Il docente universitario Francesco Sgro, è il nuovo delegato provinciale del Cip, il Comitato italiano Paralimpico. Succede a Roberto Pregadio entrato a fare parte della giunta regionale dello stesso comitato. Professore Associato di Scienze dello Sport presso l’Università degli Studi di Enna, Ateneo in cui riveste anche il ruolo di vice-coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate” e di Responsabile Scientifico del Laboratorio di Analisi del Movimento e della Prestazione, Francesco Sgrò di recente è stato eletto componente del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Educazione Motoria e Sportiva (SIEMeS). Il Professore Sgrò è titolare dell’insegnamento di “Metodologia e didattica dell’allenamento sportivo adattato”, esperienza professionale grazie alla quale è entrato in contatto con gli aspetti scientifici, educativi e formativi connessi con il mondo dello sport paralimpico.
Ringrazio il Dott Pregadio, mio predecessore nel ruolo di Delegato, per avermi proposto alla giunta regionale e il Presidente Mussoni per la fiducia accordatami.
“L’obiettivo primario è di promuovere iniziative a supporto dello sport per disabili e di costruire una rete tra l’Università e le Società sportive paralimpiche che operano sul territorio provinciale – commenta – così che, nel rispetto delle singole finalità, si possa determinare una virtuosa azione di mutuo-supporto tra queste realtà territoriali. È indubbio, infatti, come le Società che operano nello sport paralimpico possano giovarsi delle professionalità e delle esperienze di studio e ricerca legate ai percorsi di laurea che formano la figura professionale del Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate. Parimente, il mondo dell’Università ha bisogno di un continuo e proficuo confronto con le Società operanti nel territorio su cui insiste per adeguare la propria offerta formativa alle reali esigenti del mondo del lavoro, per trasferire il know-how sviluppato tramite la ricerca scientifica alle comunità di pratica e per offrire ai propri studenti l’opportunità di entrare in contatto, tramite le attività di tirocinio formativo e/o i percorsi di tesi, con alcune delle dimensioni lavorative per le quali hanno intrapreso il loro percorso universitario”.


