I percorsi di sensibilizzazione e sussidio all’insegnamento trasversale dell’educazione civica che coinvolgono centinaia di scuole, continuano ad impegnare la Rete Civica della Salute in tutto il territorio siciliano. Recentemente è stato avviato il progetto pilota “Cyberbullismo e Dark Web: lo sapevi che …” presso l’istituto “G. Arcoleo” di Caltagirone, in provincia di Catania.
L’iniziativa è finalizzata ad orientare le nuove generazioni all’inclusione, all’integrazione sociale, alla lotta contro il bullismo e cyberbullismo. Un tema importante e attuale che vede protagonista RCS nella promozione di comportamenti improntati alla cittadinanza attiva.
Il primo incontro del progetto pilota “Cyberbullismo e Dark Web: lo sapevi che …” è stato introdotto da Florinda Perrotta, Riferimento Civico accreditato presso il comune di Mineo, gli interventi hanno coinvolto Savina Vigilanza, Coordinatrice del Distretto Socio Sanitario di Caltagirone e il dottor D’Alessandro presidente dell’AIAS di Caltagirone. Gli alunni hanno partecipato a laboratori formativi e attività sui “Supererrori nel web”, con il supporto di Beatrice Petrosino ASP Catania e di Francesca Di Martino dell’AIAS di Caltagirone.
Gli incontri per la “Generazione Z” dell’Istituto Majorana-Arcoleo – che ruotano sul tema della prevenzione dei rischi della cittadinanza e della comunicazione digitale – continueranno nel territorio calatino ad aprile e si concluderanno a maggio.
All’interno del progetto sono state coinvolte diverse realtà di rilievo. La Fondazione Concetta D’Alessandro, AIAS di Caltagirone che ha da subito voluto far parte di questo macro-progetto, offrendo le proprie professionalità e permettendo agli elaborati delle quarte classi di partecipare, dopo una prima selezione interna di fine progetto RCS, al Giffoni Film Festival.
Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale Sicilia Orientale, durante il secondo incontro reso possibile grazie alla collaborazione con i dirigenti La Bella e Freni, ha consentito ai giovani studenti di comprendere gli aspetti prettamente legali e penali di alcuni comportamenti cibernetici, ma anche le soluzioni per un corretto utilizzo degli strumenti digitali.
I contenuti dell’incontro sono stati curati dall’Agente scelto Paolo Catania che, insieme al collega Assistente Capo Silvano Cracco, ha colto l’attenzione di circa 300 ragazze e ragazzi in un’aula gremita.
Nei prossimi incontri saranno svolte attività di Peer Tutoring, inoltre gli specialisti in cyber security – provenienti dagli Stati Uniti d’America e facenti parte dei Community Programs – offriranno un punto di vista internazionale, affronteranno il tema del primordiale inizio dal quale è scaturito il dark web, a partire dalle piattaforme statunitensi utilizzate per comunicazioni governative dal DoD (Dipartimento della Difesa USA).
Quello del cyberbullismo è un argomento delicato, incide sulla quotidianità del target coinvolto, pone al centro “le vulnerabilità all’interno della vulnerabilità stessa”. Ecco perché la Fondazione Concetta D’Alessandro, Aias Caltagirone ha offerto il prezioso supporto di Francesca di Martino, psicologa e psicoterapeuta.
Per la natura del progetto che stimola la prevenzione e per il legame tra RCS e le ASP territoriali, anche il SerD di Caltagirone ha deciso di dare il suo massimo supporto, coinvolgendo Beatrice Petrosino, psichiatra e psicoterapeuta e lo staff correlato.
Per stimolare una visione sociologica e nell’ottica di poter replicare il programma di attività già iniziato, la Coordinatrice Savina Vigilanza ha incluso tra le attività la somministrazione di due questionari (iniziale e finale), totalmente anonimi, per registrare fondamentali dati di tipo quantitativo e qualitativo, utili a comprendere lo status quo di partenza, le eventuali necessità a lungo periodo, ma soprattutto l’utilità di programmi con queste finalità.
«Siamo già in grado di fornire e condividere importanti risultati – spiega Savina Vigilanza – I ragazzi del target prescelto sono spesso protagonisti, loro malgrado, di atti di bullismo e cyberbullismo, più delle ragazze; nonostante i ragazzi siano statisticamente più colpiti da questi fenomeni, trovano più difficoltà nell’aprirsi o nel chiedere aiuto; l’interesse verso l’argomento ma soprattutto verso le modalità innovative entro cui è stato proposto hanno riscosso un successo non indifferente: oltre l’85% del target coinvolto subito dopo il primo incontro – circa 250 studenti – chiede che si parli di questi argomenti in modo costruttivo, moderno e proattivo».
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