Politiche sociali: Cgil e Spi Sicila, trasferimenti nazionali a rischio per ritardi, difficoltà e mancato intervento della Regione. Sindacati scrivono a ministero e a governo regionale
Palermo, 26 giu- Tra “ritardi nella spesa da parte dei distretti socio- sanitari, mancato intervento della regione e superficialità del ministero competente – che ha approvato linee guida che non rispondono ai criteri stabiliti dal ministero stesso- la Sicilia rischia di perdere i finanziamenti nazionali per le politiche sociali del triennio 2022/2024 e di quelli successivi. L’avvento dell’autonomia differenziata renderebbe in questo contesto ancora più fragile se non addirittura inesistente il sistema del welfare nella nostra regione”. Lo denunciano la Cgil e Lo Spi Sicili in una nota a firma Francesco Lucchesi ed Elvira Morana ( Cgil), Maria Concetta Balistreri e Pippo Di Natale ( Spi), inviata alla ministra del lavoro e delle politiche sociali, al Presidente della Regione e alla giunta regionale. In mancanza della rendicontazione della spesa da parte dei distretti socio- sanitari per almeno il 75% “non si potrà accedere ai finanziamenti delle annualità successive – ricorda la nota- non rendendo di fatto operativi i livelli essenziali di processo e di sistema previsti dal Fondo nazionale per il contrasto alla povertà e dal Fondo nazionale per la non autosufficienza allo scopo di omogenizzare il godimento dei diritti su tutto il territorio nazionale”. Cgil e Spi rilevano l’incongruenza data dal fatto che “il governo nazionale legifera sul taglio dei trasferimenti in assenza della rendicontazione del 75% e contemporaneamente prevede la preliminare definizione dei Leps per l’autonomia differenziata. Questo rivela- sostengono gli esponenti di Cgil e Spi- che non tiene affatto conto delle difficoltà che vivono i comuni della nostra regione, 147 su 391 commissariati, 69 in dissesto e 43 in predissesto. Il tutto come sempre nel silenzio delle istituzioni regionali”. Cgil e Spi Sicilia chiedono “l’individuazione in modo trasparente e condiviso di soluzioni per superare l’impasse che si va a determinare e uscire dal loop, a tutela degli uomini, delle donne, dei bambini, degli immigrati, dei disabili della Sicilia. Il governo regionale- sostengono i sindacalisti- non può sottovalutare o ignorare la partita che si gioca sulla pelle dei più fragili, e i rischi che si corrono nel totale disinteresse del governo nazionale”.


