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INTERVENTO DI PIETRO VANADIA SULLO STATO DI DISSESTO ECONOMICO FINANZIARIO DEL COMUNE DI LEONFORTE.

Riccardo Settembre 3, 2020 22 minuti letti
VANADIA

Questo l’intervento del vice presidente del Consiglio Comunale di Leonforte Pietro Vanadia sulla dichiarazione del dissesto finanziario

INTERVENTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 31.08.2020 DICHIARAZIONE DELLO STATO DI DISSESTO ECONOMICO FINANZIARIO DEL COMUNE DI LEONFORTE.

Sig. Presidente, colleghi Consiglieri Comunali, Sindaco, Assessori, Segretario Comunale, il mio intervento pone l’attenzione su aspetti prevalentemente politici che devono suscitare una profonda riflessione sulla tematica estremamente delicata che ci apprestiamo ad affrontare in questa giornata storica per Leonforte, su ciò che si è fatto, su cosa si poteva fare e su quello che non è stato fatto.
Nell’affrontare l’ordine del giorno nutro sentimenti di rabbia e di amarezza perché dover prendere atto dello stato di dichiarazione di dissesto finanziario del nostro Comune rappresenta una sconfitta per l’intera comunità!
Seguo, ormai da tanti anni le vicende politico-amministrative del nostro ente e ho sempre evidenziato la pessima gestione della cosa pubblica posta in essere negli ultimi decenni …
Tuttavia, leggendo talune affermazioni da parte di certi esponenti politici locali che hanno amministrato ininterrottamente per anni Leonforte che ricoprono o che hanno ricoperto ruoli politici, c’è in atto un assurdo tentativo di cancellare il passato con un colpo di spugna e di attribuire delle responsabilità all’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Barbera: c’è chi afferma che il fallimento del comune è quello di un’intera classe dirigente che ha governato il paese relativamente però agli ultimi sette anni, chi invita il Sindaco ad opporsi in maniera efficace e risolutiva alla richiesta formulata dall’Assessorato agli Enti locali, chi propone alternative e soluzioni non si sa però su quali presupposti giuridici …
Su tutte però risaltano due recenti dichiarazioni apparse sui social: la prima rilasciata dall’attuale consigliere comunale Leonforte (ex assessore al Bilancio nella precedente amministrazione) il quale si domanda come mai la situazione finanziaria dell’Ente è cambiata radicalmente negli ultimi due anni dimenticando però di aver dichiarato in quest’aula che il Comune per più di 20 anni è stato governato dal PD e quindi sono evidenti le cause della grave situazione economico-finanziaria dell’ente e che le responsabilità andavano ricercate nelle gestioni passate (cfr. Deliberazione del Consiglio Comunale n. 127 del 09.10.2020).
La seconda dichiarazione da parte dell’ex Sindaco Sinatra il quale ritiene che è innegabile ed evidente che il dissesto riguarda soprattutto il presente, che l’attuale amministrazione non solo avrebbe mancato gli impegni assunti nel corso di questi anni, ma avrebbe addirittura artato il dissesto!
In pochissimo tempo taluni personaggi della politica locale hanno dimenticato che per tre legislature consecutive il Comune di Leonforte è stato guidato proprio da quella sinistra di cui hanno fatto parte, i cui amministratori hanno, nel corso delle varie legislature, ricoperto tutti i ruoli a loro disposizione: così si sono susseguiti amministratori che durante una legislatura ricoprivano il ruolo di consiglieri comunali per poi ricoprire nella stessa o nella successiva legislatura il ruolo di assessori e/o viceversa … c’è chi ha anche fatto carriera come l’ex Sindaco Sinatra che ha ricoperto praticamente ogni ruolo svolgendo dapprima il ruolo di consigliere, poi per tanti anni il ruolo di assessore e infine quello di sindaco .. un unico gruppo politico che ha gestito ininterrottamente per 15 anni consecutivi la macchina amministrativa leonfortese.
Per questo le dichiarazioni che ho letto sulla stampa locale e sui social sono del tutto pretestuose ed inappropriate: la situazione drammatica delle casse comunali leonfortesi non nasce di certo oggi, così come qualche solone della politica vorrebbe gravemente far intendere …
La gestione dissennata degli ultimi decenni ha portato il nostro Comune al baratro finanziario e le cause sono diverse e, ad onor del vero, non imputabili alla responsabilità di questa amministrazione, che si è soltanto trovata con il cerino in mano.
Tutti dimenticano, colpevolmente, che la problematica del dissesto del Comune di Leonforte sussiste in atto da molti anni e che quello che abbiamo ereditato oggi è la conseguenza di ciò che è accaduto anni prima!
Già nel 2008, allorquando scelsi di candidarmi per la prima volta alle elezioni comunali con la lista civica Uniti per Leonforte “Difendiamo l’Ospedale”, era noto a tutti la grave situazione economico finanziaria in cui già versava il nostro ente: parte del programma dell’allora candidato Sindaco Avv. Ones Benintende si poneva, infatti, come principale obiettivo un necessario e immediato intervento, da affrontare con grande serietà e senso di responsabilità, al fine di risolvere il grave problema finanziario in cui versava il bilancio del Comune di Leonforte.
L’esito di quelle elezioni comunali non ci ha, purtroppo, consentito di intervenire immediatamente per ripianare le casse comunali, ponendo un freno ad una problematica di dominio pubblico che è stata da quel momento in poi colpevolmente ed erroneamente rimandata di anno in anno, di amministrazione in amministrazione tutte politicamente di sinistra!
Che la situazione finanziaria dell’ente fosse drammatica emerge da molte circostanze: basti citare, a mero titolo esemplificativo, la relazione inviata dagli uffici competenti al Commissario ad Acta per il pagamento degli emolumenti al personale Società EnnaEuno Spa, all’interno della quale viene accertato che il saldo di cassa disponibile al 27.01.2012 era pari a zero! (cfr. Determinazione n. 20 del 27.01.2012).
Nel corso di una seduta del Consiglio Comunale del 2012, avente ad oggetto discussione sulla situazione economico-finanziaria del Comune di Leonforte, punto all’ordine del giorno voluto dall’allora Sindaco Bonanno (cfr. deliberazione del Consiglio Comunale nr. 65 del 08.08.2012), veniva lanciato dal primo cittadino l’allarme sulla grave crisi finanziaria del comune, sull’imminente rischio di default finanziario.
Affermava il Sindaco testualmente: “la costante anticipazione di cassa cui deve fare ricorso questo Comune provoca ulteriori problemi, così come i debiti fuori bilancio riconosciuti in questi anni dal Comune per un ammontare di circa € 1.500.000 per far fronte a debiti pregressi (espropri, parcelle di legali ecc …) determinatesi in anni precedenti all’arrivo di questa Amministrazione. Le difficoltà di gestire questo Comune sono sotto gli occhi di tutti” …
Nelle dichiarazioni del primo cittadino e dei consiglieri comunali intervenuti emergeva inequivocabilmente che la grave situazione delle casse comunali leonfortesi non solo fosse in atto ma che la stessa era già sorta negli anni precedenti.
Che la situazione delle casse comunali fosse drammatica emerge anche dalle dichiarazioni rese nelle successive sedute nel corso delle quali si fa espressamente riferimento più volte al dissesto e alla necessità di assumere iniziative urgenti per riequilibrare il bilancio, c’è chi propone anche le dimissioni da parte dell’Amministrazione Comunale e dell’intero Consiglio Comunale (cfr. le Deliberazionei del Consiglio Comunale n. 98 del 30.10.2012 e n. 100 del 31.10.2012).
Come mai, allora, pur conoscendo la drammatica situazione e le pessime condizioni finanziarie deficitarie dell’ente, determinatesi negli anni precedenti, non si poneva rimedio già in quella fase con azioni volte realmente e concretamente ad evitare ciò di cui oggi stiamo discutendo?
Forse perché occorreva ammettere chiaramente una responsabilità politica in capo allo stesso gruppo di amministratori che avevano amministrato negli anni precedenti?
Il dissesto chiaramente doveva essere dichiarato in quella fase politica amministrativa ma chi avrebbe dovuto attuarlo era la stessa parte politica i cui effetti della dichiarazione del default avrebbe colpito direttamente parte dei loro esponenti politici!! Una matassa difficile da sbrogliare …
Molto più semplice andare avanti sperando in un miracolo che purtroppo non è mai arrivato trovando soluzioni pericolose e certamente non risolutive della grave problematica come il piano di riequilibrio finanziario promosso e avallato dal Sindaco Sinatra, il “piano dei fantasiosi sogni” che nella realtà era “fortemente gravoso per i cittadini”, tanto che non ho esitato a definirlo come una vera e propria “quaresima decennale”.
Il Comune di Leonforte, in quella fase, si trovava già in una situazione di strutturale squilibrio nella gestione di cassa tant’è che la Corte dei Conti Sezione Controllo – Sicilia – rilevava il frequente ricorso alle anticipazioni di tesoreria e il mancato ripiano alle forme dell’esercizio.
Tra le cause principali dello squilibrio finanziario registratosi con l’accertamento del disavanzo di amministrazione del Consuntivo 2013 sono state rilevate infatti le anticipazioni di cassa, i riconoscimenti di debiti fuori bilancio ex art. 194 per sentenze esecutive di cause iniziate negli anni ’90 e 2000, in particolare in materia di espropri, e di deliberazioni di atti transattivi degli anni precedenti, i rilevanti costi della politica locale riferiti agli anni dal 2003 al 30/06/2013, la rilevante incidenza (superiore al 50%) della spesa del personale sulle spese correnti, il rilevante contenzioso, oltre all’accertato stato di deficitarietà strutturale dell’Ente che non aveva rispettato 7 parametri su 10 previsti dal vigente Decreto del Ministero dell’Interno, che costituiva un ulteriore fattore di criticità per l’equilibrio finanziario.
La situazione di difficoltà e crisi finanziaria è stata aggravata, secondo il collegio dei Revisori dei Conti (cfr. parere del Collegio dei Revisori dei Conti del 30.12.2014), anche da altre lacune e/o procedure che non erano state attivate o che erano state avviate solo in parte nel triennio precedente: era necessario, a parere del collegio, strutturare un’efficace strumento per il monitoraggio continuo e costante dell’andamento dei flussi di cassa che generavano la liquidità dell’Ente, con l’obiettivo di rafforzare la propria autonomia e di monitorare lo “stato di salute” finanziario dell’Amministrazione, intervenendo in maniera tempestiva allorquando, rispetto alle previsioni programmate, si registravano significativi scostamenti; era inoltre necessario monitorare con molta attenzione la dismissione del patrimonio immobiliare, sia nella fase accertativa che di riscossione contribuendo, anche con azioni straordinarie, ad una sua forte accelerazione che si traducesse in un effettivo incremento della liquidità dell’Ente; occorreva migliorare la redditività del patrimonio immobiliare, adottare tempestivamente e sistematicamente la programmazione del fabbisogno di personale, un rafforzamento e potenziamento delle funzioni dei servizi strategici dell’amministrazione impegnati nella difesa dell’Ente in procedimenti giudiziali, tributari ed in generale di tutela del patrimonio comunale.
Gli equilibri economico-finanziari di un Ente risentono anche della propria capacità di difendersi nei procedimenti giudiziari, che possono determinare notevoli esborsi in caso di soccombenza, nonché incidere in maniera efficace sulla natura e qualità dei crediti iscritti in bilancio monitorandone i termini prescrizionali.
Scrive il Collegio dei Revisori in carica nel triennio 2012-2015 che “nell’esercizio del proprio mandato ha costantemente allertato l’Ente a migliorare la capacità di riscossione, sia in conto competenza che in conto residui, di tutte le poste di entrata corrente proprie: entrate tributarie ed entrate extratributarie. Tale situazione denota la necessità improcrastinabile di porre in essere una efficace attività di riscossione su tutte le entrate proprie dell’Ente”.
Di fronte a tale situazione grave e disastrata, l’amministrazione Sinatra, tra le soluzioni possibili da adottare e previste dal D. Lgs. 265/2000 (il famoso TUEL …) sceglie il percorso più tortuoso e difficile da realizzare per le motivazioni che si diranno a breve, un piano “perfetto” però solo da un punto di vista politico …
Ed invero, in caso di dichiarazione di dissesto finanziario, la norma prevede che qualora la Corte dei Conti riconosca, anche in primo grado, gli amministratori responsabili “…. di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive al verificarsi del dissesto finanziario” … emette pesanti sanzioni di natura pecuniaria e pesanti sanzioni politiche per almeno dieci anni non potendo i responsabili ricoprire nessun incarico ad ogni livello! (cfr. art. 248, c. 5, del D.Lgs. 265/2000).
In caso di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario, nulla di tutto ciò sarebbe stato previsto: appare ovvio, dunque, che in una simile situazione, la scelta della sinistra politica (PD, renziani, ecc…) sia ricaduta per il riequilibrio al fine di salvaguardare … l’incolumità politica (alias la poltrona) di chi in quel momento amministrava (ad ogni livello Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali) e di chi aveva amministrato negli anni precedenti scaricando – potenzialmente per un decennio (che nel 2016 verrà posticipato addirittura per un trentennio) i costi dell’incerto bailout sui cittadini leonfortesi!
Chi, nel tempo ha provato a contrastare tale sistema è stato accusato di essere un “untore”, come direbbe Manzoni, di false informazioni inerenti le pessime condizioni di salute del bilancio e delle casse comunali.
Personalmente, pur di scongiurare questo disastro, oggi avrei voluto ammettere in questa sede di essermi sbagliato, di aver detto per tanto tempo delle inesattezze ma, purtroppo, la realtà è questa.
Ciò che ho sempre temuto, oggi, purtroppo, è diventata drammatica realtà: un’amara e triste realtà che fa piombare il nostro paese nel baratro!
Oggi potrei dire “ve l’avevo detto”, potrei prendermi qualche soddisfazione e magari attaccare chi mi ha attaccato in tutti questi anni, ma non lo farò perché di fronte ad una sciagura del genere sarebbe inutile …
Cari colleghi Consiglieri, insieme ad alcuni consiglieri comunali sono stato sempre cosciente e consapevole che la situazione finanziaria dell’Ente era sull’orlo del collasso finanziario, così come ero conscio che il piano di riequilibrio adottato ed approvato all’epoca in quella seduta straordinaria di Consiglio Comunale che si è tenuta il 31.12.2014 era inutile, dannoso e inopportuno, un piano che avrebbe solo posticipato di fatto una realtà che era già ben chiara!
La mia partecipazione e tutti i miei interventi nelle varie sedute di Consiglio Comunale sul piano di riequilibrio, tracciabili in tutte le deliberazioni, ne sono la piena testimonianza.
A fronte di un disavanzo di amministrazione già presente emerso dal Rendiconto di Gestione
2013 pari ad €. 1.810.328,35 che denotava uno squilibrio di bilancio strutturale in grado, a parere dell’Organo di Revisore dei Conti “di provocare il dissesto finanziario dell’Ente”, (cfr. parere dei Revisori al Piano di Riequilibrio del 30.12.2014) bisognava evitare soluzioni schizofreniche dettate da un piano che ha rappresentato un pasticciato meccanismo che ha sospeso il funzionamento del dissesto guidato già previsto dall’art. 6 del D.Lgs. 149/2011 come rimedio di chiusura per le gestioni locali deficitarie.
Con la mancata dichiarazione del dissesto e la scellerata scelta di operare il meccanismo del pre-dissesto si è creata una contraddizione di base: si è data l’opportunità a coloro che avevano portato l’ente nel baratro o che in ogni caso si erano dimostrati incapaci di sistemare le casse comunali di continuare a gestire le risorse comunali!
Era chiaro che sulla base di questi presupposti, il piano avrebbe difettato in modo pieno di quei meccanismi concorsuali che solo la dichiarazione di dissesto permette di attivare.
In poche parole, nonostante il dissesto virtuale, gli amministratori locali hanno continuato a beneficiare di altre generose risorse finanziarie!
Di certo questo sistema non era il modo migliore per tutelare le finanze pubbliche e capitalizzare le sempre più incisive misure fiscali.
In un simile contesto finanziario, nell’interesse generale della Comunità, occorreva fare un rigoroso esame di coscienza su cosa era davvero utile fare per il tanto decantato bene del paese …
Al sorgere di problematiche inerenti la tenuta del piano, al danno conseguito si sarebbe aggiunta, come è purtroppo accaduto, la beffa nei confronti dei cittadini leonfortesi, consistente nell’avere sottratto loro del tempo prezioso che altrimenti, ovverosia in caso di dissesto, sarebbe stato sfruttato per pervenire al vero risanamento del nostro ente.
Ho sottolineato più volte, (cfr. deliberazione del Consiglio Comunale nr. 53 del 29.04.2014) che il fondo di rotazione che veniva concesso assumeva i connotati di un mutuo decennale che doveva essere, tuttavia, restituito all’Erario: una delle mie preoccupazioni era capire quali sarebbero state le modalità attraverso le quali questo comune avrebbe potuto restituire allo Stato quanto ottenuto …
Un piano di rientro che si proponeva di curare le sorti dell’ente attraverso il taglio delle spese e l’aumento delle entrate in misura tale da ripianare il disavanzo che si era creato nel tempo …
Ebbene, il suddetto principio era corretto nella teoria ma difettava nella sua pratica attuazione soprattutto se rapportato al caso del Comune di Leonforte che presentava gravi lacune anche nella gestione delle pratiche più semplici e di facile risoluzione; e lo hanno dimostrato anche i tanti debiti fuori bilancio approvati in questi lunghi anni!
Stesso discorso per ciò che atteneva la riscossione delle entrate e la battaglia all’evasione tributaria: cosa avrebbe dovuto indurmi, quindi, a ritenere che il nostro Comune, che non riusciva a riscuotere 10 avrebbe potuto, all’indomani dell’approvazione del piano di riequilibrio, incassare non dico 100 … ma anche solo 20?
Il piano che veniva proposto dall’Amministrazione presentava, dunque, un complessivo difetto nella previsione delle entrate, che appariva fondata su aspettative remote quanto a riscossione reale dei tributi: si parlava di tasse presunte e non di tasse che sarebbero state effettivamente riscosse!
Anche la parte relativa alle dismissioni del patrimonio immobiliare appariva chiaramente irrealizzabile considerato il momento di gravissima crisi economica che stiamo ormai da decenni attraversando!
Per non parlare, come già detto, del riconoscimento di debiti fuori bilancio per sentenze esecutive di cause iniziate negli anni 90 e 2000 in particolare in materia di espropri, e di deliberazioni di atti transattivi degli ultimi anni per circa due milioni di euro indicatore eloquente ed emblematico della gestione degli anni passati …
Ecco perché ero convinto che non si poteva uscire da una situazione debitoria contraendo altri debiti: queste situazioni al limite dell’insolvenza ho detto testualmente “posticiperanno, e solo di poco, la verità contabile lasciando alle generazioni future l’onere di pagare i propri errori” …
In quel determinato contesto, era doveroso intraprendere sin da subito la strada del dissesto che diversamente dal riequilibrio rappresenta, come sostenuto dagli esperti della materia, un istituto saggio per il bene delle finanze pubbliche che in quel particolare contesto amministrativo andava adottato, valorizzato e non già aggirato!
Qualsiasi Amministrazione responsabile di fronte questa realtà aveva il dovere morale, politico e normativo di dichiarare il dissesto finanziario.
Tale strumento avrebbe, infatti, consentito all’ente di continuare ad esistere, ma nel contempo avrebbe previsto una gestione commissariale dei pagamenti dei creditori, relegando gli organi comunali alla gestione dell’ordinario, secondo peraltro criteri molto rigorosi.
Ho più volte dichiarato (cfr. ad esempio deliberazione del Consiglio Comunale n. 127 del 09.102014) la mia contrarietà al piano di riequilibrio e provato a scongiurare in qualche modo il dissesto finanziario tracciando la strada del ripianamento attraverso lo strumento di cui agli articoli 193 e 194 del TUEL che prevedono, tra l’altro, la possibilità di ripianare il disavanzo di amministrazione e di finanziare debiti fuori bilancio mediante rateizzazione della durata massima di tre anni .. ma a quanto pare, lo squilibrio complessivo dell’Ente era talmente grave che non erano sufficienti al suo superamento le predette misure.
Altra strada percorribile che ho suggerito nel corso della seduta del 09.10.2014, più volte citata, è stata quella di ricorrere alle opportunità previste dai Decreti Legge n. 35/2013 e n. 66/2014, introdotti dal decreto correttivo di riforma della contabilità (Dlgs 126/2014): si trattava di applicare strumenti offerti agli enti locali per pervenire alla verità contabile di sicuro meno vincolanti rispetto agli obblighi e ai pericoli derivanti dal ricorso al “predissesto”.
Sapevo benissimo che le manifestazioni di baldoria da parte di taluni politici, all’indomani dell’approvazione del piano, era del tutto fuori luogo tant’è che taluni di loro, si erano accorti del gravissimo errore nel far passare quella delibera … (si possono leggere le dichiarazioni nel corpo della deliberazione del Consiglio Comunale n. 185 del 31.12.2014 ) votata favorevolmente soltanto da 6 consiglieri comunali, con dichiarazione favorevole al Piano di Riequilibrio Finanziario da parte del gruppo PD (cfr. allegato A alla Delibera CC 185/2014).
Quella votazione ha di fatto legittimato un’operazione politico-amministrativa tipica da “manuale Cencelli” …
Come se non bastasse, l’Amministrazione Sinatra adotta un’altra scelta errata ed irragionevole: con la delibera di Giunta Comunale n. 68 del 10.06.2016, votata dal Consiglio Comunale, modifica il piano pluriennale di riequilibrio finanziario optando per la restituzione del fondo di rotazione erogato dal Ministero dell’Interno, per un periodo di trenta anni!!!
Anche in tale circostanza, unitamente ad altri colleghi consiglieri, siamo stati contrari a quella delibera: ho fortemente contestato e criticato, come emerge dalla seduta del Consiglio Comunale, tale ulteriore scelta perché vincolante per i cittadini leonfortesi ed irragionevole … una scelta affrettata e incoerente da un punto di vista normativo che andava evitata (cfr. deliberazione Consiglio Comunale n. 57 del 28.06.2016).
A distanza di poco tempo, la Corte costituzionale con la sentenza 14 febbraio 2019, n. 18 dichiara incostituzionale la norma che consente tale operazione atteso che “le anticipazioni di liquidità che consentono agli enti locali in pre-dissesto di finanziare il disavanzo di parte corrente, spalmandone l’ammortamento su un arco temporale di trent’anni violano il principio dell’equilibrio dinamico del bilancio al quale tutte le pubbliche amministrazioni sono costituzionalmente soggette, si pongono in contrasto con il principio di responsabilità politica degli amministratori locali di fronte ai propri elettori e contraddicono elementari principi di equità tra le generazioni presenti e future”.
Non entro nel dettaglio dei bilanci approvati negli anni precedenti, di ciò che a livello contabile ha determinato situazioni al vaglio dei magistrati contabili.
Colleghi Consiglieri, oggi si vota un atto molto importante che segna una pagina negativa della città di Leonforte, inutile nasconderlo, siamo chiamati ad assumerci una grande responsabilità con forza e coraggio, siamo qui perché è necessario oltre che corretto rispettare il lavoro della magistratura contabile e come consiglieri comunali non possiamo far altro che prenderne atto.
Non voto né per fede politica né per misero orgoglio come affermato da parte dell’ex Sindaco Sinatra dal quale aspettiamo di sapere ancora che fine abbia fatto la relazione di fine mandato che rappresenta un obbligo per il Sindaco introdotto dall’articolo 4 del Dlgs 149/2011, un documento obbligatorio e fondamentale che avrebbe consentito non solo di avere un’analisi chiara e certificata sull’amministrazione uscente ma anche i numeri e le condizioni strutturali comunali sui quali misurarsi sia in termini critici che di proposta, il documento ufficiale che fornisce lo “status quo” del Comune …
Come detto nel corso della precedente seduta del Consiglio Comunale, non permetto a nessuno di condizionare, strumentalizzare, manipolare il mio voto e la mia persona in aula, per non dare adito a chi che sia che l’atto da votare in data odierna, il cui contenuto è di grande responsabilità, possa essere interpretato per fare un favore o una convenienza come hanno detto alcuni soloni della politica o uno sfavore a qualcuno …
Voto in piena autonomia, con coscienza e libertà assoluta prendendo atto della nota dell’Assessorato agli Enti locali (prot. 8841 del 17.08.2020) con la quale il Consiglio Comunale è stato diffidato ad approvare la dichiarazione dello stato di dissesto economico finanziario dell’Ente nel rispetto dell’Ordinanza n. 45/2020/PRSP adottata dalla Sezione di Controllo per la Regione Sicilia della Corte dei Conti e di tutta l’istruttoria posta in essere precedentemente.
Votare la deliberazione significa salvare non la poltrona come è stato fatto in passato da taluni politici locali ma consentire al Consiglio Comunale di poter continuare a svolgere quel ruolo importante di organo di controllo in grado di vigilare l’ente.
Diversamente, il voto contrario lascerebbe tutto nelle mani di organi terzi senza consentire al Consiglio di operare un controllo nei limiti delle proprie competenze.
È per tale motivo che propongo al Consiglio Comunale l’istituzione di una Commissione speciale, ai sensi dell’art. 64 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale di Leonforte, con il compito procedere ad indagini, inchieste ed accertamenti che, nell’ambito delle proprie attribuzioni, ritenga necessarie.
Tale Commissione, dovrà di conseguenza, approfondire le cause e le azioni che hanno determinato la situazione economico-finanziaria che ha portato al dissesto l’ente, appurare eventuali responsabilità politiche che hanno determinato la situazione del dissesto nella gestione della cosa pubblica negli ultimi decenni.
Leggendo il contenuto dell’ordinanza della Corte dei Conti, emerge inequivocabilmente il vero problema che attanaglia ormai da anni il nostro ente: l’impossibilità di “determinare l’effettiva consistenza della situazione debitoria complessiva sia quella derivante dal piano di riequilibrio che quella formatasi successivamente all’adozione del piano” (cfr. pag. 4 e 5 dell’ordinanza n. 45/2020).
I magistrati contabili contestano “l’attendibilità del risultato di amministrazione, la non chiara situazione debitoria pre e post piano nonché l’attuazione stessa delle misure previste”.
La Corte, per chi ancora non lo avesse ben chiaro, contesta la situazione debitoria del Comune di Leonforte con riferimento al momento pregresso all’adozione del piano di riequilibrio tant’è che conferma “la presenza di un significativo deficit occulto non compreso nel piano di riequilibrio né nelle risultanze contabili relative all’esercizio 2018”.
In buona sostanza, secondo la Corte, considerata la pretermissione nel piano di rilevanti passività, viene meno “il presupposto logico e giuridico dell’intera procedura che postula una quantificazione attendibile della reale esposizione debitoria complessiva” con la inevitabile conseguenza che “la dissimulazione della situazione finanziaria dell’ente, infatti, comprometterebbe inevitabilmente la veridicità e l’attendibilità del piano di riequilibrio e dei successivi strumenti di programmazione economico finanziaria”.
Tutto ciò, unitamente alla nota della Corte dei Conti del 29.04.2019, hanno di fatto scoperchiato quel vaso di Pandora rappresentato dal piano di riequilibrio finanziario, un’operazione elusiva del dissesto finanziario che era stata messa in atto nel tentativo, come afferma la Corte stessa di “diluire in un più ampio arco di tempo soluzioni che andrebbero immediatamente attuate”…
Auspico un percorso che riporti la città ad una nuova fase: Leonforte deve poter tornare ad una gestione amministrativa sana che consenta di programmare un futuro meno funesto di quello che abbiamo vissuto fino ad oggi!
Siamo al livello più basso della nostra storia dal quale però bisogna risalire avviando un percorso di risanamento non solo finanziario: oggi votiamo il fallimento di un sistema politico che non ha funzionato per decenni
Ogni evento importante, anche se negativo come il dissesto, può rappresentare un’occasione di riflessione dalla quale Leonforte può ripartire.
Da domani inizia una nuova fase per la nostra città in cui non possiamo far altro, se non garantirne la continuità amministrativa.
Svolgere il lavoro quotidiano di amministratori è la risposta più concreta a chi paventa e si augura tempi duri per il comune!
Mi auguro che la Procura Generale della Corte dei Conti, unitamente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, organi giudiziari a cui è stata trasmessa l’ordinanza dei giudici contabili, possa finalmente verificare in maniera chiara ed inequivocabile cosa è realmente successo nel corso dei tanti anni di gestione della finanza locale leonfortese, nella sua dimensione reale.
Se qualcuno ha amministrato male ne pagherà le conseguenze ed giusto che sia così, anche per dare prova alla cittadinanza della presenza vigile dello Stato, che in molti sono a non considerare vivo e vegeto specie nelle nostre zone, vista la non esigibilità dei diritti fondamentali e l’impunità per i colpevoli, che regna ad ogni livello!

Il Vice Presidente del Consiglio Comunale
Avv. Pietro Vanadia
________________________

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Riccardo

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