LO SCHERZO DI “GIUFA’”
Esattamente sette anni fa, in occasione della prima elezione dell’on.Sergio Mattarella Presidente della Repubblica, ricordandomi di un articolo apparso sul giornale “Il Solco”, Direttore Pietro Vento, che si pubblicava a Enna negli anni 1944,1945 e 1946, mi recai presso la biblioteca “Giufà” e, dopo un po’ di ricerca, la persona addetta mi portò tre faldoni del giornale.
Alla persona addetta confermai che a me interessava quello relativo al 1945, che incominciai a sfogliare in modo accelerato e disinvolto, tanto che spinse l’impiegata a dirmi: ma così che cosa sta cercando?
La mia risposta : ho un ricordo fotografico di un articolo che spero di trovare.
Dopo pochissimo tempo presentai all’impiegata l’articolo che cercavo e che avevo già fotografato.
Si trattava di un articolo a firma di Eugenio Termine, relativo al primo comizio politico post fascismo, fatto a Enna dall’Avv.Bernardo Mattarella, padre di Sergio, per la nascente Democrazia Cristiana.
Articolo da me trasmesso al Presidente Mattarella assieme ai miei auguri di buon lavoro.
Sfogliando i giornali relativi al 1945 fotografai alcuni articoli che attirarono la mia curiosità, precisamente una polemica tra il Farmacista Tanteri, già popolare con Sturzo e il monarchico avv,Giulio Marchese Arduino, l’attività del primo Prefetto post fascismo Avvocato Bruno e le manifestazioni contro l’iniziativa dei comuni di Barrafranca e Pietraperzia di lasciare la nostra provincia, per essere aggregati a quella di Caltanissetta.
Essendo stato avvicinato dalla dottoressa Nietta Bruno, nipote dell’ allora Prefetto, per effettuare delle ricerche sull’attività del nonno e dal giornalista di Barrafranca Vincent Piombino, interessato a conoscere alcuni particolari relativi al fallito tentativo di Barrafranca e Pietraperzia, ho confermato agli stessi che la mia ricerca era stata fatta presso la Biblioteca Giufà sui giornali “Il Solco” e che li avrei accompagnati, anche perché interessato ad altre particolari ricerche su quel periodo.
Ma la sorpresa è stata quella che di quei giornali non c’è traccia. “Forse sono nel magazzino di Pergusa, se non sono stati già mangiati dai topi? ”.
Spero che si trovino a Pergusa non danneggiati dai topi.
angiolo alerci


