ESTASI NAZIONALE: ANCHE AD ENNA TORNANO LE “NOTTI MAGICHE”.
“Notti Magiche, inseguendo un goal…!” cantavano Gianna Nannini ed Edoardo Bennato in “Un’estate italiana”. Un pezzo inedito, composto per Italia ’90, cantato da milioni prima e dopo le gare del fatidico mondiale casalingo a cui gli Azzurri parteciparono tenendo alta la testa. Poi ancora, a Pasadena 1994, in Rose Bowl con Baggio e Baresi che in finale sparano alto. In quel decennio magico, spento solo dalla fine della generazione novanta con Francia ’98, l’entusiasmo dei supporters azzurri era alla stelle. Aria di festa e di gioia l’ultima volta nel 2006, quando capitan Fabio Cannavaro alzò al cielo la Coppa del Mondo. Quel giorno qualcuno disse: “Il cielo è Azzurro sopra Berlino”; frasi iconiche, rimaste impresse nella mente degli italiani che, per circa quindici anni, non vivranno più “Notti Magiche”.
Anche Enna, di conseguenza, non era più accesa da un po’ per la nazionale. In silenzio gli ennesi si erano stretti il 2 luglio 2016 per sostenere la squadra allenata da Antonio Conte, ma con la Germania non ci fu storia. Tuttavia, ne è passata di acqua sotto i ponti: ieri l’Italia ha trionfato ed ha raggiunto la finale ed anche Enna ha ritrovato uno spirito di gioia, di festa calcistica.
Prima della partita i locali si riempiono, le case si svuotano, la gente esce per assistere alla partita ai locali. La tensione si palpa, è alle stelle, specie per i più giovani che non hanno mai visto la nazionale tagliate traguardi così blasonati. L’aria è tersa, pulita, così come il cielo perché non passa nulla sopra Enna, nemmeno tra le vie della città. Il paese si spegne per l’incontro e si risveglierà solo dopo. E poi c’è l’inno di Mameli: c’è chi lo canta, c’è chi lo snobba, ma in fondo lo si adora e lo si apprezza anche se forse non tutti ne conoscono la cultura ed i contenuti. “Dell’elmo di Scipio”: Scipione l’Africano, condottiero romano, distruttore di Cartagine, nemico di Annibale Barca, condottiero punico. Curiosità? I due si sono scontrati durante il conflitto che più ha segnato un periodo e Roma, in seguito a quel trionfo, conquistò una parte della penisola iberica. Coincidenze?
Inizia la partita: l’Italia soffre ed i volti gioiosi dei supporters azzurri si fanno più seri. Gli spagnoli giocano bene, non sono più le Furie Rosse ma sono i “Pesci Rossi” e lo si vede dal loro tipico tiki taka “Alla Guardiola”. Passano i minuti, finisce il primo tempo, un sospiro di sollievo e si ritorna alla sofferenza; l’Italia c’è, respira e porta a casa un goal all’Italiana: catenaccio e contropiede. Esultano tutti, si abbracciano i ragazzi, gli adulti ed anche gente che non si è mai incontrata prima d’ora. È l’estasi di una rete tanto pesante quanto importante. Il pareggio di Morata è una mazzata: l’allegria e la gioia vengono sostituiti dalla paura. Si vede sui volti anche dei veterani, degli anziani che hanno vissuto le vere “Notti Magiche” che qualcosa non va. Qualcuno continua ad incitare, la maggior parte si rassegna; in entrambi i casi si soffre e si attendono i supplementari, poi i rigori. Parte Locatelli per il primo penalty, sono tutti fiduciosi e chiamano un coro ma Unai Simon non si fa infilare e para. All’errore del giovane Dani Olmo si scoppia di gioia, l’Italia è ancora viva. L’urlo di gioia definitivo, però, giunge quando Donnarumma para ad Alvaro Morata. Per Jorginho, campione d’Europa in carica, è una formalità segnare, lui è uno specialista. La gioia degli ennesi è incommensurabile, imparagonabile con nulla al mondo. Sono tutti presenti fuori, tutti, anche chi non è un un fan accanito del mondo del pallone, ma sono tutti sotto un unico vessillo. E proprio tale bandiera viene issata fuori dalle macchine, trasportata sui motorini, sventolata dai ragazzi e dagli adulti che hanno deciso di dipingere il Belvedere d’azzurro. E la festa è grande, la piazza è gremita: si crea una coda di macchine, i motorini fanno slalom tra i passanti e le autovetture, c’è chi attacca la radio e fa ballare e danzare tutti. Si canta insieme: “Notti Magiche… inseguendo un goal!”. È tornata l’estasi della nazionale. In attesa della finale Enna si è colorata di musica, festa, trombe e bandiere. Ed anche l’Etna, da lontano, festeggia insieme a noi…
Matteo Franco Russo


