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RICORDI DEL PASSATO PREPARIAMO LA NOSTRA SOLITA STRATEGIA NON C’E’ DUE SENZA TRE

Riccardo Maggio 31, 2022 4 minuti letti

RICORDI DEL PASSATO
PREPARIAMO LA NOSTRA SOLITA STRATEGIA
NON C’E’ DUE SENZA TRE

Nel 1914 l’Italia che faceva parte della cosiddetta Triplice Alleanza con la Germania e l’Austria, non entrò in guerra a fianco di Germania ed Austria come previsto dal trattato della Triplice Alleanza. Il Governo di allora era consapevole che l’alleanza con l’Austria, oltre ad avere oppositori in Parlamento, era avversata anche dall’opinione pubblica che avrebbe preferito restare neutrale o rispettare la Triplice Alleanza ed entrare in guerra a fianco di Germania ed Austria, dal momento che l’Austria si era dichiarata disponibile a concedere bonariamente le cosiddette terre italiane irridente.
Ma un accordo con la Triplice l’Intesa prometteva di più, visto che avrebbe assicurato, oltre a quanto richiesto all’Austria, anche l’espansione sulla costa orientale dell’Adriatico e di consistenti vantaggi coloniali.
Il governo fece il primo dietro fronte e firmò il 26 aprile del 1915 il patto di Londra, con in quale l’Italia si impegnava di entrare in guerra a fianco della triplice Intesa e combattere la Prima guerra mondiale che ci costò, tra l’altro, oltre seicentomila morti, per ottenere poco più di quello che l’Austria si era dichiarata disponibile concederci bonariamente.
Verso la fine egli anni ’30, alla vigilia delle Seconda Guerra Mondiale, venne creata la cosiddetta “Alleanza dell’Asse” tra la Germania, l’Italia ed il Giappone con la quale venne stabilito che le rispettive politiche estere e la loro unione si basava su tre principali obiettivi comuni: l’espansione dei propri territori con la costituzione di veri e propri imperi attraverso la conquista militare dei territori, il rovesciamento dell’ordine internazionale creatosi dopo la Prima guerra mondiale e la neutralizzazione del Comunismo sovietico.
La storia della fine della Seconda guerra mondiale iniziata nel 1939 è più recente ed ancora ricordata da molti, è molto simile a quanto sta accadendo oggi all’Ucraina.
Il 1° settembre del 1939 le truppe tedesche invasero, senza alcun preavviso la Polonia. A distanza di pochi giorni l’Inghilterra e la Francia dichiararono la guerra alla Germania. Nel giro di qualche mese la Germania aveva occupato quasi metà della Francia ed il nostro Duce, legato dal patto e convinto della immediata fine favorevole del conflitto, il 10 giugno 1940 alleato della Germania, dichiarò la guerra alla Francia ed all’Inghilterra.
Purtroppo, la evoluzione della guerra non fu breve come previsto, durò circa sei anni e la fine registrò che l’Italia, alleata della Germania, dopo un armistizio senza condizioni ottenuto l’8 settembre del 1943, fu costretta utilizzare quello che restava del proprio esercito, con l’alto aiuto di molti partigiani, contro i tedeschì che da “vecchi amici” occupavano tra l’altro gran parte del nostro Paese, dando vita ad una pesante guerra civile.
Oggi siamo alla vigilia della terza storia con l’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia. esattamente quello che fece Hitler nel 1939 nei confronti della Polonia.
La tanto decantata unità dei paesi dell’Unione Europea, sotto la tutela dell’irresponsabile, arrogante e pericoloso Presidente americano Biden, ogni giorno viene messa in discussione da parte di molti Stati.
Non è mia intenzione entrare nelle tematiche della particolare situazione miliare che si sta sviluppando ogni giorno, tutto affidato alle continue pericolose mediazioni per le decisioni da adottare da 27 capi di governo, rese sempre più difficili dalla prevista “unanimità” per le particolari decisioni da adottare.
L’Ungheria ha minacciato di porre il veto all’embargo del petrolio bloccando ogni iniziativa, mentre la Germania cerca di limitare il blocco della fornitura di gas, considerando preminente l’interesse dei loro paesi.
Il nostro Presidente Draghi cerca di chiacchierare da solo con Putin e il giorno successivo non viene invitato dal Presidente della Francia Macron e dal Cancelliere della Germania Olaf all’incontro virtuale con Putin.
Perché due incontri, anche se virtuali, diversi? Forse perchè cominciano a diffidare sulla tenuta dell’Italia.
La storia è dalla loro parte e noi staremo a vedere, nella speranza di non essere costretti a pagare caro il nostro ondivago comportamento.
Oggi, intanto, paghiamo l’errata valutazione fatta dai nostri cosiddetti “Grandi” degli effetti del cosiddetto blocco di tutto nei confronti della Russia e, nel contempo, ci lamentiamo delle decisioni assunte dalla Russia nel tentativo di ridurre al minimo danni che il nostro blocco sta producendo alla loro economia.
Speriamo che la guerra durerà poco, perché il logoramento dell’istituzione europea, con 27 teste che inseguono interessi particolari, potrebbe portare il popolo dell’Unione europea a creare le condizioni di sfascio totale.

angiolo alerci

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