INCIDENTE PERGUSA: FINITA LA PAURA, GLI OPERAI TORNANO A ESSERE DIMENTICATI
L’ennesimo infortunio sul lavoro impone sempre le stesse riflessioni. Finite le parole di circostanza e passata la paura, si ritorna al punto di partenza. Nulla cambia, le abitudini insane spadroneggiano nei cantieri, gli operai tornano a essere dimenticati.
Per questo non siamo mai tra quelli che usano le parole di circostanza. Quelle le lasciamo agli altri. Noi cerchiamo i punti dolenti e gli interrogativi. E in questa che poteva essere una nuova tragica storia bisogna già dire che proprio lievi gli incidenti non sono stati: uno dei 4 operai coinvolti nel gravissimo incidente sarà operato e ha rischiato veramente molto visto che si ritrova con due vertebre fratturare. E allora è tempo di domande.
Perché nel cartello di cantiere non c’era menzione dell’azienda in subappalto (evidentemente lo scenario che avevamo annunciato l’altroieri, risulta sempre più probabile) che stava operando?
Perché il committente non ha verificato anticipatamente chi presenziava in cantiere e a che titolo?
Ricordiamo che si tratta di opera pubblica con fondi Pnrr. E appunto il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: da troppi mesi ascoltiamo cose che non ci piacciono. La corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti non può essere una delle ragioni principali in grado di alterare e velocizzare procedure di sicurezza che significa aumento sensibile del rischio! Un giorno è colpa del caldo e un giorno è colpa dei tempi stringenti del PNRR. Non accettiamo questi diktat e segnaleremo tutto quello che ci sembra irregolare agli organi preposti. Ovviamente non sta a noi e a Enna fare le grandi riflessioni sul PNRR ma certamente se non rivediamo l’organizzazione e le scadenze rischiamo di esporre a ulteriori rischi i lavoratori. Inoltre il settore non riesce ad accelerare per mancanza di manodopera, in particolare di quella specializzata, cosi da rischiare di trovarsi – come dimostrato durante il boom del superbonus – in grande difficoltà.
Abbiamo finalmente rinforzato gli organici da qualche settimana, anche se in maniera tardiva, presso l’istituto bilaterale di Enna: bisogna immediatamente lavorare giorno e notte per far partire l’ente di formazione e metterlo a disposizione del territorio senza troppi lacciuoli per eccesso di burocrazia per una stagione di formazione straordinaria aperta anche a chi vuole tentare di cimentarsi con il settore.


