CONSIDERAZIONI SUL “ROSATELLUM”
Continuano le discussioni sull’effetto che ha prodotto il “Rosatellum” sul risultato delle recenti elezioni, senza tener conto che lo stesso negativo effetto era stato già prodotto in occasione delle precedenti elezioni.
Rosatellum che è stato difeso in occasione delle recenti elezioni dal centro-destra, dal momento che le previsioni lo davano in posizione di sicura maggioranza.
Mi sono ricordato di una mia nota sul Rosatellum pubblicata il 19 maggio del 2017 su diversi giornali on line, su facebook e inserita alla pagine 61 del mio terzo libro di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana ed ho pensato di riproporne lo stralcio:
“Senza volere entrare nel merito della legge per quanto riguarda il sistema elettorale, cosa che ha già creato e continuerà a creare grandi difficoltà, non è accettabile la proposta contenuta nel “Rosatellum” relativa alla quota del 50% proporzionale, la espressione “quattro candidati per lista bloccati”.
Espressione che non parla del voto di preferenza e che determinerebbe la nomina del 50% dei parlamentari.
Problema questo superficialmente sfiorato dalla Corte Costituzionale nell’esaminare la costituzionalità del “Porcellum”.
Forse il testo della Costituzione è stato emendato ad insaputa di tutti, perché la lettura dell’art. 51 “ Tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possano accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di eguagianza, secondo i requisiti stbiliti dalla legge” è di una chiarezza tale da non consentire a nessuno, specie alla Corte Costituzionale, una “particolare” interpretazione.
Corte che a volte vede, a volte non vede ed a volte stravede.
In una mia nota dell’8 luglio 2013, pubblicata sempre su questa testata e inserita alla pag. 80 del primo volume del libro “Cronaca e riflessioni sulla politica italiana”, così mi esprimevo: “Quando la più alta Autorità di garanzia garantisce niente, significa che siamo veramente alla frutta”.
Ed ora, con l’aiuto di molto bicarbonato, ad una pesante digestione.


