Segnalazione del danneggiamento del sito archeologico di via Borremans a Enna bassa e quantificare il danno. Lo ha fatto il presidente della sezione di Enna di Siciliantica Sandro Amata inviato una comunicazione in merito al Soprintendente Angelo Di Franco ed alla responsabile del servizio Beni Archeologici Carla Mancuso. Sandro Amata nella sua comunicazione ricostruisce la storia di questo sito un villaggio risalente al periodo dell’età del Rame siciliano datato quarto – terzi millennio prima di Cristo. Nei primi anni del terzo millennio, quando alla guida della Soprintendenza di Enna c’era Lorenzo Guzzardi, in questa area di via Borremans che viene il primo insediamento dell’uomo nella città di Enna, vennero scoperti focolari e pozzetti da dove vennero recuperate diverse cassette di frammenti ceramici e strumenti in pietra di quel periodo. “Nell’anno 2001 a seguito di una segnalazione dell’Archeoclub di Enna, venne scoperto, in via Borremans, in uno dei terrazzi della parte alta della valle del Torcicoda, un insediamento risalente all’Età del Rame – scrive nella nota – in quella occasione furono recuperate diverse cassette di frammenti ceramici e contemporaneamente fu redatto un verbale da parte del responsabile della Sezione Archeologica della Soprintendenza di Enna, nel quale si dava al proprietario la prescrizione di non eseguire opere che potessero danneggiare l’importante sito archeologico. L’altro giorno passando per la via Borremans abbiamo potuto constatare la presenza di opere edili che molto probabilmente hanno danneggiato in modo irreparabile il deposito archeologico. Con la presente si chiede a chi di competenza di volersi attivare affinchè venga quantificato il danno archeologico. Amaro constatare – conclude Amata – che se da un lato la città viene candidata a capitale della cultura, dall’altro però si consente di poter effettuare scempi del genere patrimonio archeologico della città”.


