PRESIDENTE DELL’OSPEDALE DI ENNA – Capitolo 2
La mia Presidenza dell’Ospedale terminò con le mie dimissioni presentate dopo la sentenza di assoluzione, perché il fatto non costituiva reato,di un presunto peculato per la distrazione della somma di L.250000..
Questi i fatti.
L’Ospedale di Enna era stato il primo in Sicilia a modernizzare la gestione di diversi servizi, iniziando con la contabilità, servendosi dell’ausilio dell’IBM che aveva fornito le apparecchiature.
L’IBM necessitava, per garantire i servizi, di quattro persone, due programmatori e due operatori, effettuando una selezione tra il personale in servizio.
Con la valutazione dell’IBM solo tre persone risultarono idonee e si decise, per il quarto posto, di fare sottoporre al test le persone risultate idonee al regolare concorso per ragioniere, definito soltanto pochi mesi prima, e una risultò idonea.
Al soggetto prescelto, che doveva frequentare assieme agli altri tre un corso a Roma presso l’IBM per la durata di un mese, venne accordato un anticipo di L. 250.000 uguale a quello concesso agli altri, in acconto delle spese da sostenere.
Immediatamente, con la precisione di un orologio svizzero, quasi alla vigilia delle elezioni regionali, venne sequestrata la delibera che prevedeva questo acconto di L.250.000 anche per un soggetto non ancora dipendente.
Ma la magistratura mirava a ben altro e questa fu un’occasione d’oro, documentata dal fatto che, fin dall’inizio, non si cercò la documentazione relativa al “presunto reato” contestato, ma vennero estesi i controlli su tutta l’attività dell’Ospedale, acquisendo circa un quintale di “carte”, nell’affannosa ricerca di trovare qualcosa di grosso.
Purtroppo, per loro, non riuscirono a trovare un bel niente.
Una iniziativa certamente pilotata da “amici interessati” e gestita da “altri amici interessati”, allo scopo di creare quelle condizioni che determinarono la mia autoesclusione da una nuova facile candidatura per il rinnovo dell’Assemblea Regionale. .
Candidato alle elezioni regionali non eletto, ottenni un notevole suffragio (13.302 voti di preferenza), risultato che avrebbe determinato una nuova automatica candidatura, da me stesso esclusa per il procedimento penale in corso.
Queste le notizie date ad orologeria dalla stampa alla vigilia delle elezioni regionali. Non mi risulta essere stata data dalla stessa stampa, con la stessa evidenza la notizia dell’assoluzione perché il fatto non costituiva reato.
Nelle successive elezioni regionali venne eletto Salvatore Plumari con 8.121 voti, esattamente con 5.181 voti in meno dei 13.302 ottenuti da me nella precedente consultazione, in concorrenza allora con il Presidente della Regione Giuseppe D’Angelo, non ripresentatosi, e con l’Assessore alla Pubblica Istruzione Giuseppe Sammarco.
Nell’arco di due lustri, 1962/1973, dopo avere effettuato una grande manutenzione straordinaria dei vecchi locali esistenti, nel periodo maggiore della crisi degli appalti a causa di una inflazione galoppante che rendeva inutilizzabile ogni previsione di spesa, sono riuscito a realizzare quattro grandi interventi, di cui uno lasciato in corso d’opera (il centro servizi), che fecero aumentare, come già detto, da meno di 150 a più di 600 i posti letto,
Nell’ordine questi gli interventi:
Il primo: la costruzione del padiglione destinato alla Neurologia.
Ospedale Umberto I di Enna.
Un angolo del nuovo padiglione di Neurologia
Il secondo: Tre piani del nuovo padiglione di Chirurgia.
Il terzo: il padiglione di Medicina.
Ospedale Umberto 1 di Enna.
Il nuovo padiglione di Medicina
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Il quarto: il Centro servizi
Queste sono state le realizzazioni materiali da me realizzate, ma molte di più sono le considerazioni generalmente riconosciute, sull’ottima funzionalità di tutti i servizi sanitari.
Resta il fatto di essere stato indiziato del reato di “presunto” peculato per la distrazione della somma di L. 250.000, dopo avere rinunziato a compensi per oltre quindici milioni di vecchie lire degli anni ’60
.Le mie dimissioni vennero presentate dopo l’esito della sentenza di assoluzione, per non avere commesso il fatto.
Questi ricordi, quando ne parlo o li descrivo sottolineo che posso raccontarli anche a distanza di oltre cinquant’anni, perché ancora potrebbero essere smentiti dal dr Corrado Corso, già ragioniere capo dell’Ospedale.


