11 marzo 2020. La lunga giornata dell’Italia nella lotta contro il coronavirus
Secondo giorno di quarantena, Italia zona rossa, estesa a tutto il territorio dello stivale.
È da poco passata l’ora di pranzo quando giunge notizia di un videomessaggio per l’Italia da parte della Presidente in carica della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen. Attraverso i suoi canali social la Von der Leyen ha voluto sostenere l’Italia, già in ginocchio per l’epidemia di coronavirus, e lo ha fatto in un italiano corretto e ben scandito, con un accento leggermente gutturale, ma che lascia trasparire ugualmente un reale coinvolgimento emotivo e una, non esattamente velata, preoccupazione. “Cari italiani e care Italiane, in questo momento così difficile vorrei dire a tutti voi che lottate contro il virus che non siete soli. Il vostro sforzo e il vostro esempio sono preziosi per tutti i cittadini europei”. Il sostegno è sincero e palese. Prosegue poi esprimendo quale sia la percezione da parte dell’UE della situazione italiana, dichiarando che “in Europa stiamo seguendo con preoccupazione, ma anche con profondo rispetto e ammirazione quello che state facendo. L’Italia parte dell’Europa e l’Europa soffre con l’Italia. In questo momento in Europa siamo tutti Italiani”. Conclude, infine, il suo video-messaggio in inglese, ribadendo le intenzioni espresse ieri ufficialmente al premier Conte, con tali parole: “La Commissione farà di tutto per sostenervi. La crisi colpisce duramente il settore sanitario, che è sotto pressione con un numero crescente di persone da curare. E ha un impatto su molti settori economici. Dobbiamo agire rapidamente, agire insieme e portare aiuto”.
Ma appena dopo, sono le 17.35, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara in una conferenza stampa, per mezzo del suo direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, che il covid-19 della nostra tormentata epoca non è più una semplice influenza – come si ostinano a sostenere i più ottusi o incoscienti sui social – ma è una vera pandemia. “Siamo profondamente preoccupati per il livello allarmante e la severità di propagazione della malattia ma anche per l’allarmante livello di inazione. Per questo abbiamo deciso che Covid-19 può essere caratterizzato come una pandemia”. Morbo a diffusione mondiale. Punto.
E così, dopo un avvicendarsi lungo un giorno, di voci e di smentite, anche il premier italiano Giuseppe Conte, poco dopo le 21.40, comunica in diretta TV e sui canali social al Paese intero di avere esteso le misure di protezione dei cittadini della nostra nazione, come in uno step progressivo di restrizioni. Ora saranno chiusi tutti i locali, i bar, le attività commerciali, saranno garantiti solo i livelli essenziali di servizi (supermercati, farmacie, banche, poste, assicurazioni, industrie).
L’Italia è alla prova. Speriamo di superarla, insieme.
Giuliana Maria Amata
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