LA RELIQUIA DI SANT’ELIA IL GIOVANE DI ENNA
“Ogni singolo frammento, rappresenta il corpo nella sua interezza”
(Mons. Milito, Enna 17.08.2023)
<< Noi non adoriamo le reliquie dei santi, come non adoriamo il sole e la luna, li onoriamo bensì per adorare Colui di cui sono testimoni; onoriamo i servitori affinché l’onore tributato ad essi ridondi di onore al Signore che ha detto: “Chi accoglie voi accoglie me”. >>
(San Girolamo)
Le reliquie, dal latino reliquiae che significa resti, riguardano i resti mortali di un santo o anche gli indumenti e oggetti ad esso appartenuti.
Per antichissima tradizione la Chiesa le ha sempre proposto le reliquie alla venerazione dei fedeli, correggendone abusi e deviazioni, ispirandosi ai più naturali sentimenti del cuore umano, come la tenera e gelosa venerazione di oggetti appartenuti ad un caro defunto.
Il culto delle reliquie nasce con la venerazione del corpo dei martiri, in quanto depositari di spirituali energie, cioè come (vas) dello Spirito Santo, che li ispirò e sostenne nelle terribili sofferenze del martirio.
Lo scopo di questo culto è quello di proclamare le meraviglie di Cristo nei suoi servi offrendo ai fedeli un esempio da imitare.
Gli ennesi sapranno apprezzare il dono della reliquia di Sant’Elia? I nostri cuori, le menti i nostri occhi sapranno guardare al prezioso dono spiritualmente che ci è stato dato? Un frammento osseo che ci rimanda al corpo di Sant’Elia, “in ogni singolo frammento, è il corpo, rappresenta il corpo nella sua interezza” che ci rimanda inevitabilmente alla grandezza della sua figura e testimonianza di fede.
Sapremo riconoscere nella reliquia del nostro Sant’Elia un segno di spirituali memorie, un vincolo pio e cordiale che ci collega a lui?
Spero che nella nostra gioiosa e piissima venerazione della reliquia di Sant’Elia, trovi compimento la promessa di un culto sincero, garanzia d’una gelosa e fedele custodia!
<< Le reliquie ci indirizzano a Dio stesso: e Lui infatti che, con la forza della grazia, concede ad esseri fragili il coraggio di testimoniarlo davanti al mondo. Invitandoci a venerare i resti mortali dei martiri e dei santi, la Chiesa non dimentica che, in definitiva, si tratta sì di povere ossa umane, ma di ossa che appartengono a persone visitate dalla Potenza viva di Dio. Le reliquie dei santi sono tracce di quella presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo, manifestando il Regno dei cieli che è dentro di noi. >>
(Benedetto XVI, discorso ai giovani alla Giornata Mondiale
della Gioventù, Colonia, 18 agosto 2005)
Francesco Gatto
Enna 19. 08. 2023
Foto di Gabriele Scavuzzo


