IL CREPUSCUOLO DI UN IMPERO: L’URSS
“Il crepuscolo di un impero: l’URSS” è il titolo del libro di Giuseppe e Sabina Candura, nisseni, stampato dall’editrice Papiro nel 1990, che l’editore di allora dr. Andrea D’Affronto ha voluto omaggiarmi.
Col dr. D’Affronto trascorriamo la sera molte ore insieme da moltissimi anni, abitando nello stesso palazzo, parlando dei fatti del giorno ha voluto donarmi questo interessante libro che può rappresentare un volume di un grande interesse storico, dal momento che l’effetto del “Crepuscolo di un impero” verificatosi degli anni ’90, è la causa di quanto sta succedendo oggi.
Un libro interessantissimo per quanto riguarda la storia della Russia, trattata in modo molto chiara ed altrettanto documentata.
Questi i capitoli:
-La Russia dalla preistoria al secolo XVII
-La Russia da Pietro il Grande alla dittatura comunista
-Dall’ infame patto Ribbentrop – Molotoff del 1939, alla fine del secondo conflitto mondiale
-La Repubblica socialista federativa sovietica Russa dal 1985
-Le repubbliche socialiste sovietiche del settore europeo e la loro sorte politica futura
-Le repubbliche socialiste sovietiche della Transcaucasica, del Turkestan, dell’UCRAINA e della Bielorussia
-Concludendo con L’URSS verso il 2000.
Alla pag.151 del suo libro l’autore scrive “La Russia, infatti, e ciò va a suo demerito, nella sua storia plurisecolare non ha mai avuto una tradizione democratica, che non si può inventare dall’oggi al domani.
Questa evenienza costituisce una remora molto grave e foriera di impensabili sviluppi.
Alla pag.155 l’autore scrive: “I suoi esponenti non perdonano a Gorbaciov la liquidazione dell’antemurale occidentale dell’Impero, dal Baltico al Mar Nero e la posizione del fautore della perestroika è stata, purtroppo, incerta
.E’ stata questa incertezza, causata dalla breve durata del mandato di Gorbaciov di appena un anno, a creare le condizioni al novello Stalin, di cui ne è la brutta copia, di creare nella zona, con il rischio di contagi, quello che le televisioni continuamente ci consentono di vedere.
angiolo alerci


