LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO AD ENNA
IL SANTUARIO DI VALVERDE
luogo del primo annuncio evangelico
“da Cerere a Maria”
«I Santuari in ogni parte del mondo sono un segno della fede semplice e umile dei credenti, che sperimentano, in questi luoghi sacri, in modo profondo, la vicinanza di Dio, la tenerezza della Vergine Maria e la compagnia dei Santi: un’esperienza di vera spiritualità che non può essere svalutata, pena il mortificare l’azione dello Spirito Santo e la vita di grazia». (Papa Francesco)
Tra i luoghi ed i monumenti cari agli ennesi, che costituiscono un suggestivo richiamo alla storia millenaria della nostra città, il santuario di Valverde, per la sua collocazione e il suo valore simbolico è certamente tra quelli più significativi.
Sorto nel luogo dove secondo la tradizione, avvenne “il primo annuncio evangelico”, il santuario di Valverde conserva ancora oggi tutta la forza evocativa di un evento che fu determinante nella storia religiosa del nostro popolo: l’avvento del cristianesimo.
Pur non essendoci un riferimento storico ben preciso, secondo la tradizione fu il luogo dove giunse San Pancrazio, vescovo di Taormina, per annunciare il Vangelo nell’antica città di Enna, centro religioso del culto di Cerere dea delle messi.
Fu in questo luogo, che il santo vescovo si imbatté in un rito propiziatorio dei sacerdoti di Cerere affinché, la dea mandasse la pioggia dopo un lungo periodo di siccità.
Mentre i sacerdoti nel tentativo di placare la dea, si accingevano a compiere il sacrificio di alcune vergini, San Pancrazio fermando il rito sacrificale, si rivolse al popolo e li esortò a rivolgere le loro preghiere a Maria, piuttosto che a Cerere.
Con lo sguardo rivolto verso il cielo, il santo invocò l’aiuto di Maria perché mandasse la pioggia, invano i sacerdoti si opposero, perché una pioggia copiosa fu la risposta inequivocabile alle invocazioni che il vescovo rivolse alla Santa Vergine.
Il popolo non ebbe più dubbi, meravigliato e commosso si votò a Maria. I sacerdoti della dea vennero cacciati e la statua di Cerere arsa.
A ricordare la distruzione del simulacro di Cerere, una via tuttora esistente vicina al Santuario, intitolata «via Cerere Arsa», diventa anch’essa una traccia significativa di questa tradizione sulle origini del cristianesimo ad Enna.
La conferma di questa traccia la troviamo anche negli scritti di uno storico locale del settecento, Padre Giovanni dei Cappuccini il quale racconta che la chiesa di Valverde si trovava nella rocca della montagna vicino all’entrata cittadina chiamata “Cirasa” termine che deriva probabilmente da “Cerere arsa”.
Edificata intorno al VII sec. d.C. la chiesa di Valverde fu la prima testimonianza cristiana ad Enna, in origine era piccolissima; misurava infatti 10 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza. Essa era in posizione opposta all’attuale chiesa e l’ingresso principale guardava la Torre di Federico con l’abside rivolta ad est, verso il sole nascente.
L’edificio sacro inglobava una grotta dove secondo la tradizione San Pancrazio celebrò i divini misteri nell’atto di diffondere il Cristianesimo e la cui presenza è stata testimoniata dai fedeli fino al 1943, anno in cui la chiesa fu distrutta a causa dei bombardamenti.
La chiesa di Valverde, nel corso dei secoli ebbe varie vicissitudini, fu ricostruita per ben due volte: dopo un violento incendio nel 1854 e il successivo devastante bombardamento del 1943, venne riedificata e consacrata nell’Agosto del 1948 dal Vescovo Mons. Antonio Catarella.
Il 26 agosto del 1984, fu elevata da Mons. Sebastiano Rosso a Santuario Mariano della città e, dopo vari interventi di miglioramento, il 27 agosto 1997, fu consacrata da Mons. Vincenzo Cirrincione.
Il simulacro ligneo della Vergine, opera dello scultore ennese Giovanni Gallina, costituisce oggi il cuore del santuario.
Fatto realizzare dalla nascente collegiata nel 1646, il Simulacro della Madonna si è conservato miracolosamente illeso, nonostante le incredibili devastanti vicissitudini della chiesa.
La venerata immagine di Maria SS. di Valverde, avvolta dal ricco drappeggio delle vesti, con un viso raggiante, accogliente e misericordioso, si erge maestosa, imponente, sostenendo e mostrando il piccolo Gesù benedicente, con un gesto che la pone in secondo piano, mettendo in evidenza il suo divin figlio, che regge e mostra come un ostensorio.
Il simulacro è impreziosito ancora oggi da due corone argentee, da un mantello finemente decorato con fili d’oro confezionato nel 1855 dalle devote del quartiere Fundrò. In passato il simulacro della Madonna veniva rivestito da numerosi monili d’oro, ex voto dei fedeli accumulatisi nel tempo, che nel 1936 furono requisiti dal regime fascista.
Il santuario di Valverde oggi è certamente tra i luoghi mariani più vitali della città, particolarmente curato dalla confraternita.
La chiesa di Valverde però, non può caratterizzarsi solo come santuario mariano, essa è un luogo fortemente simbolico, un segno che ci rimanda al “primo annuncio evangelico” ed è questo che la rende ancor più speciale: Valverde è il solco dove fu sparso il seme del Vangelo, un luogo umile e periferico della dell’antica città di Enna, in cui si udirono per la prima volta i nomi di Gesù e di Maria, un luogo dove rifulse la luce della civiltà cristiana e la pianta del Vangelo è germogliata, portando frutti di santità: ricordiamo Sant’Elia, il Beato Girolamo De Angelis, riconosciuti tali dalla Chiesa Universale e tanti altri concittadini morti in fama di santità.
Il santuario di Valverde potrebbe essere, ancora oggi, un luogo da dove far ripartire l’azione rievangelizzatrice della comunità ecclesiale ennese, l’auspicata “chiesa in uscita” di Papa Francesco, per una rinascita spirituale della nostra città.
Come in questo luogo ebbe inizio l’abbandono del culto idolatrico di Cerere, possano gli ennesi da questo luogo riscoprire la propria vocazione cristiana con l’aiuto di Maria, rinunziando alla seduzione di nuovi idoli per ritornare a Dio.
Purtroppo la festa della Madonna di Valverde che si celebra l’ultima domenica di agosto, anziché celebrare le “origini del Cristianesimo” ed accomunare tutta la comunità ecclesiale cittadina in una grande festa in cui si celebrano le proprie origini, si presenta come una “riduttiva” festa di quartiere, una fra le tante feste mariane della nostra città e come una ripetizione in piccolo della festa del 2 luglio.
Se la processione della Madonna della Visitazione rappresenta una rievocazione della visita di Maria a S. Elisabetta con la partecipazione dei simulacri di San Giuseppe e San Michele, il corteo processionale di Valverde dovrebbe, a mio avviso, far precedere il fercolo della Madonna dal simulacro del vescovo evangelizzatore che innalza la croce, oltre all’immagine di San Michele, l’angelo che lotta contro ogni forma di idolatria; ciò farebbe acquisire alla festa quell’identità che si merita.
PREGHIERA A MARIA SS. DI VALVERDE
“per una Chiesa in uscita”
O Maria SS. di Valverde,
aurora che precedesti
la luce del Vangelo
nell’antica città di Enna,
fugando le tenebre
del culto idolatrico di Cerere,
mostrati ancora a noi benevola
come un dì ti mostrasti ai nostri padri,
e fa’ risplendere
la luce dell’amore cristiano,
in quest’ora in cui l’oscurità
di nuove idolatrie,
allontana dall’unico vero Dio.
Si rinnovi in questa terra,
mediante il tuo Cuore immacolato,
la nostra incondizionata
adesione al Vangelo,
per essere testimoni credibili
dell’amore e della verità di Dio.
O Maria SS. di Valverde,
suscita straordinari e gioiosi evangelizzatori
nella comunità ecclesiale ennese,
perché sia veramente una chiesa “in uscita”
che sappia condividere con il mondo
le sue ansie di salvezza,
rendere ragione della propria fede,
e comunicare una parola di speranza,
con uno slancio che nessuno,
può spegnere.
Come una nuova aurora,
ritorna ad annunciare o Maria,
l’arrivo di un giorno nuovo per questa città,
in cui le tue mani materne e misericordiose
la riconsegneranno,
nuovamente vittoriosa su ogni idolatria,
al tuo Figlio Divino.
Amen.
30.05.2019 Francesco Gatto


