdite di rete nel nostro territorio. Proposta che vide favorevoli solo altri 2 su sindaci su 19, poiché nessuno volle rinunciare agli importanti investimenti sulla rete idrica a dispetto di un taglio della tariffa insignificante.
Invitiamo, pertanto, alla serietà, data la drammaticità del momento.
Sul tema idrico, purtroppo, il sindaco di Enna non è riuscito mai ad incidere nonostante sia stato presidente dell’ATI per diversi anni, e non sappiamo nemmeno se, da quel ruolo, abbia mai controllato – come sarebbe stato suo dovere – se, in effetti, i lavori per la riduzione delle perdite di rete, previsti nel contratto sottoscritto con AcquaEnna e già caricati in tariffa, siano stati mai compiutamente realizzati.
Se è pur vero che l’amministrazione non ha competenze amministrative su questo tema, le responsabilità politiche di Dipietro e del centrodestra nazionale, regionale e locale sono sotto gli occhi di tutti.
Anziché raccontare chiacchiere, quindi, suggeriamo all’Amministrazione di mettersi a lavoro e di incalzare gli organi preposti affinché: 1) ci si adoperi immediatamente per trovare nuove fonti di approvvigionamento, quali ad esempio i vecchi pozzi Bannata e Bannatella; 2) si faccia sentire la voce del territorio presso la Cabina di regìa presieduta dall’Ing. Cocina, perché è impensabile che Enna debba sopperire alle mancanze delle altre province che non hanno fatto investimenti e che, anche per tale ragione, hanno pagato l’acqua molto meno degli ennesi; 3) si predisponga un piano emergenziale nel caso in cui non ci dovesse essere più acqua; 4) si solleciti e si diffidi il gestore privato ad adempiere a tutto quanto previsto nel contratto di servizio stipulato nel 2004.
I gruppi consiliari di opposizione


