In questi giorni di campagna elettorale è sorto in noi un dilemma, che ha come punto centrale il ruolo della percezione delle cose in rapporto alla loro effettiva realtà, chiaramente in ambito strettamente politico.
Ci siamo chiesti come mai spesso vi è una sostanziale differenza, in ambito mediatico e di sentore comune, tra provvedimenti simili, come il referendum del 2016 e quello che ci apprestiamo a votare.
La differenza è causata, a nostro avviso, dal fatto che la riforma che siamo chiamati a confermare o respingere ci viene presentata come anti-politica e anti-sistema, che quindi andrà a limitare i privilegi di qualcuno lontano da noi e che non influenzerà minimamente le nostre vite future.
Quest’aspetto della questione è, secondo noi, preoccupante, perché implica una sfiducia nelle istituzioni diffusa e radicata nella società, e che va progressivamente aumentando, soprattutto tra i nostri coetanei.
Ripercorrendo le tappe che, dal dopoguerra ad oggi, hanno influenzato il rapporto del mondo dei giovani con la politica, evidenziamo un cambiamento radicale a partire dai primi attacchi a danno dei finanziamenti pubblici ai partiti, la cui abolizione si è concretizzata nel 2013.
Questi attacchi hanno simbolicamente proiettato il mondo della politica in una dimensione lontana dalla società civile, cominciando ad intaccare la percezione che si aveva di essa.
Viviamo in un’epoca in cui, nell’immaginario collettivo, ‘’fare politica’’ è una pratica totalmente estranea al mondo immediatamente vicino a noi, e circoscritta ad un numero variabile di gente verso cui nutriamo sempre, a prescindere da tutto, una forma intrinseca di antipatia e repulsione.
Per questo sentiamo il bisogno di ridefinire il nostro rapporto con la politica, e vorremmo farlo con l’aiuto delle figure istituzionali più vicine al mondo che viviamo in prima persona: i sindaci. Vorremmo che questi si espongano in maniera chiara ed esprimano la loro opinione in merito al referendum, così da provare ad instaurare un dialogo costruttivo, che ci dia informazioni sulle reali conseguenze che questo provvedimento causerà.
Nutriamo grandi speranze sul riavvicinamento delle istituzioni al mondo giovanile che, come qualsiasi rapporto che dia beneficio ad ambo le parti, comincia con il dialogo.
NOstra Enna;


